lunedì, Giugno 8

ROMA, SPARI AL CORTEO PER IL 25 APRILE: FERMATO UN 21ENNE. ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO

Le indagini

Il giovane, appartenente alla comunità ebraica, è in stato di fermo in relazione al ferimento di un uomo e una donna, entrambi dell’Anpi

Corteo del 25 aprile a Parco Schuster, a Roma, dove sono stati sparati dei colpi con una pistola ad aria compressa

L’accusa è quella di aver sparato con una pistola ad aria compressa e aver colpito due persone che sabato scorso a Roma partecipavano al corteo per il 25 aprile nei pressi del parco Schuster. La polizia ha fermato un ragazzo di 21 anni, Eithan Bondì che sarebbe appartenente alla comunità ebraica, e molto attivo politicamente. Il giovane è in stato di fermo in relazione al ferimento di un uomo e una donna, entrambi dell’Anpi.

Al ragazzo viene contestato dai pm, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, il reato di tentato omicidio Nelle contestazioni anche il reato di detenzione di armi. Il giovane sarebbe stato individuato dalla targa dello scooter da cui ha esploso i colpi con una pistola soft air. Attraverso i frame estrapolati dalle numerose telecamere di videosorveglianza in dotazione al Comune di Roma ed alla Questura capitolina gli investigatori sono riusciti a risalire al modello dello scooter e a estrapolare i dati parziali della targa del motoveicolo. Sono così risaliti all’intestatario e utilizzatore del mezzo.

Il ragazzo, fermato e perquisito nella notte, è difeso dall’avvocato Cesare Gai. Le motivazioni sono al vaglio di investigatori e inquirenti. Nel corso dell’atto istruttorio delegato alla Digos dal procuratore di Roma Lo Voi, il ragazzo, avrebbe affermato: “Faccio parte della Brigata Ebraica”. Una frase che, secondo quanto si apprende, sarebbe destituita di ogni fondamento. 

Brigata ebraica: “Il giovane fermato non è un nostro iscritto”
 

La Brigata Ebraica riferendosi al fermo di Eithan Bondì per gli spari del 25 aprile a Roma “ribadisce con forza di non conoscerlo, non avere tra i suoi membri persone che rispondano a questo nome. Sottolinea anche di non aver alcun rappresentante né iscritto nella città di Roma”.
A chiarirlo in una nota Davide Romano, direttore del Museo della Brigata ebraica di Milano, “Ci riserviamo inoltre di adire a vie legali contro tutti quelli che usano e useranno il nome della Brigata Ebraica per accostarlo a questo atto vergognoso – conclude -. La violenza non ha mai fatto parte dei nostri valori e non li rappresenterà mai”. 

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