
L’ULTIMA INCHIESTA
di Alessandra Kersevan
Pagine: 1104
Collana RESISTENZA STORICA
€ 40,00
DISPONIBILE DALL’8 OTTOBRE
Anni ’50. In piena guerra fredda, un processo a 52 partigiani, operai e contadini friulani. Un processo anticomunista, gestito dai governi democristiani, in un Paese sottoposto alla “sovranità limitata” atlantica. È solo una triste storia da relegare nel passato? Gli storici e i politici italiani in tutto il dopoguerra hanno dato per certa la versione dei fatti sancita dai giudici del tempo: a Porzûs un gruppo di gappisti comunisti “filotitini” e traditori ha ucciso un gruppo di partigiani “bianchi” difensori del confine orientale d’Italia.
Ma le cose sono andate proprio così?
Sul “confine orientale” si sono intersecati i principali nodi della Seconda guerra mondiale e della successiva Guerra fredda, anzi la vicenda di Porzûs ne è stata un’anticipazione a guerra calda ancora in corso. È stata presentata poi come la giustificazione di Gladio, mentre ne è la sua prima manifestazione: tecniche d’infiltrazione, segretezza, false flag, manipolazione propagandistica e poliziesca, convivono qui in un trait d’union fra i mezzi e i fini che erano stati del fascismo e quelli che saranno dell’atlantismo. Un filo che ci porta ad anni più recenti, a nomi e organizzazioni della strategia della tensione che ha insanguinato l’Italia nel dopoguerra: Borghese, Sogno, De Lorenzo, Angleton, e oltre, fino alla P2. Mezzi estrategie di guerra psicologica e “controrivoluzionaria” per combattere l’afflato di cambiamento che era emerso dalla lotta di Resistenza.
Rivelare i modi, sottili ma anche grossolani ed arroganti, in cui i “fascisti di sempre”, aristocratici e borghesi spalleggiati da polizie e servizi segreti, sono riusciti e riescono ad ingannare un’opinione pubblica sempre più disattenta alla profondità e complessità della Storia, è lo scopo di questo libro. Sottigliezze e grossolanità che, sostenute da decenni di fake news storiche, sono diventate la “verità rivelata” della “minaccia” comunista, e per disvelarne la falsità ci sono volute una lunga indagine storica e più di mille pagine.
Alessandra Kersevan, si è laureata all’Università di Trieste con una tesi sulla politica del Partito comunista durante la Resistenza. Ha insegnato materie letterarie e storia nella scuola secondaria. Si è occupata inoltre di musica popolare italiana e di culture e lingue di minoranza, organizzando e partecipando a lavori editoriali, video e spettacoli sulla musica, la storia e la letteratura in lingua friulana. Ricercatrice storica ed editrice, da anni si dedica allo studio della storia del Novecento con particolare riferimento alla Resistenza italiana ed europea durante la Seconda guerra mondiale, pubblicando una serie di saggi sulle politiche repressive sviluppate dal fascismo nelle regioni di confine e durante l’aggressione alla Jugoslavia del 1941. È coordinatrice della collana “Resistenza Storica” delle edizioni Kappa Vu, e svolge un’intensa attività di conferenze in scuole, istituti, circoli culturali, centri sociali e biblioteche in tutta Italia.
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