
Un’analisi comparativa sulla distribuzione della proprietà tra settore pubblico e privato nei principali paesi, evidenziando le peculiarità del modello cinese rispetto a quelli occidentali.
di Francesco Paolini
13 Maggio, 2025

In Cina, il 96,4% delle entità commerciali appartiene al settore privato, comprendendo oltre 180 milioni di imprese, tra cui più di 55 milioni di società private e circa 125 milioni di lavoratori autonomi. Tuttavia, le imprese statali (Soe) detengono una quota significativa dell’economia: rappresentano circa il 25% del Pil nazionale e costituiscono oltre il 60% della capitalizzazione di mercato delle principali borse cinesi. Nel 2022, le Soe (State-Owned Enterprises) possedevano asset pari al 608% del Pil, mentre le 500 principali imprese private detenevano asset equivalenti al 34,4% del Pil (secondo i dati riportati dal governo cinese).
Stati Uniti: Predominanza del settore privato
Negli Stati Uniti, l’economia è fortemente orientata (come noto) al settore privato. Le imprese statali sono rare e generalmente limitate a settori specifici come i servizi postali o i trasporti pubblici. Recentemente, sottolinea il Washington Post, l’amministrazione ha promosso la privatizzazione di numerose funzioni governative, inclusi i servizi postali e la gestione di edifici federali, sostenendo che le imprese private possano offrire servizi più efficienti.
Italia: presenza significativa dello Stato in settori strategici
In Italia, lo Stato mantiene partecipazioni rilevanti in diverse imprese attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Tra queste figurano Eni (circa 30% del capitale), Enel (circa 23,6%), Leonardo (circa 30%) e Poste Italiane (circa 29,3%). Nel 2020, il credito al governo e alle imprese statali rappresentava il 40,88% del PIL italiano.
Germania: Stato azionista in imprese chiave
La Germania detiene partecipazioni in importanti aziende, tra cui Deutsche Bahn (100%), Deutsche Telekom (circa 31,9%) e Volkswagen (circa 12,7% con il 20% dei diritti di voto). Queste partecipazioni riflettono l’approccio tedesco di mantenere il controllo statale in settori considerati strategici per l’economia nazionale.
Francia: dibattito sulla privatizzazione di asset statali
In Francia, lo Stato possiede partecipazioni significative in 81 aziende, con un valore stimato di circa 179,5 miliardi di euro. Recentemente, è emerso un dibattito politico sulla possibilità di privatizzare alcune di queste partecipazioni, come quelle in Orange e Engie, per affrontare la crisi del debito, ma il governo ha finora evitato questa strada, preferendo mantenere il controllo su settori chiave per la stabilità economica e la sovranità nazionale.
Modelli differenti di intervento statale
Il confronto tra questi paesi evidenzia modelli differenti di intervento statale nell’economia. Mentre la Cina presenta una predominanza numerica del settore privato, lo Stato mantiene un controllo significativo sulle principali imprese e settori strategici. Negli Stati Uniti, l’economia è largamente privatizzata, con un intervento statale minimo. Italia, Germania e Francia adottano un approccio intermedio, mantenendo partecipazioni statali in settori chiave per garantire la stabilità economica e la sovranità nazionale.
IL NOSTRO COMMENTO ALL’ARTICOLO
Come potrete notare leggendo l’articolo che il giornalista o meglio la testata non ci fa capire quale sistema funzioni meglio. Chi in minor tempo sta raggiungendo i migliori traguardi sociali e ambientali. Insomma funziona meglio l’economia pianificata democraticamente come in Cina o quella dei massocapitalisti occidentali presi a modello?
Stando ai fatti sembra che la Repubblica popolare di Cina governata dai comunisti funzioni meglio di quelli a dittatura massocapitalista con al vertice gli Stati Uniti.
Vediamo come funziona il sistema multipartitico cinese a dittatura democratica proletaria.
