

- Russia nascosta
- 21 Dicembre 2025
- di Marco Marangoni
Non solo il vento che soffia dalla Siberia quest’anno meno cattivo, ma quello economico-finanziario decisamente benevolo. Appreso che le sanzioni imposte dall’Unione Europea non hanno funzionato – si è al 20esimo pacchetto e a Bruxelles si sta già pensando al 21esimo – tra Russia e Stati Uniti è invece ripreso da mesi un importante dialogo. Trattative e fatti seminascosti guardando al futuro

Gli interessi Italiani
Philippe Pegorier, vicepresidente dell’Association of European Businesses (AEB) in occasione della recente assemblea generale di fine anno di GIM-Unimpresa, la preziosa associazione che da oltre 30 anni difende e tutela gli interessi delle aziende italiane presenti nella Federazione Russa presieduta da Vittorio Torrembini, è stato chiaro, «le sanzioni non hanno funzionato e non risolveranno la guerra (russo-ucraina, ndr), una cosa chiara già dall’estate del 2022».
Economia e corsa al riarmo
Dati di fatto secondo importanti economisti russi: importazioni stagnanti, inflazione colata di molto, il mondo dell’Automotive verso la ripresa, il rublo ha una vita propria ma potrebbe arrivare a 100 rubli per un dollaro. Corre purtroppo il riarmo: aumentata all’8% la spesa militare (era il 4,5-5%) , «non tanto di meno di Usa e Vietnam».
Ma il vento sta cambiando
Che il vento stia cambiando lo si evince anche dai registri di Rospatent, l’ente russo per la proprietà intellettuale. Il 2 dicembre è stata registrata la Land Cruiser Prado di Toyota, successivamente, secondo i dati dell’8 dicembre, colossi come The Coca-Cola Company (nel 2022 ha sospeso le operazioni in Russia e il suo dipartimento russo è diventato Multon Partners LLC che produce bevande a marchio Dobry), IKEA, Dior, Starbucks e Apple hanno depositato nuove registrazioni di marchio nel Paese. Lo stesso hanno fatto altre nove grandi società occidentali. Pochi giorni dopo, il 14 dicembre, Puma è entrata in scena con due nuovi marchi validi fino al 2034. Le richieste, curiosamente, arrivano dagli Stati Uniti, nonostante il brand sia tedesco. E non solo. Già in ottobre, due sviluppatori di videogiochi americani avevano chiesto di registrare sette marchi in Russia: Dishonored, Starfield, Wolfenstein, Deathloop, Fallout, Quake e Call of Duty.
Scambi Russia-Usa
Robert Agee, presidente della Camera di Commercio Russo-Americana, parlando alla televisione RTVI ha ricordato l’esistenza di una ‘opzione call’ per il riacquisto degli asset di McDonald’s, definendo un eventuale ritorno del famoso Big Mac «la migliore pubblicità possibile per la ripresa dei rapporti». Dalla primavera del 2022 in Russia l’ormai (quasi) dimenticato McDonald’s – il primo ristorante venne inaugurato il 31 gennaio 1990 in piazza Pushkin a Mosca in piena Unione Sovietica – è stato completamente sostituito da ‘Vkusno i tochka’ (‘Buono e basta’). Agee sul fatturato commerciale nel 2025 tra Stati Uniti e Russia ha detto, «è cresciuto, seppur sia partito da un livello molto basso -precisando che-, le esportazioni verso gli Stati Uniti sono aumentate del 35% e le importazioni dagli Stati Uniti alla Russia del 15%».
Ue a sanzioni mentre l’America fa cassa
Secondo Agee, «le aziende americane, a differenza di altre, hanno investito molto, circa 100 miliardi di dollari in Russia in 25 anni, e molti stabilimenti in Russia e sono ancora operativi», facendo riferimento ad aziende sanitarie, farmaceutiche, e altre strattamente tecnologiche e industriali».