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di Redazione
Sono due gli avvenimenti della Resistenza su cui periodicamente si accanisce il revisonismo storico per derubricarli a semplici fatti omicidiari e non, appunto, ad atti della lotta di resistenza combattuta dal popolo italiano: l’assalto di via Rasella e la morte di Giovanni Gentile.
Per demistificare l’operazione di riabilitazione di Giovanni Gentile, filosofo nazifascista convinto sostenitore di Hitler, vi invitiamo ad ascoltare la relazione tenuta dall’avv. Francesco Mandarano, ieri a Viareggio.
I due in prima fila per le attuali operazioni di revisionismo sono sempre i soliti: Ignazio Benito La Russa, presidente mussoliniano del Senato, e il ministro dell’Incultura Gennaro Sangiuliano. A ruota si adeguano gli organi di stampa massocapitalisti come la Nazione che nel vergognoso articolo del 16 aprile che qui riportiamo, anticipa il convegno ospitato dal Senato della Repubblica piduista, promosso da Marcello Pera (ritornano sempre), con anche Massimo Cacciari (l’ex Potere Operaio) tra gli ospiti.
L’articolo definisce un “doveroso contributo” l’emissione di 250.000 esemplari di un francobollo dedicato al “filosofo del Novecento europeo tra gli esponenti massimi dell’idealismo italiano”. Un bis del francobollo emesso nel 1994 dal primo governo Berlusconi in cui sedevano eredi della Repubblica Sociale Italiana. Pensiamo quindi che il prossimo francobollo commemorativo che oltraggia la Repubblica nata dalla Resistenza raffigurerà direttamente Mussolini, definito dal generale Vannacci “lo statista che governò l’Italia dal 1922 al 1943”.
Le finalità di questa operazione, che si accompagna a censure pesanti sulla Tv pubblica del tema dell’antifascismo, così come di tutte le altre che le hanno precedute, vedi la strategia della tensione, sono di preparare il terreno politico e culturale per accettare la guerra come esigenza ineludibile. Operazioni studiate dagli intellettuali dell’imperialismo per aumentare l’irrazionale aggressività dei propri popoli, alla Marinettii o D’Annunzio, praticate nei momenti di crisi economica del capitalismo come quelli che hanno preceduto le due guerre mondiali del Novecento e come la devastante crisi che stiamo vivendo.
A questo disegno si contrappone solo una risposta: Socialismo/Comunismo o barbarie.
Ora e sempre Viva Bruno Fanciullacci e Viva la Resistenza al nazifascismo!
Il giallo Giovanni Gentile. A 80 anni dall’omicidio spunta la nuova ipotesi
Nel ’44 il filosofo del Duce, autore della riforma scolastica, fu ucciso a Firenze. Svelato un documento sui mandanti, anche internazionali, dell’agguato
di Maurizio Sessa – La Nazione – 16/04/2024 https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/il-giallo-giovanni-gentile-a-80-anni-dallomicidio-spunta-la-nuova-ipotesi-9f62cb49?live
Assassinio di Giovanni Gentile: nuove verità? A ottant’anni di distanza dal 15 aprile 1944, quando il filosofo del Duce che aveva firmato la riforma scolastica del 1923 venne freddato davanti al cancello di Villa di Montalto da un commando di gappisti comunisti, restano ancora alcuni aspetti salienti da chiarire.
Un controverso “nodo storico”, per dirla con Renzo De Felice. Sarà mai possibile sbrogliare il bandolo della matassa? Chi fu la vera “mente” dell’attentato mortale? Luciano Mecacci, autore de “La Ghirlanda fiorentina e la morte di Giovanni Gentile”, pubblicato da Adelphi nel 2014, ha scoperto un documento che getta nuova luce.
Luciano Mecacci ripercorrerà i retroscena dell’uccisione di Gentile oggi a Roma, durante il convegno “Politica e filosofia. I due mondi in uno di Giovanni Gentile”, in programma in Senato dalle ore 10 nella sala capitolare presso il chiostro del convento di Santa Maria sopra Minerva. Un incontro promosso dal presidente della commissione Biblioteca e Archivio storico Marcello Pera. Dopo il saluto di Ignazio La Russa, presidente dell’assemblea di Palazzo Madama, introdurrà i lavori il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Quindi si passerà alle relazioni, oltre a quella di Mecacci: Massimo Cacciari sull’attualismo filosofico gentiliano, Giuseppe Bedeschi su due irriducibili antifascisti come Antonio Gramsci e Piero Gobetti, e Francesco Perfetti sul passaggio del pensatore siciliano dal liberalismo al fascismo. Frattanto ieri, a Firenze, in Santa Croce, dove dal 18 aprile ‘44 riposano le sue spoglie, Gentile è stato commemorato con una messa in suffragio officiata da padre Giancarlo Corsini, Rettore della Basilica francescana.
“Il Fronte militare clandestino di Roma, diretto dal colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo prima che morisse alle Fosse Ardeatine, fu informato che Gentile sarebbe stato ucciso il 2 aprile”. Ma, avverte Mecacci, “la cupola che diresse l’operazione al Salviatino ebbe componenti diverse, italiane e internazionali”.
Tra i presenti che interverranno, l’editore Giovanni Gentile junior e Maddalena Gentile, nipoti del filosofo. Al termine della cerimonia, il generale della riserva Nicola De Nicola, presidente di Assoarma, ha sottolineato che “il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha emesso un francobollo nell’ottantesimo anniversario della scomparsa, che riproduce il filosofo del Novecento europeo tra gli esponenti massimi dell’idealismo italiano: 250.020 esemplari stampati dal Centro Filatelico della Produzione dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Un doveroso contributo a questa figura di spicco del panorama culturale, la cui memoria dobbiamo ricomporre e riconoscere affinché l’ideologia non prevarichi l’intelligenza. Giovanni Gentile ha segnato la filosofia, fu il continuatore del Risorgimento col compito di narrare la storia civile nazionale”. Il “giallo” Gentile terrà ancora banco a Firenze domani nella conversazione promossa dal Centro culturale Firenze-Europa “Mario Conti” presieduto da Marco Cellai, che vedrà la partecipazione di Luciano Mecacci ed Enrico Nistri, alle 17 nella sede del Gruppo Firenze dell’Associazione Nazionale Alpini. E sempre a Firenze, il 22 maggio, alla biblioteca Magliabechiana, si svolgerà un convegno dedicato alla figura di Gentile organizzato dal Gabinetto Vieusseux e dal Ministero della Cultura.
E polemiche sono emerse a Firenze anche in consiglio comunale dove, durante una seduta, il capogruppo di FdI Alessandro Draghi ha ricordato che “nel 1994 la commissione toponomastica riuscì dopo tanta fatica e mediazione a trovare una dicitura consona, frutto di un compromesso, per arrivare all’obiettivo di apporre una targa nel luogo in cui fu ucciso” ma “a distanza di trent’anni, non è mai stata posta”. Immediata la replica di Dmitrij Palagi, consigliere di Sinistra Progetto Comune: “Noi stiamo con Bruno Fanciullacci. Lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo”.
[…] LA MORTE DEL NAZIFASCISTA GIOVANNI GENTILE, ATTO DI GIUSTIZIA DELLA RESISTENZA https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/il-giallo-giovanni-gentile-a-80-anni-dallomicidio-spunta-la-nuova-ipotesi-9f62cb49?live […]