
di Redazione
Con l’assassinio del cristiano evangelico Charlie Kirk gli Stati Uniti e la sua popolazione dimostrano, ancora una volta, quanto questa nazione non sia democratica e sia devastata dalla sua classe dirigente e dalla sua cultura della violenza. Una cultura storicamente legata ai colonizzatori protestanti europei che ha prodotto una politica capace di negare ai popoli nativi la loro essenza umana, privandoli così di ogni diritto su quelle terre, trattandoli anche peggio di come trattavano gli animali.
Complessivamente si ritiene che 100 milioni di nativi morirono, da nord a sud, in seguito all’arrivo dei colonizzatori europei sul continente. La maggioranza dei morti si ebbero nel Centro e Sudamerica. Negli Stati Uniti la cifra delle morti di nativi si attesta, dal 1775 al 1890, intorno ai 650.000 tra guerre indiane, malattie, fame e dalla perdita delle loro terre native a causa della politica dei campi di concentramento, chiamate riserve. Che dire poi del trattamento riservato ai popoli africani deportati a forza nelle piantagioni dei massocapitalisti dell’epoca.
Se poi calcoliamo che gli Stati Uniti nascono il 4 luglio del 1776 e che in 249 anni di storia gli USA sono stati impegnati militarmente per oltre 227 anni, non ci vuole molto a capire i comportamenti aggressivi e criminali di quel popolo, addestrato dalla propria borghesia alla bramosia di denaro e a vedere nemici ovunque, il passo è breve e la mano corre verso la fondina. Non finiscono quasi sempre in quel modo i film western?
Amnesty International Italia ha rilevato che nel 2024 negli Usa 1.133 persone sono state uccise da agenti di polizia con armi da fuoco. Dati più completi di anni precedenti indicano che le morti annuali complessive per armi da fuoco negli USA superano le 30.000.
Un paese del genere, con il culto della violenza all’ennesima potenza, con la crisi di egemonia a cui sta andando incontro e non avendo una cultura sociale ma follemente individualistica e una politica – sia repubblicana che “democratica” – che non smette di favorire la vendita di armi tra i propri cittadini, è evidente che abbia moltissime probabilità di trovarsi costantemente in situazioni così drammatiche, compresa una guerra civile.
Il tutto condito dalla mancanza di una vera alternativa politica, di un progetto di società più umano ed egualitario da parte dei due partiti borghesi che si allternano alla guida del paese. I rischi che corre il popolo statunitense, a causa dei suoi massocapitalisti e del loro anticomunismo viscerale, è quello di venire esasperato per indurlo alla guerra contro la Cina e i suoi alleati. Comunque anche in Europa stanno facendo la stessa politica guerrafondaia.
Negli Usa non servono azioni terroristiche ma politiche di classe che ridiano senso alla parola Democrazia che è inseparabile dalla Giustizia Sociale e dal Comunismo.