di Redazione

Quello che si dice sui massacri in Siria da parte di Assad ci ricorda quello che è stato raccontato dai media occidentali su Timisoara in Romania durante la caduta di Nicolae Ceaușescu, era una bufala gigantesca. Pur di parlar male dei comunisti, senza la minima analisi che stabilisca se in Romania c’era realmente il comunismo, si fa tutto e anche di più a danno della verità e dei proletari delle varie nazioni, sino a svuotare le tombe dei cimiteri di una città. Ricordiamoci che i massocapitalisti e i loro servi non hanno scrupoli e sono mossi solo da malsane pulsioni diventate sistema sociale e politico: il capitalismo imperialista.
Su Timisoara un breve estratto sugli avvenimenti tratto dall’articolo del gennaio 2006 di Andrea Laruffa FALSI STORICI: IL FALSO MASSACRO DI TIMISOARA Come i media creano la realtà uscito su InStoria Rivista di storia online e informazione
http://www.instoria.it/home/Massacro_timisoara.htm
“Il falso in questione avvenne più o meno 16 anni fa in una città della Romania, precisamente a Timisoara. Nei giorni che precedettero il Natale, mentre nel paese infervorava la rivoluzione contro il regime di Ceaucescu e gli scontri tra manifestanti e polizia si faceva sempre più serrato, le televisioni ungheresi per prime mostrarono le immagini di ciò che sembrava essere a tutti gli effetti un terribile massacro compiuto dalle milizie di stato. A prova di tale tragedia il ritrovamento di fosse comuni all’interno delle quali giacevano migliaia di cadaveri di persone mutilate, torturate e uccise durante il massacro.
Peccato solo che qualche tempo dopo si scoprì che le fosse comuni non erano mai esistite, così come non erano mai esistiti i 4632 presupposti cadaveri presenti al loro interno. Quello che doveva essere uno dei più crudeli genocidi dal dopoguerra in poi si rivelò essere in realtà un clamoroso falso. Procediamo però con ordine.
La notizia del massacro era iniziata a circolare qualche giorno prima della messa in onda delle immagini, esattamente il 17 dicembre del 1989. I primi a diffonderla furono i redattori della MTI, un’agenzia di stampa ungherese, che sostennero di averla appresa da un non-identificato “viaggiatore cecoslovacco”. La televisione di Budapest ed una radio viennese non esitarono ad unirsi al coro e ampliarono così l’eco relativo al presunto fatto. Il meccanismo che permette ad una notizia di espandersi a macchia d’olio, ovvero la stretta interconnessione degli organi di stampa di tutto il mondo, fece poi il suo inesorabile corso e in pochissimo tempo le televisioni e i giornali di quasi tutte le nazioni parlavano del terribile eccidio avvenuto in Romania”.
Tutto quello che non torna sulla “fossa comune di 100 mila persone di Damasco”

18 Dicembre 2024 12:00
di Francesco Santoianni

“Scoperta una fossa comune a Damasco con 100.000 morti”. Ma com’è che finora nessuno ci aveva fatto caso? Eppure 100.000 morti (non si capisce come abbiano fatto a contarli e perché finora non c’è nessuna foto di questi) in decomposizione non dovrebbero passare inosservati.
Ma siamo sicuri che si tratti, come assicura Il Fatto Quotidiano, di vittime delle torture e delle esecuzioni sommarie del regime di Assad e non già alcune persone messe provvisoriamente sottoterra in attesa di una degna sepoltura che poi, vista la situazione in Siria (dove i soldati avevano una paga di 40 dollari al mese, figuriamoci i becchini), non c’è stata? Ne avevamo già parlato a proposito della “fossa comune” di Bucha in Ucraina e del clamoroso falso diffuso dal New York Times.
Ma inoltriamoci nell’articolo del Fatto “(…) Secondo le dichiarazioni raccolte da Reuters, la sezione di intelligence dell’aeronautica militare siriana era responsabile del trasporto dei corpi provenienti dagli ospedali militari dove molti oppositori morivano sotto tortura. I cadaveri venivano trasferiti in fosse comuni grazie alla collaborazione del personale dell’ufficio funebre municipale di Damasco, che si occupava di scaricarli dai rimorchi refrigerati. I conducenti di bulldozer, spesso costretti con la forza, scavavano le fosse, schiacciavano i corpi per farli entrare e li ricoprivano di terra (…)” Ma, intanto, perché mai gli “oppositori” venivano torturati dagli sgherri di Assad negli ospedali militari? Ma davvero l’ufficio funebre del municipio di Damasco poteva permettersi di trasportare 100.000 corpi in “rimorchi refrigerati”? Ma davvero una sezione dell’intelligence, invece di fare il suo lavoro, si dedicava a trasportare tanti corpi?
Sono solo alcune delle tante incongruenze che costellano questo e gli innumerevoli articoli con i quali pretendono di convincerci. Magari aggiungendovi, come da La Stampa e altri media main stream, il video di quello che appare essere un cantiere per l’ampliamento del vicino cimitero. Del resto, con cinquecentomila siriani uccisi dai tagliagole (oggi imposti alla guida della Siria) e dalle sanzioni ce ne era bisogno.
Francesco Santoianni