domenica, Aprile 5

URSULA VON DER LEYEN FUORILEGGE

di Redazione

A far girare la notizia è stato ieri Dario Tamburrano, europarlamentare del Movimento 5 Stelle: “Con un voto storico la Commissione giuridica del Parlamento europeo ha dichiarato illegale il piano di riarmo di Ursula von der Leyen e giudicato illegittima la sua procedura di approvazione attraverso l’articolo 122 del Trattato europeo. All’unanimità gli europarlamentari hanno considerato valide le ragioni del parere del servizio giuridico del Parlamento europeo, le cui conclusioni non lasciavano dubbi: scavalcare il Parlamento europeo e non coinvolgerlo nel processo decisionale sul piano da 800 miliardi di euro per riarmare l’Europa è illegale. Ursula von der Leyen viene sconfessata: noi siamo pronti a portare il caso alla Corte di Giustizia europea.

Cosa è successo? La richiesta del parere legale della Commissione giuridica del Parlamento europeo (JURI) scatta in automatico, nei casi in cui si ricorre all’articolo 122. La JURI ha bocciato all’unanimità la decisione di Ursula von der Leyen di scavalcare l’Eurocamera per far approvare il suo piano di riarmo europeo (ReArm Eu) da 800 miliardi. Il ricorso della presidente della Commissione all’articolo 122 dei Trattati, che permette in casi straordinari e di emergenza di approvare provvedimenti senza l’ok del Parlamento, era stato dichiarato illegittimo dal servizio giuridico del Parlamento europeo, così 24 eurodeputati su 25 (il presidente non vota) facenti parte della Commissione hanno appoggiato la decisione dei legali.

Il voto apre un caso all’interno delle istituzioni europee che, adesso, dovranno stabilire se andare avanti con la proposta di riarmo arrivata da Palazzo Berlaymont. Il fatto che la bocciatura della commissione JURI sia arrivata all’unanimità ha un valore politico: anche agli eurodeputati della nuova maggioranza Ursula, compresi quelli della sua famiglia europea (Ppe), non è affatto piaciuto essere scavalcati dalla Commissione riguardo a un dossier da 800 miliardi di euro che potrebbe ridisegnare i piani di difesa europei per i prossimi anni. E così hanno deciso di esprimere tutti la loro contrarietà.

Adesso alla presidente della Commissione rimangono due strade da percorrere. Può tornare sui suoi passi e accettare che il via libera al suo piano di riarmo debba passare anche dall’ok dell’Eurocamera, oppure può ignorare il parere legale del Parlamento, il voto compatto della commissione JURI e, ritenendo di aver utilizzato correttamente e legittimamente l’articolo 122 dei Trattati, andare avanti cercando la sola approvazione del Consiglio Ue. Una strategia che potrebbe rivelarsi rischiosa, quest’ultima, perché potrebbe portare il suo operato sulla scrivania dei giudici della Corte di Giustizia europea.

Dopo il voto in commissione JURI gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle si sono espressi così in una nota: “L’arroganza di Ursula von der Leyen è stata sconfitta. La presidente della Commissione europea pensava di approvare il piano sul riarmo utilizzando un codicillo nei Trattati, ma con un sussulto di dignità il Parlamento europeo l’ha respinta”. Duro anche il coordinatore del gruppo The Left in JURI, Mario Furore (M5S), che ha dichiarato: “All’unanimità gli europarlamentari hanno considerato valide le ragioni del parere del servizio giuridico del Parlamento europeo, le cui conclusioni non lasciavano dubbi, scavalcare il Parlamento europeo e non coinvolgerlo nel processo decisionale sul piano da 800 miliardi di euro per riarmare l’Europa è illegale, mancano i criteri di urgenza, le motivazioni del ricorso all’articolo 122 e non viene rispettato il principio di sussidiarietà tenuto conto che le competenze in materia di difesa e politica sono in capo agli Stati membri. Ursula von der Leyen viene sconfessata e noi siamo pronti a portare il caso alla Corte di Giustizia europea denunciando l’abuso di potere della Commissione e la mancanza di controllo democratico nelle fasi di approvazione del piano sul riarmo”.

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