martedì, Settembre 29

PADRONI DEL MONDO E ORA DEL CIELO: MUSK IN ORBITA E TRUMP TERRA TERRA

Spazio

29 Settembre 2026

di Ennio Remondino

La “nave stellare” Starship ha raggiunto per la prima volta l’orbita terrestre e nel volo attorno al pianeta ha “partorito” dalla stiva 26 satelliti a galleggiare nello spazio. Mentre galleggia solo nei sospetti lo strano attentato contro aerei Usa in Gran Bretagna

Gli 11mila satelliti di Musk

Nelle intenzioni di Elon Musk, però, la “costellazione” privata dovrà arrivare a 42.000 satelliti, e la gigantesca Starship rappresenta il futuro della società. Già da dodici anni Space X effettua lanci commerciali dal complesso spaziale di Cape Canaveral in Florida e dalla base Vanderberg in California. Nel 2025 la società ha compiuto 257 missioni. La frequenza di un lancio ogni 2,3 giorni. Se non di un monopolio compiuto, si tratta dunque di un dominio schiacciante del mercato dei lanci orbitali abilitato anche dai finanziamenti pubblici ricevuti sotto forma di appalti di una Nasa le cui operazioni sono state progressivamente privatizzate.

«Civiltà multiplanetaria e destino galattico»

La missione di Space X è promossa con altisonante retorica sulla «civiltà multiplanetaria» e il «destino galattico» dell’umanità, calcando sul progetto di una base lunare con l’obiettivo di sbarcare un equipaggio umano su Marte. Ma Luca Celada richiama l’attenzione sul comparto militare, meno pubblicizzato ma più che reale. Ma scarseggiano i dettagli. «E il destino spaziale» dell’umanità è’ stato di fatto rimosso dalla sfera pubblica e posto in quella degli interessi privati, fra oligarchi tech e regime attualmente in carica alla Casa bianca».

Louisiana spaziale

Prossimo ‘spazioporto’ sulla costa acquitrinosa della Louisiana, dove si parla di un investimento di 100 miliardi di dollari vincolato di fatto da mille segreti. L’annuncio ha preso di sorpresa i residenti e molti esponenti politici, dato che negoziati con Space X si sono svolti regime di stretta confidenza con accordi di riservatezza che vietano la divulgazione dei contenti sotto pena legale. Come a Memphis, Tennesse, dove, per edificare un data center in un quartiere afroamericano, Musk ha concluso un accordo riservato (con agevolazioni fiscali, sconto su acqua e elettricità ed esenzione da norme ambientali) con le autorità cittadine di cui non sapeva nemmeno il consiglio cittadino al completo.

Il capitalismo futuro da Musk a Trump

Sempre di cose più o meno planetarie, l’attentato sventato alla base Royal Air Force in Gran Bretagna, da dove partono gli aerei Usa per colpire in Iran. Accade dopo il no di Trump al piano di pace proposto dall’Iran. Stesso giorno – tempistica perfetta, rileva Davide Malacaria in Piccolenote.it -, il Regno Unito annuncia di aver arrestato cinque individui che si preparavano ad attentare alla base. Stupore bis, il subitaneo rilascio su cauzione dei detenuti, come se fossero stati arrestati per una sbronza molesta e non per un attentato alla sicurezza nazionale e internazionale.

Recita per quale commedia?

Da tempo la propaganda ha preso una piega bizzarra, un annuncio delle autorità a fare della versione ufficiale un dogma di fede, indiscutibile e inappellabile. «L’annuncio di Trump, che ha dichiarato che l’intelligence Usa e quella britannica seguivano da tempo i cinque ‘scappati di casa’, chiude la vicenda». Perché, se li seguivano da tempo, controllando presumibilmente tutto quel che facevano o con chi erano in contatto stanno ancora indagando per cercare di capire chi sono e chi li ha mandati?

E lo strano ministro Miliband

Tante stranezze, col ministro degli Esteri britannico Ed Miliband che, rivolgendosi al suo omologo iraniano, lo ha avvertito che il suo Paese non avrebbe «tollerato attività ostili di Teheran sul proprio territorio. E l’Iran, in cerca di un ‘sì’ di Trump alla sua proposta, «avrebbe permesso a una cellula di imbranati di fare esattamente quanto paventato dal ministro britannico. E proprio nel giorno in cui attendeva il sospirato placet a un piano di pace che avrebbe ridato respiro a un Paese che l’Occidente sta tentando di strangolare…».

La rabbia incontenibile nell’intera area

L’Iran ha smentito ogni coinvolgimento nella vicenda, ma può essere tenuta in serbo per sabotare un’ulteriore possibilità di pace per il Medio oriente. Dipenderà dall’interesse del momento, attuale o futuro. Intanto cresce la già dilagante conflittualità mediorientale.

Baghdad sta pietendo da Washington un’esenzione dall’embargo anti Iran. Se non sarà concessa, com’è avvenuto finora, potrebbe esplodere una nuova  guerra civile nel già martoriato Paese mediorientale. Adesso che le truppe americane stanno abbandonandolo dopo due decenni di gravosa occupazione.

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