Libro «La lotta armata». Etrema sinistra e violenza: gli anni dell’apprendistato 1969-1972 di Gabriele Donato

di Redazione
Nel 2013 usciva il libro «La lotta armata». Etrema sinistra e violenza: gli anni dell’apprendistato 1969-1972 di Gabriele Donato. Questa video-intervista ne descrive il percorso e la ricerca dell’autore.
https://www.youtube.com/watch?v=OF4hW6GBtgc
Un libro che ci permette di comprendere l’estrema confusione teorica e pratica generata negli anni descritti dall’autore del libro, che con meticolosa scientificità arriva al punto nodale della questione: quei movimenti erano il prodotto del marxismo-leninismo o di un’altra cultura, antimarxista-leninista? Un libro che risponde pienamente al quesito e un libro che consigliamo essendo di estrema attualità, vista la confusione esistente nelle teste delle masse popolari oggi, frutto anche del lavorio delle idee di quel periodo. Questo libro ci dimostra che senza lo studio e una forte teoria rivoluzionaria, come è il marxismo-leninismo, ogni ribellione di stampo movimentista il sistema massocapitalista è in grado di gestirla e di utilizzarla per i propri fini. Se siamo passati dalla Prima e democratica Repubblica alla fascista seconda col voto maggioritario e l’iper astensione, qualche responsabilità l’avranno avuta quei cattivi maestri dell’epoca. Un libro che ci dice con estrema franchezza l’inconciliabilità esistente da Marx in poi tra il terrorismo carbonaro e la Rivoluzione comunista. Far confondere Mazzini e gli Azionisti con Marx e i comunisti è stata la peggiore porcata di quel periodo… servita a far sparire fisicamente il P.C.I. dalla politica nazionale e internazionale. Il Sogno… di tutti gli atlantici.
Trama del libro
«La lotta è armata»: questo doveva essere il messaggio diffuso dalla foto della pistola puntata alla tempia dell.ingegner Macchiarini, nel marzo del 1972. Le parole sono di Renato Curcio, e si riferiscono al primo sequestro-lampo realizzato dalle Brigate Rosse. Si trattò di un episodio rilevante: i brigatisti avevano deciso di passare definitivamente all’azione. D’altro canto, quella primavera non ebbe un attimo di pace: pochi giorni dopo morì Giangiacomo Feltrinelli, mentre il maggio fu segnato dall.omicidio del commissario Luigi Calabresi. Quali fattori determinarono un’escalation tanto drammatica? Per quali ragioni tanti gruppi della sinistra extra-parlamentare considerarono persuasiva l’ipotesi della violenza? Perché la tentazione del ricorso ad azioni terroristiche si rivelò tanto seduttiva? Questi sono gli interrogativi affrontati dal testo: la ricerca di Gabriele Donato propone una riflessione attenta sulle motivazioni che spinsero tante e tanti a scegliere la lotta armata, e analizza le argomentazioni grazie alle quali tale scelta trovò una legittimazione negli ambienti dell.estrema sinistra. Il lavoro si concentra sull’evoluzione delle elaborazioni di gruppi come Potere Operaio e Lotta Continua, e la confronta con la proposta politica delle prime Brigate Rosse: l’esame attento di giornali e documenti dà vita a una comparazione dettagliata, arricchita dall.utilizzo sistematico di fonti di altro genere: interviste e autobiografie in modo particolare.