venerdì, Agosto 21

PERCHE’ I POLITICI OCCIDENTALI DIFENDONO I CORROTTI E CRIMINALI UCRAINI?

Poliziotti tedeschi e i loro collaboratori ucraini obbligano gli Ebrei a spogliarsi prima di fucilarli. Chernigov, Unione Sovietica, 1942.

di Redazione

L’articolo sotto riportato de il Fatto Quotidiano ci dimostra, per l’ennesima volta, la pessima qualità dei politici ucraini, che altro non sono che dei criminali e assassini al soldo dei vertici della criminalità occidentale al potere nei paesi della Unione Europea. I politici ucraini sono i “figli naturali” della feccia reazionaria che ha costruito le politiche che hanno portato alla prima e seconda guerra mondiale. Sono i nazifascisti travestiti, con un falso linguaggio, da democratici ma che nei programmi operativi delle loro politiche sono intrisi di razzismo, classismo e pura violenza derivanti da anni di pratiche esoterico massoniche e dai conseguenti ricatti che li trasforma in un blocco sociale manovrabile da parte del vero vertice del potere che sta nella finanza e nel sistema legato alle banche d’affari e che dell’anticomunismo fanno la loro scelta strategica. Costi quel che costi per tutto il resto della popolazione mondiale.

I fedeli massoni al potere in Ucraina, stanno pervicacemente dimostrando su quali valori si forma la classe dirigente di quel paese ma anche di tutto il resto d’Europa. Tutto questo schifo accade perché non è stata denazificata l’Europa, anzi è sotto gli occhi di tutti l’avanzata dei criminali disvalori nazifascisti in Italia, Germania, Polonia, Ungheria, Romania, Spagna, Francia, Paesi Baltici, Gran Bretagna. Per l’ennesima volta questa putrida avanzata di minoranze reazionarie è possibile per la sotterranea complicità al sistema massocapitalista da parte di tutte quelle forze che si definiscono liberaldemocratiche che si identificano nel modo di produzione capitalista, che fanno con le loro pelose politiche antiproletarie da apripista al vero ma occultato bisogno del sistema, in crisi di sovrapproduzione: creare le condizioni per il caos e l’ennesima guerra su scala planetaria. Infatti in massoneria, il vero e unico partito dei capitalisti, “Ordo ab chao” (ordine dal caos) è il motto che racchiude il significato della loro secolare politica. E cosa c’è meglio di una guerra mondiale per generare quel disordine utile agli scopi perversi del sistema massocapitalista?

Una guerra necessaria per distruggere il surplus prodotto e non assorbibile da stipendi e salari a livello mondiale. Il valore della produzione mondiale, misurato come Prodotto Interno Lordo (PIL) globale o Prodotto Lordo Mondiale, ha superato i 118.300 miliardi di dollari secondo gli ultimi dati della Banca Mondiale. A livello globale, la percentuale del PIL mondiale che va a remunerare i lavoratori sotto forma di salari e stipendi oscilla storicamente tra il 50% e il 55% del prodotto interno lordo totale corrispondente in dollari a 60.000 miliardi.

Quindi la metà del PIL mondiale rimane da anni invenduto e inceppa la macchina produttiva. A queste condizioni la guerra diventa una necessità per i massocapitalisti. Ma per fare la guerra serve una falsa motivazione capace di annebbiare le menti delle prossime vittime: le classi subalterne europee e le città d’Europa. Cosa c’è di meglio per un sistema in crisi che un nuovo Piano Marshall? E gli Ucraini e i dirigenti politici europei che li sostengono ancora una volta si stanno prestando, per la terza volta, a svolgere questo ruolo.

Nell’animo di ogni politico antirusso europeo si annida lo spirito di ogni nazista come fu quello di Stepan Bandera, che ha seguito fedelmente il motto reazionario massocapitalista: “distruggere per ricostruire”. Abbellito da movimenti eterodiretti come il futurismo alla Marinetti, che così hanno definito l’insana ideologia della guerra nel 1909 «Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo».

Per questo sono stati riciclati i nazisti tedeschi e ucraini dai “democratici” occidentali, con Usa e Gran Bretagna in testa a tutti.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti e altre potenze occidentali integrarono e riciclarono sistematicamente ex funzionari nazisti e collaborazionisti ucraini per sfruttare le loro competenze scientifiche, di intelligence e militari in chiave anti-sovietica durante la Guerra Fredda. Questo processo avvenne principalmente attraverso operazioni segrete come la celebre Operation Paperclip (per gli scienziati) e Operation Aerodynamic (per i nazionalisti dell’Europa dell’Est).

Nell’Operation Paperclip oltre 1.600 scienziati e ingegneri tedeschi furono trasferiti negli Stati Uniti. Molti erano ai vertici del Partito Nazista e delle SS:

Wernher von Braun. Membro delle SS e direttore tecnico del programma missilistico V2 tedesco, costruito sfruttando i prigionieri dei campi di concentramento (Mittelbau-Dora). Fu riciclato dagli USA e divenne il direttore del Marshall Space Flight Center della NASA, progettando il razzo Saturn V utilizzato nella “corsa allo spazio” statunitense.

