
Lo diciamo da decenni, come Sezioni Gramsci-Berlinguer per la ricostruzione del P.C.I., che il fascismo è il pensiero liberale estremo e quindi è la forma mentis del capitalismo nella fase di crisi di sovrapproduzione e della necessità che esso ha della guerra, con la conseguente parziale distruzione di una parte di sé per garantire, ai “migliori”, di attuare la sua rigenerazione e ripresa economico-politica.
Il capitalismo fa della morte e non della vita lo strumento principale del suo modello di sviluppo. Infatti la sua liturgia e simbologia nazifascista non è altro che un perenne inno ad essa.
Nella attuale fase di crisi acuta del capitalismo si assiste ad una costante pressione nel mettere in essere, da parte di tutte le formazioni interne al capitalismo e alla sua organizzazione principale: la massoneria che lavorando dall’interno delle formazioni di centrodestra e centrosinistra favorisce l’ascesa di contenuti e politiche reazionarie che hanno lo scopo di educare le masse, tramite la propaganda, ad accettarle come inevitabili.
Questi contenuti e politiche reazionarie servono a creare le condizioni nazionali e internazionali della inevitabilità della guerra mondiale. In questa direzione vanno le misure economiche e militari in Occidente a favore dell’Ucraina e le dichiarazioni/operazioni del nazifascista a capo della NATO, Stoltenberg.
Ci può salvare dal disastro solo una presa di coscienza di massa della necessità della ricostruzione del P.C.I. e di una Europa anticapitalista gestita dai lavoratori e quindi Socialista-Comunista.