sabato, Aprile 11

JAVIER MILEI NON ANDAVA RICEVUTO… PER RISPETTO NEI CONFRONTI DI TUTTE LE VITTIME DELLA MAFIA, SIA CIVILI CHE DELLO STATO

Javier Milei dai massoni del Rotary Club di Buenos Aires

Il neopresidente argentino Javier Milei è a  Roma per incontrare il Papa, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Ma non potevano darsi ammalati?

Javier Milei in Italia non poteva mancare, è in visita nella patria della loggia massonica Propaganda 2 (P2) di Licio Gelli, che nel suo paese ha rimesso al potere nel 1973, Juan Domingo Perón e poi i generali golpisti.

Il 18 ottobre 1973, cioè il giorno in cui il presidente Juan Domingo Peròn decorò Licio Gelli capo della P2, con l’Ordine del Libertador San Martin, la più alta onorificenza dello stato argentino

Milei dice di sé: “Filosoficamente sono anarcocapitalista e quindi sento un profondo disprezzo per lo Stato. Io ritengo che lo Stato sia il nemico, penso che lo Stato sia un’associazione criminale, lo ha detto in un’intervista che andrà in onda questa sera a ‘Quarta Repubblica’, il talk show condotto da Nicola Porro su Rete4.

Durante la campagna elettorale argentina aveva detto: “Tra la mafia e lo stato preferisco la mafia, perché almeno ha dei codici e rispetta gli impegni presi, non mente ed è competitiva”.

Com’è possibile che Milei venga considerato e ricevuto da uomini che si considerano degli statisti. Visto come lui considera lo Stato e quindi chi lo rappresenta.

Uomini dello Stato sono tutti coloro che sono morti combattendo la mafia e la massoneria.

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