lunedì, Giugno 8

STRAGE DI PIAZZA DELLA LOGGIA (BS)

CINQUANT’ANNI FA I NAZIFASCISTI COMPIVANO LA STRAGE. UN ATTO CONTRO IL PROLETARIATO, IL PARTITO COMUNISTA ITALIANO, LA DEMOCRAZIA E LA COSTITUZIONE. ED OGGI ABBIAMO AL GOVERNO GLI EREDI DEGLI AUTORI DI QUELLA STRAGE, DELLA STRATEGIA DELLA TENSIONE E DEL PIANO DI RINASCITA DELLA LOGGIA MASSONICA P2. QUALCOSA IN ITALIA NON FUNZIONA… MANCANO GLI ANTICORPI DA QUANDO NON C’E’ PIU’ IL PARTITO COMUNISTA DI ENRICO BERLINGUER

28 maggio 1974 – Brescia

Alle 10 e 12 del 28 maggio 1974, in piazza della Loggia a Brescia, un ordigno fatto esplodere in un contenitore della spazzatura durante una manifestazione antifascista indetta per protestare contro una serie di attentati avvenuti nella zona provocò otto morti e circa cento feriti. 

Il giorno prima del fatto, un messaggio proveniente da Ordine nero-Gruppo Anno zero-Briexien Gau e diretto a quotidiani di Brescia aveva preannunciato attentati contro esercizi pubblici. Nel messaggio si assumeva che, con gli attentati, si intendeva anche ricordare la morte di un giovane bresciano – avvenuta qualche giorno prima a seguito dello scoppio di una bomba trasportata sulla sua moto Vespa – già militante in formazioni extraparlamentari di estrema destra, oltre che in contatto con «elementi dell’oltranzismo nero di Milano e Verona». La sua morte aveva destato in Brescia emozione vivissima, convalidando l’opinione, però, che gli attentati e le aggressioni ripetutisi in quegli stessi giorni nelle scuole e contro sedi «di partiti della sinistra e di organizzazioni sindacali» avevano posto la città al centro di una «manovra eversiva» diretta a contrastare mutamenti sociali in senso progressista. Per questi motivi, sindacalisti e antifascisti avevano indetto la manifestazione del 28 maggio conclusasi poi con la sanguinosa strage. 

Il lungo iter processuale consta di tre processi e si è concluso nel 2017, condannando per strage il dirigente di Ordine nuovo Carlo Maria Maggi, come organizzatore dell’eccidio, e il militante (e informatore del SID) Maurizio Tramonte, per concorso in strage. Non sono stati identificati gli esecutori materiali e non c’è stata nessuna condanna per i depistaggi messi in opera dal SID, pur ricostruiti in modo preciso.

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