Kurt Debus. Scienziato missilistico e membro delle SS. Negli Stati Uniti divenne il primo direttore del John F. Kennedy Space Center della NASA.

Hubertus Strughold. Capo della ricerca medica per la Luftwaffe (l’aeronautica nazista). Fu collegato a esperimenti medici letali sui prigionieri nel campo di concentramento di Dachau. Negli USA fu nominato capo scienziato della divisione di medicina aerospaziale dell’Air Force, venendo celebrato per decenni come il “padre della medicina spaziale”.

Walter Schreiber. Generale medico della Wehrmacht, coinvolto in esperimenti scientifici umani nei campi di sterminio. Fu inizialmente inserito nella Air Force School of Aviation Medicine in Texas.

L’Occidente riciclò anche interi apparati di spionaggio del Terzo Reich per contrastare l’Unione Sovietica.

Reinhard Gehlen. Generale della Wehrmacht e capo del servizio di spionaggio militare nazista sul fronte orientale (Fremde Heere Ost) e ai vertici della Gestapo. Nel dopoguerra, la CIA finanziò la sua rete di ex spie naziste (nota come Organizzazione Gehlen). Questa struttura divenne in seguito il BND, ovvero il moderno servizio segreto della Germania Ovest.

Adolf Heusinger. Generale e capo di stato maggiore dell’esercito di Hitler (Wehrmacht). Nel dopoguerra entrò nella nuova difesa tedesca e, dal 1961 al 1964, ricoprì il ruolo di Presidente del Comitato Militare della NATO a Washington.

Hans Speidel. Generale nazista e capo di stato maggiore del generale Erwin Rommel. Nel dopoguerra divenne comandante in capo delle forze terrestri della NATO in Europa centrale (CINCENT) dal 1957 al 1963.

Questa penetrazione del neonazismo in tutta Europa e in tutto l’Occidente ha visto gli ucraini tra i principali artefici. Durante l’occupazione dell’Ucraina da parte dei nazisti, l’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN) e l’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA) collaborarono attivamente con le forze naziste, macchiandosi di massacri contro le popolazioni polacche, russe ed ebraiche (come i massacri di Volinia). Molti dei loro leader furono successivamente protetti ed evacuati dall’intelligence occidentale diventando i precursori dell’attuale Ucraina.

Mykola Lebed. Capo del servizio di sicurezza (Sluzhba Bezpeky) dell’OUN-B guidato da Stepan Bandera, ritenuto responsabile di crimini di guerra e pulizia etnica. Nel dopoguerra, la CIA lo protesse, lo trasferì a New York e finanziò la sua organizzazione d’esilio (la Prolog Research Corporation) per condurre operazioni di propaganda e spionaggio anti-sovietico fino agli anni ’70 e ’80.

Yaroslav Stetsko. Stretto collaboratore di Bandera che nel 1941 proclamò a Lviv lo Stato ucraino indipendente fedele ad Adolf Hitler. Dopo la guerra si stabilì a Monaco (nella Germania Ovest sotto controllo alleato) e divenne il leader del Blocco delle Nazioni Anti-Bolsceviche (ABN), un’organizzazione sostenuta dall’intelligence occidentale. Fu persino ricevuto alla Casa Bianca dal presidente Ronald Reagan nel 1983.

Stepan Bandera. Leader della fazione radicale dell’OUN (OUN-B). Nonostante le frizioni alterne con i tedeschi (che lo internarono per un periodo), collaborò ampiamente con il Reich in chiave anti-sovietica. Nel dopoguerra visse protetto a Monaco di Baviera nella zona di occupazione occidentale, dove continuò a dirigere la resistenza sotterranea in Ucraina con il supporto iniziale dei servizi segreti britannici (MI6), fino al suo assassinio da parte del KGB nel 1959.

Pavlo Shandruk. Generale che accettò il comando dell’Esercito Nazionale Ucraino creato dai nazisti nel 1945, che includeva i resti della 14ª Divisione Waffen-SS (Galizia). Alla fine della guerra si arrese agli alleati occidentali in Austria e venne protetto per evitare l’estradizione in URSS. Successivamente gli fu permesso di emigrare negli Stati Uniti, dove visse liberamente

Per fermare tutta questa barbarie serve un progetto Comunista per tutta l’Europa, che vada dal Portogallo agli Urali e che mandi a casa l’attuale dirigenza europea. Per iniziare rispolveriamo aggiornandolo il progetto del Partito Comunista Italiano che va sotto il nome di Eurocomunismo. Un progetto, come dice il nome stesso, colloca l’idea comunista al centro della trasformazione del nostro continente.

