di Redazione
Se analizziamo il cambiamento che ha subito la musica negli ultimi 40 anni, ci rendiamo conto subito di quanto questa sia mutata in base alla stessa società.
E’ impensabile un giovane John Lennon che compone e canta Imagine nel 2025, perché oggettivamente non ci sono i fondamenti valoriali neanche per comprendere un testo del genere. Ma andiamo con ordine.
Il mondo conosciuto e vissuto da Lennon aveva comunque le sue contraddizioni interne, aveva le sue guerre (il Vietnam ne è un esempio), ma per quanto il sistema capitalistico spingesse in una direzione autolesionista, la popolazione mondiale si opponeva in modo chiaro verso i disvalori che il sistema produceva. Le guerre mondiali erano finite da poco, la paura, la sofferenza e la morte erano pensieri ancora vividi nella popolazione europea. Nessuno voleva rivivere certe situazioni e quindi l’unica soluzione era la creazione di un mondo nuovo e con valori positivi.
La musica, in quanto arte, ha avuto un ruolo fondamentale; gli artisti hanno assecondato questa volontà popolare di cambiamento. Molte canzoni del tempo sono diventate inni alla pace, simboli di comunità forti, libere e volenterose di una società migliore e diversa.
Il capitalismo capisce il potere della musica e quanto questa possa condizionare il pensiero delle persone e più in generale delle masse proletarie. Comincia così un percorso di impoverimento culturale della musica, un’inversione di direzione verso la diffusione di valori.
Cambiano i suoni, cambiano i colori che la musica può produrre, cambiano i testi delle canzoni e con loro i valori che questi portavano al loro interno.
La musica diventa così un luogo ombroso, poco accessibile e molto stressante per chi vi accede. Un luogo del potere e non più in rappresentanza delle masse proletarie, ma contro di esse.
I testi, come i suoni, vengono ogni anno semplificati, ridotti all’osso, così da non lasciarci più la possibilità di riflettere nemmeno tramite l’arte, perché – teniamo a ribadire – la musica è arte e come ogni arte UNISCE.
Il capitalismo capisce che magnifica macchina di guadagno possa essere la musica e quanto la sua strumentalizzazione possa portare ad ottenere un controllo di massa QUASI pari a quello ottenuto con la televisione.
Torniamo al mondo odierno e alla musica attuale che viene proposta dal sistema ai giovani e ai giovanissimi. Vorremmo prendere come riferimento la musica Rap e Trap. Il rap, come molti già sapranno, nasce negli Stati Uniti come forma di ribellione e come critica sociale verso la discriminazione che gli afroamericani subivano a causa dei ghetti e della mancata integrazione sociale. Crimini, rapine e prostituzione diventano lo scenario di quei ghetti, ghetti da cui ogni giovane sarebbe voluto scappare. La musica diventa quindi una grandissima possibilità di riscatto e il mezzo per far sentire la propria voce, fino a quel momento inascoltata.
Ma il rap adesso? Ha la stessa funzione? e la Trap?
No, pochissimi rapper tutt’ora concentrano i loro testi su una reale analisi sociale e sulla volontà di cambiare le cose, anzi si sta vivendo un appiattimento sia dei contenuti che dei suoni.
Prendendo in esame lo scenario italiano della Trap, nata dopo il 2015, questo è ricco di giovani maschi che mostrano le loro ricchezze (siano queste collane o orologi d’oro e diamanti, macchine ecc. ecc.), ostentandole, come se il successo fosse quanto possiedi e non chi sei diventato grazie alle tue capacità. Ma soprattutto che il talento debba essere riconosciuto tramite oggetti materiali di lusso, dunque più hai e più sei, e quindi più potere sociale hai.
Ma è sempre stato così? NO. E a dirlo non siamo noi, ma Fabri Fibra in svariate interviste, in cui spiega proprio che in Italia non abbiamo mai avuto bisogno di mostrare i rapper sotto quelle vesti, perchè il rap americano è diverso da quello italiano. Ai rapper statunitensi ma di origine afro, mostrare quel lusso nei video serviva a sottolineare la loro emancipazione dallo stereotipo dello straniero povero. Ai rapper italiani non è mai servito fare questa cosa, quindi come siamo arrivati a tanto?
E qui rientra in gioco il sistema economico. Nel 2007/2008 il mondo ha subito una grandissima crisi economica con danni irreversibili a livello sociale, culturale ed economico. Il sistema musicale capisce che per l’Italia non è ancora periodo per presentare artisti emergenti che sponsorizzino il capitalismo, perchè questo avrebbe causato l’effetto opposto. La musica è la rappresentante diretta della società in cui si vive. Dunque?
Dunque le grandi case discografiche intuiscono che la Trap in Italia sarebbe stata apprezzata solo dopo la crisi. Perchè? Nel 2008 i telegiornali raccontavano di un’Italia piena di piccoli imprenditori che si suicidavano perchè non arrivavano a fine mese, di imprese storiche e famigliari che chiudevano. Chi di noi avrebbe voluto sentire alla radio o su youtube un ragazzino che enfatizza il mondo del lusso, dei soldi e quindi il capitalismo? NESSUNO. Ma dopo anni di tagli e attacchi alla sanità pubblica, all’istruzione (e alla cultura), al mondo del lavoro, quindi più in generale ai diritti e alle possibilità dei cittadini, gli stessi hanno percepito il peso che il denaro riveste in questa società. Hanno reso i soldi un bisogno indotto. Non ci hanno insegnato ad aver bisogno di manifestare per la tutela dei nostri diritti, ma a desiderare ciò che la classe dominante ci impone. Hanno sensibilizzato giorno per giorno le nostri menti, sia con i testi delle canzoni sia con le immagini correlate alla musica. Riportiamo alcuni esempi.

– I rapper Jake la Furia ed Emis Killa hanno pubblicato un album intitolato “17″, numero conosciuto e riconosciuto nel mondo massonico come rappresentante del grado 17esimo, ovvero il Cavaliere d’Oriente e di Occidente. Questo cavaliere ha il potere della rivelazione che rappresenta in questo grado lo svolgimento dell’apocalisse. Alleghiamo qui sopra la copertina dell’album, in cui i rapper sono raffigurati come 2 cavalieri in mezzo all’apocalisse causata dalla bomba atomica. Inoltre i 2 rapper si sono entrambi tatuati il numero 17 sotto l’occhio sinistro. A voi la riflessione.

– Nell’album “Re Mida” di Lazza, troviamo un feat musicale con Luchè con una canzone in particolare dedicata a Iside (nome di una famosissima e potentissima loggia) in cui i cantanti elogiano la loro ricchezza e la loro appartenenza alla massoneria, dichiarando di uccidere chiunque non appartenga a quella élite.
– Il rapper Noyz Narcos (che già dal nome è tutto un programma) sta facendo pubblicità al suo prossimo concerto tramite la seguente copertina. Prestare attenzione ai dettagli!
