giovedì, Ottobre 1

MASSOCAPITALISMO, GUERRA E CRISI DI SOVRAPPRODUZIONE

di Redazione

Che rapporto esiste tra la crisi di sovrapproduzione, ovvero l’eccesso dell’offerta sulla domanda di beni di consumo e la guerra mondiale?

Proviamo a spiegarlo facendo un po’ di conti: il Prodotto Interno Lordo mondiale del 2022 era pari a 101.300.000.000.000 dollari USA (101,3 mila, miliardi di dollari).

I lavoratori salariati nel mondo sono 2.800.000.000.

Il salario medio annuo mondiale è di 4.832 dollari USA per lavoratore.

Sommando i due valori, popolazione attiva 2.800.000.000 x 4.832 dollari (valore medio salari annui) si ottine che il valore totale dei salari annui è quindi di 13.529.600.000.000 dollari USA, questo è anche il potere di acquisto annuo dei proletari.

Ma i massocapitalisti si contendono un surplus di beni pari a 87.770.400.000.000 miliardi di USD rubato ai lavoratori, che nessuno può acquistare, ma di proprietà di 2.781 miliardari, dato di aprile 2024. La ricchezza quindi esiste e cisiamo stufati di sentirci dire che “non ci sono i soldi” per fare tutto quanto serve ai bisogni dei lavoratori e ai proletari in generale.

Il sistema massocapitalistico globalizzato vive costantemente questa contraddizione, produce di più rispetto ai bisogni reali delle persone, in quanto lavora per il massimo profitto e per sconfiggere la concorrenza ed ha quindi bisogno del surplus di merci per giocare sui prezzi. Un surplus che aumenta di 2.000 miliardi di USD all’anno.

Questo eccesso di merci prodotte e non assorbibili dalla popolazione fa inceppare il meccanismo capitalistico e fa porre ai massocapitalisti la domanda: cosa fare del surplus di merci in eccesso, visto che non le possiamo regalare? Vanno distrutte. Qual è lo strumento migliore per una loro rapida distruzione? La guerra. E se la produzione massocapitalista è globale lo è anche la guerra. In questo modo perverso ottengono anche la selezione di chi deve stare al vertice della scala gerarchica. Insomma i massocapitalisti sostituiscono in questo modo la selezione naturale.

Purtroppo tra le merci ne esiste una particolare: il lavoratore salariato, oggi formato da miliardi di esseri umani. E come tutte le altre merci in eccesso cadono sotto la logica dei massocapitalisti nella fase della crisi di sovrapproduzione: vanno eliminati. In modo palese con la guerra mondiale e in modo non immediatamente percepibile con l’impoverimento complessivo, sia economico che dei diritti sociali come sanità e istruzione. A questo servono le loro riforme.

Noi comunisti definiamo criminale il sistema massocapitalistico, perché promuove scelte politiche che se fatte individualmente sarebbero definite così, come l’omicidio e ridurre un altro essere alla morte per privazione. Se invece fatte su scala industriale sfuggono a questa definizione, almeno per la maggioranza della popolazione. La vicenda di Gaza lo sta a dimostrare: lo stato criminale di Israele rifiuta di essere sottoposto al giudizio della Corte penale internazionale e a qualsiasi altro organo internazionale come l’ONU perché essendo, con gli USA e Gran Bretagna, al vertice del potere massocapitalistico, composto da potere economico e potere religioso, non può essere giudicato.

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