| Il sistema politico della Repubblica popolare di Cina |
| La Repubblica Popolare di Cina è un paese socialista di dittatura democratica popolare guidato dalla classe operaia e basato sull’alleanza tra operai e contadini. Il sistema socialista costituisce il sistema fondamentale della Repubblica Popolare Cinese. La Costituzione La Costituzione è la legge fondamentale statale. Essa stabilisce normalmente importanti contenuti come il sistema sociale statale ed i principali fondamentali del sistema statale, i principi fondamentali dell’organizzazione e delle attivita’ degli organismi statali ed i diritti e doveri fondamentali dei cittadini, comprendendo anche altri sistemi come la bandiera, l’inno e l’emblema nazionali, la capitale e altri sistemi ritenuti importanti dalla classe al potere, oltre ad ogni aspetto della vita statale. La Costituzione possiede il più alto effetto legale, facendo da base allo stabilimento delle altre leggi. Nessuna legge o regolamento può contraddire la Costituzione. “Il programma comune della Conferenza Consultiva Politica del popolo cinese” emanato alla vigilia della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, non solo costituisce il programma del Fronte unito della democrazia popolare cinese, ma ha anche svolto il ruolo di Costituzione provvisoria. “Il programma comune” è stato emanato il 29 settembre 1949 durante la prima sessione plenaria della Conferenza Consultiva Politica del popolo cinese. In realtà, prima dell’ emanazione della Costituzione della Repubblica Popolare Cinese nel 1954, il Programma comune ha svolto il ruolo di Costituzione provvisoria. Dopo la fondazione nel 1949 della Repubblica Popolare Cinese, sono state successivamente elaborate quattro Costituzioni, rispettivamente nel 1954, 1975, 1978 e 1982. La quarta Costituzione, ossia l’attuale, risale al 4 dicembre 1982, ed è stata approvata e varata durante la quinta sessione della quinta Assemblea Popolare Nazionale. L’attuale Costituzione ha ereditato e sviluppato i principali fondamentali della Costituzione del 1954, riassunto le esperienze dello sviluppo del Socialismo cinese e assorbito le esperienze internazionali, costituendo una legge fondamentale dai colori cinesi adeguata alle necessità della costruzione delle modernizzazioni socialiste. La Costituzione stabilisce i sistemi politico ed economico della Repubblica Popolare Cinese, i diritti e i doveri dei cittadini, l’istituzione e l’ambito delle responsabilità degli organismi statali ed i futuri compiti fondamentali del paese. Le sue caratteristiche basilari sono: lo stabilimento del sistema e dei compiti fondamentali dello Stato e la fissazione dei quattro principali fondamentali e dell’orientamento fondamentale della riforma ed apertura. La Costituzione stabilisce che i popoli delle varie etnie e tutte le organizzazioni devono considerare la Costituzione come la norma fondamentale delle loro attività. Nessuna organizzazione o individuo può possedere diritti speciali superiori alla Costituzione e alla legge. La Costituzione è suddivisa in 5 parti, ossia prefazione, programma generale, diritti e doveri fondamentali dei cittadini, organismi statali, bandiera nazionale, inno nazionale, emblema nazionale e capitale, con 4 capitoli e 138 clausole. Sin dalla sua emanazione, la Costituzione è stata revisionata 4 volte, perfezionandola continuamente. Il sistema dell’Assemblea Popolare Il sistema dell’Assemblea Popolare costituisce il sistema politico fondamentale della Cina, la forma organizzativa del regime della dittatura democratica popolare ed il sistema di governo del paese. A differenza dei parlamenti sotto il sistema occidentale della “separazione dei tre poteri”, l’Assemblea Popolare Nazionale è fissata dalla Costituzione cinese come il supremo organismo del potere statale. Tutti i cittadini cinesi che hanno compiuto i 18 anni possiedono il diritto all’elettorato attivo e passivo. In Cina i rappresentanti delle Assemblee Popolari a livello di cantone e distretto sono eletti direttamente, mentre quelli di livello superiore sono eletti in modo indiretto. L’Assemblea Popolare Nazionale è composta dai rappresentanti di ogni provincia, regione autonoma, città dipendente direttamente dal governo centrale e dall’esercito. Ogni legislatura dura cinque anni, con una sessione plenaria annuale. Nel corso della sessione annuale dell’Assemblea Popolare Nazionale, i rappresentanti devono ascoltare il rapporto di lavoro del governo e altri importanti rapporti, procedere alla loro discussione ed adottare le decisioni corispondenti. Nel periodo di chiusura della sessione, l’ organismo permanente delle Assemblee Popolari ai vari livelli, ossia il Comitato permanente dell’Assemblea Popolare Nazionale, applica i poteri che gli sono stati deferiti dall’Assemblea, ossia illustrare la Costituzione, effettuare la supervisione dell’applicazione della Costituzione, elaborare e revisionare le leggi