sabato, Agosto 8

COSA NOSTRA PRENDEVA LE ARMI DALLA NATO

di Redazione

Leonardo Messina, il capomafia pentito, alla Commissione antimafia presieduta da Luciano Violante il 4/12/1992 disse: “Cosa nostra prendeva armi dalla NATO”.

Trentadue anni. Tanto è passato da quel terribile 1992, in cui ebbero luogo gli eccidi di Capaci e via d’Amelio. Stragi che sconvolsero il Paese e che portarono alla morte i magistrati Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino, e gli agenti di scorta Rocco Dicillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina, Emanuela Loi e Claudio Traina.
La ricerca della verità su quei delitti ancora oggi non è completa e sul punto lavorano la Procura nazionale antimafia, le Procure di Palermo, Caltanissetta, Firenze e Reggio Calabria. Del resto sono tante le domande che attendono una risposta anche se pian piano, con inchieste e processi, prende forma in maniera sempre più netta la certezza che dietro a quella stagione di stragi non vi sia stata solo la mano di Cosa nostra.

In quella deposizione Messina parlava anche dei rapporti tra le varie mafie: “Il vertice della ‘Ndrangheta è Cosa nostra. I soldati non sanno che appartengono tutti ad un’unica organizzazione. Lo sa il vertice” o le modalità di rifornimento di armi tramite canali militari: “La nostra fornitrice principale è stata la Svizzera, ma da qualche tempo sono la Germania e il Belgio. Perché la Germania? Dai centri NATO escono armi, giubbotti, cartucce, tutto quello che si vuole… In mille modi… per mille strade, giornalmente… Basta andare fuori dall’Italia, per esempio in Belgio. E’ come andare a comprare le caramelle. In Svizzera, se si ha la residenza o se si conosce un armiere, si ottiene tutto ciò che si vuole. I kalashnikov costano un milione e mezzo, un milione e 800 mila, 2 milioni e 300 mila, con due caricatori a trecento colpi”.
Alla Commissione parlamentare aveva spiegato in maniera chiara che:
“Molti degli uomini d’onore, cioè quelli che riescono a diventare dei capi, appartengono alla massoneria. Questo non deve sfuggire alla Commissione, perché è nella massoneria che si possono avere i contatti totali con gli imprenditori, con le istituzioni, con gli uomini che amministrano il potere diverso da quello punitivo che ha Cosa Nostra”.

Disse anche che: “Cosa Nostra, che è la stessa in Calabria come in Sicilia” era alla ricerca di un “compromesso” con “l’interesse ad arrivare al potere con i propri uomini, che sono la loro espressione: non saranno più sudditi di nessuno. […] Cosa Nostra deve raggiungere l’obiettivo, qualsiasi sia la strada”. In un successivo interrogatorio disse anche che “Cosa Nostra e la massoneria, o almeno una parte della massoneria, sono stati sin dagli anni ‘70 un’unica realtà criminale integrata”.

Ma di queste verità i politici della seconda Repubblica piduista e della trattativa Stato-mafia non gliene frega niente, anzi: attaccano i giudici e allargano la strategia stragista e guerrafondaia in tutta Europa. Lo scopo è trasformare il nostro continente in una realtà sempre più debole politicamente ma integrata con la politica estera e militare del duo USA/NATO, eliminando o modificando progressivamente tutte le conquiste sociali e le Costituzioni, come quella italiana, che contengono regole pacifiste, egualitarie e socialiste.

Le guerre capitaliste, compresa quella in Ucraina, tra USA/NATO e Russia, colpiscono solo le masse proletarie. Lo possono fare grazie al controllo dei media da parte dei massocapitalisti di Tv, Radio, carta stampata, che produce solo propaganda a favore di persone che da sempre fanno della guerra un business e un sistema per nuovi e vantaggiosi equilibri geopolitici per le loro finanziarie, multinazionali, banche e fabbriche di armi.

Solo con lo sviluppo della solidarietà e dell’internazionalismo proletario ci può essere la vera pace, quindi con la creazione di un’Europa che operi nel mondo con una politica neutrale, realmente socialista e comunista, capace di uscire dalle spire del duo massocapitalista USA/NATO e integrare su questo programma anche Ucraina e Russia. Solo così sarà possibile avere vera libertà e democrazia, tramite una Costituzione sociale ed egualitaria, come quella italiana del 1948, con un sistema elettorale proporzionale puro e un sistema produttivo autogestito dai lavoratori come base politica necessaria per tutti i popoli d’Europa.

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