sabato, Agosto 15

FRONTE ORIENTALE: RIARMO GIAPPONESE E PUTIN IN VISITA ALLE CURILI

Russia-Asia

14 Agosto 2026

di Ennio Remondino

La prima volta di Putin nelle isole contese fa infuriare Tokyo: esercitazioni navali e una esibizione di sovranità. La nuova crisi con la Russia rischia di favorire l’alleanza tra Usa, Giappone e Corea del Sud. O viceversa, è stata proprio l’alleanza Usa, Giappone e Corea del Sud a far muovere Putin da Mosca. Le due Corea e l’Ucraina che connettono la  guerra alle porte dell’Europa con l’Asia orientale

Ferite lontane riesumate come messaggio

Capo Nosappu, estrema punta orientale dell’Hokkaido. Isole Curili dove, su una di quelle isole è sbarcato Vladimir Putin. «È la prima volta che il presidente russo mette piede a Iturup (chiamata Etorofu da Tokyo), la maggiore delle quattro isole controllate da Mosca e rivendicate dal Giappone. Una visita che arriva a ridosso del 15 agosto, anniversario della resa dell’impero nipponico alla fine della seconda guerra mondiale», precisa Lorenzo Lamperti sul Manifesto. Gesti e simboli. Il giorno prima, Putin ha assistito alla fase finale delle esercitazioni navali da Yuzhno-Sakhalinsk, nell’Estremo oriente russo a bordo del Guards Varyag, incrociatore lanciamissili e ammiraglia della flotta russa nel Pacifico. Da dove ha accusato la Nato di «infiltrarsi» sempre più a oriente creando «nuovi blocchi politico-militari». Riferimento alla partnership tra Alleanza atlantica, Giappone e Corea del Sud. «Cresce il potenziale di conflitto», ha ammonito Putin, che sta a sua volta approfondendo l’alleanza militare con la Corea del Nord. Una rara esibizione di sovranità. Da ricordare che sull’isola ci sono anche due aeroporti usati da personale e mezzi militari.

Dirittiumani

A Tokyo il messaggio è arrivato forte

La prima ministra Sanae Takaichi ha definito la visita «assolutamente inaccettabile e incompatibile con la posizione giapponese sui Territori settentrionali, considerati parte integrante del paese». L’ambasciatore russo Nikolai Nozdrev è stato convocato al ministero degli esteri. Mosca ha rincarato: «La terra russa resterà terra russa», ha detto il viceministro Alexander Grushko. Dmitry Medvedev ha minacciato «mostruose conseguenze per chi mette in dubbio la sovranità delle Curili». Ed improvvisamente si riapre la vecchia ferita di queste remote isole dell’arcipelago vulcanico, a metà tra Kamchatka e Hokkaido. È una questione precedente persino alla guerra del 1904-1905 che sancisce l’ascesa del Giappone imperiale. Nel 1875 Tokyo ottiene tutte le Curili cedendo in cambio l’isola di Sakhalin. Alla fine della seconda guerra mondiale, l’Unione sovietica occupa le Curili. Oltre 17mila giapponesi residenti sulle quattro isole sono costretti ad abbandonarle. Tokyo rinuncia alle Curili con il trattato di San Francisco del 1951, ma sostiene che le quattro isole Etorofu, Kunashiri, Shikotan e Habomai non fossero comprese nella rinuncia.

Dalla guerra mondiale ad oggi

Il dettaglio sulle quattro isola dell’arcipelago ha impedito ai due paesi di firmare un trattato di pace. Negli anni di Shinzo Abe, Tokyo provò ancora a trasformare cooperazione economica e rapporto personale con Putin in una leva negoziale. L’invasione dell’Ucraina ha sepolto quella stagione: il Giappone ha aderito alle sanzioni occidentali e la Russia ha sospeso i negoziati. Da allora le Curili sono entrate in una partita più larga, precisa Lamperti. Il Giappone ha avviato un processo di riarmo e rafforzato l’alleanza militare con Washington. A giugno il sistema americano a medio raggio Typhon è stato per la prima volta schierato a Kanoya in esercitazioni congiunte. La conservatrice Takaichi ha accelerato l’aumento delle spese militari, indicando nella Russia una «grave minaccia» per la sicurezza nazionale giapponese. Tokyo teme il crescente allineamento tra Mosca e Pechino, mentre l’alleanza militare tra Putin e Corea del Nord è già un dato di fatto dopo l’accordo di mutua difesa del 2024.

Le due Corea opposte schierate

Negli ultimi giorni, l’Ucraina ha denunciato l’utilizzo di missili balistici nordcoreani negli attacchi su Zaporizhzhia, mentre Kim Jong-un sarebbe pronto all’invio di migliaia di nuovi soldati al fronte in cambio di soldi, tecnologia e supporto esplicito al suo programma atomico. Di fatto la connessione della guerra alle porte dell’Europa con l’Asia orientale: scenario temuto dal Giappone e forse auspicato dalla Russia. Anche la Cina osserva questi movimenti. La linea anti-Nato di Putin fa gioco a Pechino sul Pacifico, anche se la nuova crisi con il Giappone e l’asse con Pyongyang rischiano di favorire l’ampliamento del coordinamento militare tra Washington, Tokyo, Seul e Manila. Rilevante che il ministro degli esteri Wang Yi sia atteso la prossima settimana in Corea del Sud.

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