
di Redazione
Il centrodestra esulta in Liguria per il risultato delle Regionali 2024, ma ha votato solo il 45,96% degli aventi diritto. Nel 2020 era il 53,42%, e ha preso solo una manciata di voti in più del centrosinistra. INSOMMA SONO STATI RIELETTI I LADRI E I CORROTTI.
Ma la domanda che bisogna porsi è: ma che razza di democrazia è quella dove vota meno del 50% degli aventi diritto? Quando e perché è aumentata la disaffezione verso i partiti politici?
Forse si sono accorti che con il golpe maggioritario del 1993 e la nascita della seconda piduista Repubblica e l’introduzione di un sistema elettorale che ha esautorato, tramite l’eliminazione del PROPORZIONALE PURO, i cittadini dal controllo su chi mandare a ricoprire cariche istituzionali, scegliendo quindi i migliori in ogni campo e non chi è legato solo al potere economico e militare sia di centrodestra che di centrosinistra. E’ stata scippata la democrazia alle classi subalterne.
Mancando poi la democrazia sul territorio, con la dismissione dei partiti di massa in modo particolare quello comunista, le persone non hanno più un soggetto che sia in grado di costruire coscienza critica e capacità organizzativa e che abbia, soprattutto, un progetto di società diverso da quello massocapitalista, come il Socialismo e il Comunismo. Tutti i partiti oggi sono sostanzialmente di destra e propongono la stessa ricetta economico-sociale di derivazione liberale, in cui lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo è il dogma indiscutibile. Un dogma indiscutibile sia per lord Keynes che per von Hayek.
Oggi, tranne noi comunisti, nessuno propone – nonostante la crisi economico-sociale del sistema massocapitalista – il superamento della circolazione monetaria e del lavoro salariato e quindi della mercificazione dei proletari, come ha chiarito Kar Marx ne Il Capitale e in Salario, prezzo e profitto. Nessuno propone l’autogestione dei processi produttivi e la fine quindi della proprietà privata dei mezzi di produzione e l’introduzione dell’ora di lavoro donata alla società come unico parametro universale e dello stesso valore per tutti, per avere in cambio beni e servizi.
Bisogna finirla con il valore di scambio e passare al solo valore socialmente utile, quello d’uso.