
di Redazione
Il Comune di Milano ha querelato per diffamazione il giornalista de il Fatto Quotidiano, Gianni Barbacetto, per alcuni post sui social usciti dopo l’apertura dell’inchiesta sull’urbanistica che vede coinvolto Palazzo Marino. Il sindaco Beppe Sala giustifica la querela affermando che l’azione è: “Una decisione della giunta a tutela prima di tutto dei dipendenti del Comune”.
Barbacetto poneva delle domande in merito all’inchiesta sull’urbanistica che ha coinvolto l’amministrazione comunale. Il giornalista chiedeva se le concessioni facili che vengono contestate dai magistrati siano state offerte gratis o in cambio di qualcosa.
Il 31 maggio scorso, i Pm hanno chiesto il rinvio a giudizio per tre funzionari dello Sportello unico dell’edilizia del Comune di Milano, accusati a vario titolo di lottizzazione abusiva, abuso edilizio e abuso d’ufficio. La denuncia, quindi, non riguarda articoli pubblicati su un quotidiano cartaceo o su uno online, ma tre post comparsi sui profili personali di Barbacetto.
I post contestati dalla giunta comunale risalgono al 15 marzo, all’8 aprile e all’8 maggio.
L’Ordine dei Giornalisti della Lombardia ha chiesto al sindaco Beppe Sala di “rispettare la libertà d’espressione e il diritto all’informazione e di critica”.
Insomma siamo all’intimidazione più sfacciata di un giornalista d’inchiesta tra i più attenti ai fenomeni di devianza sociale e politica, quindi tra i più scomodi per chi, politico, imprenditore o funzionario dello Stato, tenta di danneggiare la collettività non rispettando le leggi.