lunedì, Giugno 8

TRUMP FINTO GESU’ CONTRO IL PAPA. POI L’EX AMICA GIORGIA

America strapotente

15 Aprile 2026

  • di Ennio Remondino

Narcisista patologico noto, ma non ancora ‘Figlio di Dio’. E dopo i ripetuti attacchi al Papa rompe anche con la premier italiana costretta a prendere le distanze per non affondare con l’amico. Ormai oltre l’arroganza, il delirio di onnipotenza di Trump. Arroganza e fandonie di guerra di chi vede sgretolarsi il mondo che si era creato con fantasia ed errori e non sa come venirne fuori. Con Leone XIV che non risponde agli insulti ma insiste sui Valori che la prepotenza straccia quotidianamente. Alla scoperta del delirio trumpiano che ha avvelenato la democrazia Usa.

Il fanatismo mistico del presidente

Dagli Stati Uniti Luca Celada. L’identificazione del presidente con il Messia è norma corrente negli ambienti integralisti che sostengono le ‘guerre sante’ scatenate da Trump». Un weekend forsennato per Donald Trump, che sta perdendo il controllo della guerra più inconsulta della militaristica storia nazionale. Poi il comandante in capo ha rilasciato nuovi progetti per il suo arco di trionfo e, mentre i negoziati ‘fallivano’, si è diviso fra golf ed un incontro di arti marziali. All’ostentato disinteresse per la guerra che ha scatenato, è seguito l’attacco al Papa».

Il New York Times senza sconti

«Nel suo secondo mandato, il signor Trump sembra ancora meno misurato e a tratti più incoerente. Usa più parolacce, parla più a lungo e fa commenti basati sulla fantasia piuttosto che sui fatti». Patologie conclamate. «Continua a ripetere che suo padre è nato in Germania, quando in realtà è nato nel Bronx. Ripete una storia inventata su suo zio, un professore del MIT, che gli avrebbe raccontato di aver insegnato al terrorista noto come Unabomber». «Prima si scaglia contro Papa Leone, e poi pubblica un’immagine di se stesso come una figura simile a Gesù, salvo poi cancellarla. Il signor Trump aveva già scioccato molti con i suoi sfoghi contro i critici. Accusa di sedizione chiunque lo faccia arrabbiare, un crimine punibile con la morte. Quando Robert S. Mueller III, ex direttore dell’FBI e procuratore speciale, è morto, Trump ha detto: ‘Bene, sono contento che sia morto’».

Il cattolicesimo americano

Domenica tre cardinali americani hanno amplificato la posizione composta ma severa del Vaticano, allargando la critica alla propaganda prodotta attorno al conflitto. Nel programma 60 Minutes, gli arcivescovi Joseph Tobin di Newark, Robert McElroy di Washington e Blase Cupich di Chicago, hanno esteso il pensiero di Leone specificamente alla spettacolarizzazione e alla banalizzazione del culto di morte. «Stiamo deumanizzando le vittime della guerra, strumentalizzando la sofferenza di innocenti e la strage di bambini e soldati in spettacolo», ha detto Cupich, vescovo della città natale di Prevost. «È vomitevole montare immagini di veri bombardamenti e la morte di persone con clip di film per divertimento. Siamo migliori di questo».

L’equivoco Nazione-Religione

Alberto Bobbio sull’Eco di Bergamo, e il cattolicesimo italiano. «Papa Francesco, lungo tutto il suo Pontificato, si era  sensibile. Sulla moneta da un dollaro dal 1864 è inciso il motto ‘In God we trust’, in Dio noi confidiamo, motto ufficiale della Nazione. E Trump ne ha fatto vessillo ideologico di riscatto. L’americanismo teologico che Papa Leone XIII nel 1899 condannò come eretico, una sorta di «Gott mit uns» che diventa odio mascherato dalla fede. La Messa mensile al Pentagono, voluta dal ministro della Guerra Hegset, a pregare «per una violenza travolgente». La consigliera spirituale di Trump Paula White-Cain che con il braccio sulla Bibbia invoca «Colpisci, colpisci, colpisci» davanti ad un presidente estasiato, e i pastori evangelici che pregano con la mano sulla spalla di Donald mentre l’aviazione Usa semina bombe sull’Iran.

La democrazia si basi sulla legge morale o si rischia la tirannia

Papa Leone XIV non replica alle offese anche personali, ma ribadisce valori cristiani che colpiscono più delle ‘contestazioni politiche’ parziali e sempre ultime. L’uso del potere: legittimità, democrazia e la ridefinizione dell’ordine internazionale. «La concentrazione del potere tecnologico, economico e militare nelle mani di pochi minaccia sia la partecipazione democratica dei popoli sia la concordia internazionale», un passaggio del messaggio del Papa alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali: «Il potere non come fine in sé ma come un mezzo per raggiungere il bene comune; la temperanza che ‘funge da barriera contro l’abuso di potere’; l’ordine internazionale che nasce dall’equilibrio di potere e la democrazia che rimane sana se radicata nella legge morale».

Saggezza e temperanza contro gli abusi di potere

«La legittimità dell’autorità non dipende dall’accumulo di potere economico o tecnologico, ma dalla saggezza e dalla virtù con cui essa viene esercitata. La saggezza persegue infatti il vero bene ed è ‘inseparabile dalle virtù morali’». «Sappiamo – evidenzia il Pontefice – che la giustizia e la fortezza sono indispensabili per un sano processo decisionale e per mettere in pratica le decisioni. Anche la temperanza si rivela essenziale per l’uso legittimo dell’autorità, poiché la vera temperanza frena l’esaltazione smodata di sé e funge da barriera contro l’abuso di potere». La dottrina sociale della Chiesa cattolica che molto stona con ciò che esprime l’attuale Casa Bianca e l’America ‘MAGA’ predicata da Trump.

Ma il cattolico Vance rilancia lo scontro

Il fido vice, Vance, in un’intervista ha affermato che il post del presidente, che lo raffigurava come Gesù, «era uno scherzo. Lo ha rimosso perché si è reso conto che molte persone non capivano il suo umorismo», ma che il papa dovrebbe rimanere al suo posto. «Sarebbe meglio se il Vaticano si occupasse di questioni morali – ha detto Vance – e lasciasse che sia il presidente degli Stati Uniti a dettare le politiche pubbliche americane». A Trump e Vance assieme ha replicato il presidente italiano Sergio Mattarella: «Con i suoi richiami il papa mette in guardia dal pericolo dell’autoesaltazione». In patria, invece, sempre più voci chiedono che per Trump si scomodi la sezione 4 del 25esimo emendamento, che consente al vicepresidente e alla maggioranza del gabinetto di dichiarare il presidente «inabile a esercitare i poteri e i doveri del suo ufficio» e il New York Times ha sollevato, ancora una volta, il tema della salute mentale del presidente.

La democrazia, argine alla tirannia e al dominio delle élite

‘Il Papa e le sole questioni morali’. Appunto: «In un momento in cui le rivalità strategiche e le alleanze mutevoli stanno ridefinendo le relazioni globali”. Un ordine internazionale giusto e stabile, non può nascere dal semplice equilibrio di potere né da una logica puramente tecnocratica. La concentrazione del potere tecnologico, economico e militare nelle mani di pochi minaccia sia la partecipazione democratica dei popoli sia la concordia internazionale».

«La democrazia rimane sana, tuttavia, solo quando è radicata nella legge morale e in una vera visione della persona umana. Priva di questo fondamento, – si legge nel messaggio – rischia di diventare o una tirannia maggioritaria o una maschera per il dominio delle élite economiche e tecnologiche». E l’ordine internazionale.

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