ad eccezione di quelle stabilite dall’Assemblea Popolare Nazionale, rispondendo direttamente all’Assemblea a cui deve presentare un rapporto, ecc. I poteri fondamentali dell’Assemblea Popolare Nazionale comprendono i poteri legislativo, di supervisione, di decisione degli eventi più importanti e di nomina e destituzione del personale. In Cina i programmi per l’economia nazionale e lo sviluppo sociale per un certo periodo sono ormai importanti decisioni per lo sviluppo sociale del paese, tuttavia hanno effetto legale solo dopo l’ approvazione dall’Assemblea Popolare Nazionale. La legge cinese stabilisce che i principali leader statali, ossia il capo dello Stato, il presidente del Comitato permanente dell’Assemblea Popolare Nazionale, ecc. devono essere eletti dall’APN. Anche il primo ministro del Consiglio di Stato e i vari ministri devono essere nominati dall’APN. L’Assemblea Popolare Nazionale possiede anche il diritto di proporre la destituzione, attraverso una procedura, di leader statali come il presidente del suo Comitato permanente, il capo dello Stato e il primo ministro del Consiglio di Stato. Il sistema di cooperazione multipartitica e di consultazione politica. Il sistema di cooperazione multipartitica e di consultazione politica guidato dal Partito Comunista Cinese costituisce un sistema politico fondamentale della Cina. La Cina è un paese multipartitico. Oltre al PCC al potere, esistono altri otto partiti democratici. Questi partiti esistevano già prima della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, ed il loro appoggio politico al PCC è una scelta storica nel processo di cooperazione e lotta comune sul lungo periodo con il PCC. Il PCC e i vari partiti democratici devono considerare la Costituzione come il principio fondamentale delle loro attività. I vari partiti democratici sono indipendenti nell’ organizzazione, godendo entro l’ambito stabilito dalla Costituzione di libertà politica, indipendenza organizzativa e parità di posizione legale. L’orientamento fondamentale della cooperazione tra il PCC e i vari partiti democratici è “coesistenza a lungo termine, supervisione reciproca, trattamento sincero e condivisione della buona e cattiva sorte”. I vari partiti democratici cinesi non sono all’opposizione, ma partecipano alla vita politica. I principali contenuti della loro partecipazione alla vita politica sono: la partecipazione alle consultazioni sulle direttive politiche statali e sui candidati alle posizioni di leader statali, all’amministrazione degli affari statali e all’applicazione delle direttive, politiche, leggi e regolamenti statali. Prima dell’adozione di importanti misure o decisioni su problemi fondamentali per la popolazione, il PCC procede a consultazioni con i vari partiti democratici e con le personalità apartitiche, ascoltando ampiamente le loro opinioni e proposte e procedendo in seguito alla formulazione di decisioni. Negli organismi del potere statale, ossia l’Assemblea Popolare Nazionale e il suo Comitato permanente, i comitati permanenti speciali e le Assemblee Popolari di ogni livello, i partiti democratici e le personalità apartitiche possiedono una proporzione definita di rappresentanti, così da partecipare ancor meglio alla vita politica e svolgere il ruolo di supervisione; a livello della Conferenza Consultiva Politica viene valorizzato a fondo il ruolo dei partiti democratici e delle personalità apartitiche, i cui esponenti vengono proposti per incarichi nei governi ad ogni livello e negli organismi legislativi. Le principali forme della cooperazione multipartitica e di consultazione politica comprendono: 1) la Conferenza Consultiva Politica, la principale sede della partecipazione alle decisioni e all’amministrazione degli affari statali da parte dei partiti democratici, dei gruppi popolari e delle personalità dei vari settori. 2), i simposi coi partiti democratici e le personalità apartitiche convocati dal PCC e dai suoi comitati locali ad ogni livello, nel corso dei quali vengono comunicati i fatti più importanti, procedendo a consultazioni coi partiti democratici sui problemi dell’orientamento politico fondamentale, sulle liste dei candidati alle posizioni di leader dei governi statale e locali, sulle liste dei candidati a rappresentanti dell’Assemblea Popolare e a membri della Conferenza Consultiva Politica, ascoltandone le opinioni e le proposte. 3), i membri dei partiti democratici presenti nelle Assemblee Popolari di ogni livello partecipano alla vita politica e svolgono il ruolo di supervisione nella veste di rappresentanti dell’Assemblea. 4), la scelta di membri dei partiti democratici da elevare ad incarichi di leader del Consiglio di Stato, dei ministeri e delle commissioni e dei governi locali superiori al livello di distretto. 5), la presentazione di membri qualificati dei partiti democratici ad assumere incarichi direttivi negli organismi procuratoriali e giudiziari. |