di Redazione
Se avessimo studiato di più e meglio Marx-Engels, Gramsci, Lenin, Togliatti e la sua lotta nella Costituente per imporre l’articolo 18 della Costituzione e il lavoro dei nostri coraggiosi magistrati come Carlo Palermo, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino non avremmo mai visto il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro, il berlusconismo, l’avvento della seconda Repubblica e i fascisti al governo oggi. Eppure i simboli dell’eversione facevano capire esattamente da chi era diretta l’operazione contro il nostro paese e la sua democrazia costituzionale.

Stella nel cerchio delle Brigate rosse con all’interno il pentagono

Pentalfa massonico simbolo che all’interno forma il pentagono. Significato esoterico: le cinque punte del pentalfa simboleggiano i cinque elementi metafisici dell’acqua, dell’aria, del fuoco, della terra e dello spirito. Questi cinque elementi sintetizzerebbero i gruppi politici e militari massonici in cui si organizzano tutte le forze materiali, spiritiche e divine dell’universo. Simbolo di Dio che opera nella storia tramite sacerdoti particolari: i massoni.

Pentagono il centro del potere massonico-imperialistico dove operano quei particolari massoni che fanno la storia secondo la volontà del loro Dio.
Conoscere i simboli e il linguaggio vero del potere ci protegge dalla strumentalizzazione che i massocapitalisti possono mettere in atto nei confronti del proletariato rivoluzionario. Se la sinistra di classe avesse spiegato il significato della simbologia brigatista non avremmo avuto molti tragici fatti nel nostro Paese e salvato molte vite umane. Inoltre avremmo sconfitto gli infiltrati nel P.C.I. e i loro seguaci come Giorgio Napolitano. Chi erano costoro? Giorgio Amendola, Armando Cossutta, Gianni Cervetti e guarda un po’ Altiero Spinelli, nomi depositati nella documentazione prodotta dal senatore comunista Sergio Flamigni alla Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla P2 e riportata nelle pagine 167-168 nel libro dell’ex magistrato Carlo Palermo, ARMAGEDDON CRIME, Il Sacro Monte Editore, 2022.
Aver nascosto o taciuto questi nomi ha permesso la nascita delle correnti e delle tre mozioni e l’inizio della sua fine del Partito Comunista Italiano. Correnti illegali, hanno operato secondo lo Statuto del partito, in quanto la pratica democratica era garantita dal centralismo democratico e di conseguenza l’illegale prassi che ha portato al congresso del P.C.I. di Rimini del 1991 voluto da Occhetto e soci in linea con l’obiettivo della massoneria internazionale e della italiana P2 di eliminare il Partito Comunista Italiano e fisicamente tutti i segretari comunisti da Gramsci a Enrico Berlinguer, che guarda caso sono tutti stati colpiti da un ictus cerebrale. Come i più importanti segretari comunisti russi: Lenin e Stalin.
La nostra Costituzione grazie alla consapevolezza e lungimiranza di Palmiro Togliatti, su come operano i massocapitalisti, ha al proprio interno un articolo specifico il 18 a riguardo che vieta: “Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare”. Ovviamente tradito. Serve una nuova lotta di LIBERAZIONE.
Oggi possiamo dire con assoluta certezza che il terrorismo in Italia degli anni ’60 e ’70 è stato guidato e agevolato dai massocapitalisti e dai loro servizi segreti, Gladio e NATO contro la Costituzione, il sistema elettorale proporzionale puro e il Partito Comunista Italiano. Per questo diciamo che in Italia serve una lotta di Liberazione 2.0 di massa per riprenderci la democrazia perduta.
Buon 25 Aprile

Contrariamente al pensiero diffuso, l’epoca della “strategia della tensione” e dello stragismo “di Stato” non è terminata con i falliti golpe di De Lorenzo, Borghese e Sogno negli anni Settanta. Il piano di eversione atlantista ha pervaso invece anche la stagione delle Brigate Rosse, segnando indelebilmente la storia del Paese per tutti gli anni Ottanta, fino alla morte di Enrico Berlinguer, soluzione naturale a tutti i problemi delle classi dominanti occidentali. Il caso Moro, con la sua lunga serie di incongruenze, depistaggi e miopie ha segnato l’epilogo vincente di quel progetto. Dino Greco ripercorre, sulla scorta di un’ampia base documentale e attraverso un’attenta analisi di dati e testimonianze dirette, l’allungarsi dell“ombra atlantica” sul nostro Paese fin dal secondo dopoguerra. Un piano preciso e coerente che ha applicato all’Italia un’ipoteca americana, certificata dal tragico epilogo di via Caetani. Prefazione di Paolo Corsini.