sabato, Aprile 11

MA QUALE PURGA? LA SOSTITUZIONE DI SERGEJ SHOIGU E’ UN CLASSICO DELLA POLITICA PER IMPEDIRE LA NASCITA DI CENTRI DI POTERE

di Redazione

L’uscita del ministro della Difesa, Sergej Shoigu, inaugura il nuovo mandato del presidente Vladimir Putin, che con questo rimpasto tra i vari ministeri, Difesa e Servizi segreti, tenta di evitare che si sviluppino centri di potere alternativi a quello previsto dalle regole maggioritarie della Federazione russa. Siamo come negli Stati Uniti e in Francia nel gioco politico di un sistema borghese con sistema elettorale maggioritario.

Vladimir Putin evidentemente con questa mossa sta cambiando strategia in previsione di altre manovre occidentali a cui non vuole giungere impreparato.

Inoltre la guerra sta alimentando, come in ogni Stato a direzione capitalista, una diffusa corruzione nel comparto degli armamenti e questo Putin non può permetterselo a causa del malcontento che può nascere tra la popolazione, quindi mettendo un economista alla guida della Difesa come Andrei Belousov, 65 anni – specialista del settore economico e finanziario, ex ministro dello Sviluppo Economico, ex consigliere del presidente per gli Affari Economici e anche ex vicepremier – crea un maggior controllo sulla spesa in questo settore strategico e mette la mordacchia agli appetiti su chi vuole speculare sulla guerra in corso.

Insomma niente purghe da parte di Putin ma il tentativo di mantenere saldamente nelle proprie mani il governo del paese impegnato com’è a dare risposte puntuali alle aggressioni dei suoi colleghi massocapitalisti occidentali.

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