di Redazione
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Lo scorso 14 novembre al Circolino Arci di Molina di Quosa (PI) è stato presentato il libro di Alessandra Kersevan Porzûs 1945. Prove di Gladio sul confine orientale. L’ultima inchiesta. Con l’autrice sono intervenuti il regista Paolo Benvenuti e Andrea Montella delle Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer per la ricostruzione del P.C.I.
Anni ’50. In piena guerra fredda, un processo a 52 partigiani, operai e contadini friulani. Un processo anti-comunista, gestito dai governi democristiani, in un Paese sottoposto alla “sovranità limitata” atlantica. È solo una triste storia da relegare nel passato? Gli storici e i politici italiani in tutto il dopoguerra hanno dato per certa la versione dei fatti sancita dai giudici del tempo: a Porzûs un gruppo di gappisti comunisti “lotitini” e traditori ha ucciso un gruppo di partigiani “bianchi” difensori del conne orientale d’Italia. Ma le cose sono andate proprio così?
Sul “confine orientale” si sono intersecati i principali nodi della Seconda guerra mondiale e della successiva Guerra fredda, anzi la vicenda di Porzûs ne è stata un’anticipazione a guerra calda ancora in corso