sabato, Giugno 13

TRUMP CONTRO PAPA LEONE:’DEBOLE E PESSIMO SULLA POLITICA ESTERA’

Delirio di onnipotenza. Trump che vede crollare il mondo che si era creato attorno, nel  girone iraniano da cui non sa come uscire, ora se la prende con il Papa americano, e lo boccia con parole severe, irriverenti, offensive. Inventando, come suo solito: ‘Non voglio un pontefice che ritiene accettabile che l’Iran abbia arma nucleare’. Parole mai dette dal Papa e parole malate di Trump ormai fuori controllo. Con qualche problema religioso per il vice Vance, neo cattolico, e per il ministro degli esteri Rubio cattolico da sempre.

L’arroganza di chi si crede dio

Un attacco senza precedenti, che segna una rottura inimmaginabile tra la Casa Bianca e il Vaticano, denuncia Benedetta Guerrera sull’ANSA. In un lungo e durissimo post su Truth, mentre era ancora sull’Air Force One di ritorno dalla Florida, il presidente americano ha definito Leone «un debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera».

Aggressività paranoica

‘IO maiuscolo’ e il Papa citato senza nome. «Parla della paura nei confronti dell’amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la chiesa cattolica, e tutte le altre organizzazioni cristiane, hanno provato durante il Covid, quando venivano arrestati sacerdoti, ministri di culto e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose», in un confuso riferimento alle recenti dichiarazioni del pontefice che ha condannato la guerra durante una speciale veglia di preghiera nella basilica vaticana di San Pietro nelle stesse ore in cui Stati Uniti e Iran stavano tenendo colloqui di pace, poi falliti, in Pakistan.

Il Prevost Maga preferito

«Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente Maga. Lui ha capito tutto», ha insistito Trump. «Non voglio un Papa che trovi terribile il fatto che l’America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e che, ancor peggio, stava svuotando le proprie carceri riversando nel nostro Paese assassini, spacciatori e criminali violenti», ha attaccato ancora il tycoon. «E non voglio un Papa che critichi il presidente americano poiché sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante, vale a dire portare la criminalità ai minimi storici e creare il più grande mercato azionario della storia».

Trump in Conclave

Il presidente americano ha perfino rivendicato il merito dell’elezione di Prevost a pontefice: «Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano; si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump».

‘Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano’

«Purtroppo, l’atteggiamento di Leone, troppo debole sul fronte della criminalità e su quello delle armi nucleari, non mi va affatto a genio. Né mi piace il fatto che incontri simpatizzanti di Obama come David Axelrod, un fallito della sinistra, uno di coloro che avrebbero voluto vedere arrestati fedeli e membri del clero».

Il Papa che vorrebbe Trump

«Leone, dovrebbe darsi una regolata nel suo ruolo di Papa, usare il buon senso, smettere di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un Grande Papa, anziché un politico. Questo comportamento gli sta arrecando un danno gravissimo e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la chiesa cattolica!».

Iracondia fuori controllo

Nessuna risposta ufficiale dal Vaticano all’incredibile sfogo di una persona chiaramente fuori controllo, ma accenno comporti dal mondo cattolico vicino. In un editoriale pubblicato da Vatican News, Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede sulle parole di Leone XIV pronunciate nella veglia dell’11 aprile. Un intervento, quello del Papa, che ha provocato la reazione scomposta di Trump.

Idolatria del potere e arruolare Dio

«Di fronte ai massacri e alle guerre provocate dall’idolatria del potere di chi pretende persino di ‘arruolare’ Dio dalla propria parte offrendo giustificazione religiosa all’uccisione degli innocenti, Papa Leone si è appellato alla stragrande maggioranza di persone che in tutto il mondo vogliono la pace, credono nella pace, pregano per la pace e la costruiscono giorno per giorno». «Leone chiede di ascoltare in particolare la voce dei bambini che hanno visto morire sotto le bombe i loro coetanei a Gaza, in Iran, in Ucraina e in tante altre parti del mondo».

Non solo parole di fede

«Le parole del Pontefice che ha fatto della pace il tratto saliente del suo magistero – scrive ancora Tornielli –  sono nette sia nell’individuare la radice ultimamente diabolica della guerra, sia nel rispedire al mittente qualsiasi riedizione del ‘Dio è con noi’. No, Dio non può essere con chi fa strage di civili. Dio sta con chi soffre, con chi muore sotto le macerie». Colpiscono alcune espressioni utilizzate da Leone XIV: «la preghiera è un argine a quel delirio di onnipotenza che attorno a noi si fa sempre più imprevedibile e aggressivo. L’esatto contrario di chi fa di sé stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo cui sacrificare ogni valore e pretendere che il mondo intero pieghi il ginocchio».

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