Per approfondire la questione Ucraina vedi: https://unita2.org/wp-admin/post.php?post=39577&action=edit

19 Agosto 2026

“La banca statale ucraina Sense Bank usata per ripulire i soldi della cauzione dell’ex ministro di Zelensky”: la ricostruzione dei pm nell’inchiesta anticorruzione

di Marco Pasciuti

Secondo i pm il gruppo di cui faceva parte Iryna Mudra, vicecapo dell’Ufficio presidenziale, avrebbe ottenuto il “controllo effettivo” dell’istituto per poi aggirare le verifiche antiriciclaggio sul denaro destinato alla scarcerazione di Herman Galushchenko. Ecco cosa emerge dagli atti delle indagini

Una banca da poco diventata di proprietà dello Stato sarebbe stata usata per ripulire 150 milioni di grivne (2,9 milioni di euro) in contanti, necessari per pagare la cauzione dell’ex ministro dell’Energia Herman Galushchenko. E’ il modo in cui, secondo l’Autorità nazionale anti-corruzione (Nabu) che questa mattina ha messo in atto l’”Operazione Forrest Gump”, il gruppo che ruotava attorno a Iryna Mudra, vicecapo dell’Ufficio di Volodymyr Zelensky, avrebbe piegato al proprio servizio Sense Bank, istituto nazionalizzato nel luglio 2023 per “evitare minacce alla stabilità finanziaria in Ucraina”.

Accade tutto a giugno. A inizio mese, ricostruiscono gli inquirenti, alcuni alti funzionari dell’Ufficio del Presidente “ottengono il controllo effettivo” della banca. Uno di questi sarebbe Mudra, rimossa oggi dall’incarico da Zelensky dopo la notzia della sua iscrizione nel registro degli indagati, le cui conversazioni telefoniche con gli altri membri di quella che gli inquirenti definiscono una “organizzazione criminale” sono state pubblicate dall’Anti-corruzione in un video su YouTube. Nelle registrazioni viene spesso menzionato anche un altro alto funzionario degli uffici di via Bankova, del quale però non viene fatto il nome. Il gruppo, secondo la Nabu, ha una necessità: ripulire denaro, molto denaro, per pagare la cauzione dell’ex ministro, arrestato a febbraio nell’inchiesta “Midas” su un presunto giro di tangenti per 100 milioni di dollari sugli appalti del settore energetico. A coordinare le operazioni, secondo l’accusa, sarebbe l’ex deputato Maksym Mykytas, nelle cui società doveva essere trasferita la somma necessaria a scarcerare Galushchenko.

Il primo ostacolo da superare sono i controlli anti-riciclaggio di Sense Bank. Un uomo che nelle intercettazioni viene indicato come “l’intermediario” di Mykytas sostiene di aver incaricato la direzione dell’istituto di fare in modo che il sistema di monitoraggio non rilevasse i pagamenti. Il 16 giugno l’intermediario riferisce a Mykytas il contenuto della conversazione che avrebbe avuto con il presidente del consiglio di amministrazione Oleh Stupak, dalla quale si evince che negli ultimi tempi, per volere della Banca Nazionale, le transazioni sospette sono soggette a un screening più rigoroso. “Esiste un sistema che filtra questi pagamenti e un impiegato della banca deve analizzarli manualmente”, spiega l’intermediario. Ma afferma anche Stupak gli avrebbe offerto una soluzione: mettere in “manutenzione” il sistema nel momento in cui arriva un bonifico, in modo che quest’ultimo riesca a passare senza problemi.

Per completare l’operazione, il gruppo avrebbe dovuto neutralizzare anche un’altra difficoltà: una dirigente del Dipartimento Anti-riciclaggio della banca aveva tentato di bloccare le prime transazioni sospette. In un’intercettazione Mykytas e Mudra avrebbero discusso della possibilità che la donna venisse licenziata se non avesse chiuso uno o tutti e due gli occhi. “Quella tipa testarda che si rifiutava di firmare ora eseguirà gli ordini… Ecco, adesso invece facciamo entrare tutto e concordiamo tutto con lei”. “Va bene – la risposta -. Perciò, se lei lo fa, non la licenzieranno. Perché a noi Oleksiy (del quale la Nabu non ha reso nota l’identità, ndr) ha detto di licenziarla, ha detto chiaramente di licenziarla“.

Anche questo intoppo sembra presto superato. Tanto che, sottolinea la Nabu, mentre le transazioni procedono e i lavori si avviano verso la conclusione “il presidente del consiglio di sorveglianza di Sense Bank riferisce al vice capo dell’ufficio del presidente dell’Ucraina in merito all’accredito dei fondi sui conti delle imprese coinvolte”. “Tutto a posto, tutto a posto – dice l’uomo -. Questa prima parte è già stata accumulata, domani sarà tutto pronto”. “Ottimo, perché noi vediamo già quella parte sui sistemi, anche se non è ancora arrivato l’intero importo – replica Mudra -. Domani mattina presto, per favore, mi aggiorni“.

Tutto va a buon fine. “Il 29 giugno 2026 – conclude la Nabu – Galushchenko è stato scarcerato dopo il versamento di una cauzione di 150 milioni di grivne“.

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