di Nora Montella
A sostegno della Palestina si è esposto anche Shade, rapper e doppiatore italiano, con questo video molto d’impatto e molto veritiero.
Negli ultimi giorni non si fa altro che parlare del comportamento di Ghali durante la partecipazione al Festival di Sanremo. Ma ricapitoliamo un attimo.
Ghali, musicista italo-tunisino, da sempre tratta nei suoi testi musicali questioni sociali, dalla questione dei profughi, agli immigrati, per arrivare fino al conflitto israelo-palestinese.
Essendo Ghali un sostenitore attivo della collaborazione pacifica tra i popoli e non dello sfruttamento del più debole, ha avuto il coraggio, durante il Festival, di prendere posizioni politiche importanti a favore della Palestina, sia con il testo della canzone che ha presentato, sia con le affermazioni fatte sul palco. Ghali infatti, ma non solo, anche Dargen D’Amico, hanno chiesto il cessate il fuoco e la fine del genocidio che è in corso a Gaza. Che sia in corso da quasi un secolo uno sterminio di massa da parte di Israele nei confronti della popolazione palestinese non lo dice Ghali. Che sia in corso un genocidio non è Ghali a stabilirlo, ma il procedimento in corso alla Corte dell’Aia.
Dunque mi chiedo, perchè l’ambasciatore israeliano in Italia, Alon Bar, attacca sui social il Festival di Sanremo per il messaggio di Ghali contro la guerra a Gaza? Ad aggravare la situazione, si è schierato a favore di Alon Bar e di Israele, il senatore Maurizio Gasparri, componente della Commissione di vigilanza Rai, chiedendo ai vertici dell’azienda di scusarsi. Ricordiamoci che la Rai è un servizio pubblico e in quanto tale DOVREBBE essere libero, quindi indipendente, e al servizio di tutti i cittadini, a favore della Pace e contro ogni forma di violenza (come prevede la nostra Costituzione antifascista).
“Ritengo vergognoso che il palco del Festival di Sanremo sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile – scrive su ‘X’ Alon Bar – Nella strage del 7 ottobre, tra le 1200 vittime, c’erano oltre 360 giovani trucidati e violentati nel corso del Nova Music Festival. Altri 40 di loro, sono stati rapiti e si trovano ancora nelle mani dei terroristi”.
Giustamente Ghali fa presente ad Alon Bar che il conflitto non è iniziato il 7 ottobre 2023 come raccontano i mass media venduti al sistema capitalistico. E’ quasi un secolo che sterminano persone, nello specifico donne e bambini (così da bloccare la nascita e lo sviluppo della nuova generazione), distruggono città, abbattono ulivi storici, tagliano le fonti di sostentamento come acqua potabile ed elettricità per distruggere una popolazione e cancellarne ogni tradizione e storicità. Meno di una settimana fa Israele ha attaccato l’anagrafe palestinese, distruggendo la testimonianza diretta e precisa del numero di abitanti. Vogliono cancellare in ogni modo l’evidenza della loro esistenza.
Purtroppo la storia del mondo ci insegna che tali situazioni non sono nuove; nel passato, i colonizzatori, fossero tedeschi, francesi o inglesi insegnavano la storia nelle scuole costruite nelle colonie solo dal loro arrivo. Mi spiego meglio. Se si parla di storia nelle scuole senegalesi, viene spiegata loro solo dall’arrivo dei francesi in poi. Il prima viene rimosso con una tecnica storico-culturale molto famosa: se di qualcosa non si parla, allora non è mai successo o esistito.
Israele fino a qualche anno fa non compariva neanche nei mappamondi, e non sto scherzando. Hanno modificato l’assetto del mondo, la sua stessa rappresentazione. Su GoogleMaps è successa la medesima cosa.
Detto questo concludo ricordando che ogni forma di colonialismo è connessa alla mentalità e logica politica del nazionalismo più becero ed estremo di cui i fascisti e i nazisti furono la massima espressione storica. Quando si parla di guerra non ci si può permettere di non analizzare le reali questioni che la muovono, che non sono MAI la religione o il fanatismo, ma questioni strettamente economiche. Sarà un caso che Israele stia occupando proprio Gaza, obbligando le persone a scappare o uccidendole, dopo aver scoperto che davanti alle coste palestinesi vi sia un enorme giacimento di gas chiamato Leviathan?
Per manifestare il dissenso per le politiche genocidarie di Israele in Palestina, partecipiamo in massa alla Manifestazione nazionale contro la guerra in Palestina il 24 febbraio a Milano, partenza alle 14.30 da Piazzale Loreto fino a Piazza Duomo.