

Il gruppo francese potrebbe iniziare a produrre droni militari in Ucraina, in collaborazione con una PMI della difesa. Un passo simbolico che segna l’ingresso del settore automobilistico nell’economia bellica europea
di Francesco Paolini
10 Giugno, 2025
Renault cambia marcia e guarda al cielo. Il colosso francese dell’auto ha confermato l’avvio di colloqui con il ministero delle Forze Armate per avviare, insieme a una Pmi della difesa, la produzione di droni militari. Non c’è ancora nulla di ufficiale, ma il segnale è forte: l’industria automobilistica europea si prepara a giocare un ruolo nella difesa.
Produzione in Ucraina, a pochi chilometri dal fronte
Secondo quanto riportato da Franceinfo, l’inedita collaborazione dovrebbe concretizzarsi direttamente in Ucraina, con linee produttive installate a ridosso del fronte. Un’iniziativa inedita che rappresenta un tassello dell’“economia di guerra” invocata da Emmanuel Macron già nel 2022, e ora sempre più concreta.
Un progetto strategico per Kiev… e per Parigi
Come spiegato dal ministro Sébastien Lecornu, i droni saranno destinati in primis all’esercito ucraino. Ma l’obiettivo è anche rafforzare l’addestramento delle forze armate francesi con strumenti allineati alla realtà del conflitto. La collaborazione tra automotive e difesa diventa così strategica, sia sul piano industriale che geopolitico.
Un’alleanza che apre la strada ad altri accordi
Renault non sarà la sola. La sua iniziativa fa da apripista a una serie di nuove alleanze tra grandi gruppi industriali e aziende della difesa, in un’Europa che si riscopre vulnerabile e corre ai ripari accelerando la sinergia tra economia civile e industria bellica.
Un segnale forte per il futuro dell’industria europea
La mossa di Renault riflette un trend più ampio: la progressiva militarizzazione di settori industriali finora estranei alla difesa. L’auto entra nel mondo dei droni, e la linea che separa industria civile e militare si fa sempre più sottile.