lunedì, Giugno 8

ANATOMIA DI UN GENOCIDIO, IL RAPPORTO DEL RELATORE SPECIALE DELLE NAZIONI UNITE

di Redazione

Il Relatore speciale sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967, è un esperto indipendente nominato dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite per seguire e riferire sulla situazione dei diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati, riferire pubblicamente al riguardo e collaborare con i governi, la società civile e altri soggetti per promuovere la cooperazione internazionale. Il Relatore Speciale effettua visite o missioni regolari nei Territori Palestinesi Occupati e riferisce annualmente al Consiglio per i Diritti Umani. L’OHCHR fornisce al titolare del mandato assistenza logistica e tecnica.

Francesca Albanese è stata nominata Relatrice Speciale sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967 dal Consiglio per i Diritti Umani nella sua 49a sessione nel marzo 2022 e ha assunto la sua funzione dal 1° maggio 2022.

Quello che segue è il suo ultimo rapporto, presentato martedì all’organismo delle Nazioni Unite a Ginevra, dal titolo molto esplicativo di Anatomia di un Genocidio (Anatomy of a Genocide). Il rapporto conclude che “ci sono ragionevoli motivi per ritenere che sia stata raggiunta la soglia che indica che Israele ha commesso un genocidio“.

United Nations Human Rights, Office of the High Commissioner

25 marzo 2024 Versione anticipata non modificata https://www.ohchr.org/en/special-procedures/sr-palestine

SOMMARIO

Dopo cinque mesi di operazioni militari, Israele ha distrutto Gaza. Sono stati uccisi oltre 30.000 palestinesi, tra cui più di 13.000 bambini. Si presume che vi siano oltre 12.000 morti e 71.000 feriti, molti dei quali con mutilazioni che cambiano la qualità della vita. Il 70% delle aree residenziali sono state distrutte. L’80% dell’intera popolazione è stata sfollata con la forza. Migliaia di famiglie hanno perso i propri cari o sono state sterminate. Molti non hanno potuto seppellire e piangere i propri parenti, costretti invece a lasciare i loro corpi in decomposizione nelle case, per strada o sotto le macerie. Migliaia di persone sono state detenute e sistematicamente sottoposte a trattamenti inumani e degradanti. L’incalcolabile trauma collettivo sarà vissuto per generazioni.
Analizzando i modelli di violenza e le politiche di Israele nel suo attacco a Gaza, questo rapporto conclude che ci sono ragionevoli motivi per ritenere che sia stata raggiunta la soglia che indica che Israele ha commesso un genocidio. Uno dei risultati più importanti è che la leadership esecutiva e militare e i soldati israeliani hanno intenzionalmente distorto i principi dello jus in bello, sovvertendo le loro funzioni protettive, nel tentativo di legittimare la violenza genocida contro il popolo palestinese.

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