giovedì, Settembre 17

LA DIPLOMAZIA DI TRUMP E NETANYAHU A COLPI DI BOMBE

USA-Israele-Medio Oriente

11 Giugno 2026

  • di rem

Tra follia e caricatura: Washington accusa Teheran di minacciare gli Stati Uniti, ma Trump e il Pentagono ammettono che i raid servono a piegare l’Iran al tavolo negoziale. Intanto Israele intensifica la sua guerra in Libano e ognuno cerca di prevaricare sugli interessi dell’altro. Bella gente, begli alleati, belle democrazie. E tragica considerazione finale su Golfo, Libano, Ucraina: «dove gli Usa trattano si muore di più».

Pagliacci armati

Una tregua durata meno delle dichiarazioni trionfali con cui Trump l’aveva annunciata per l’ennesima volta, d’imminente inizio. E quello che Washington presentava come un accordo imminente è precipitato sopra lo Stretto di Hormuz, dove un elicottero Apache americano è stato abbattuto lunedì da un drone. L’Iran che di solito vanta, questa volta nega e agli Stati Uniti forse conviene non andare troppo a fondo della questione.

Dettagli trascurati

Come ricorda opportunamente Pagine Esteri, Teheran dista quasi diecimila chilometri da New York e che, nella storia recente, l’Iran non ha mai colpito il territorio statunitense. Gli attacchi attribuiti alle forze iraniane hanno riguardato esclusivamente basi e installazioni militari americane presenti in Medioriente, generalmente in risposta a precedenti operazioni condotte da Washington e da Israele. Ed è il muscoloso segretario alla Difesa Pete Hegseth ad ammettere che i questi bombardamenti servono –sperano loro-, a costringere Teheran ad accettare un accordo favorevole a Washington.

La risposta reale di Tehran

La risposta di Tehran è arrivata nella notte con attacchi contro diciotto obiettivi militari statunitensi, tra cui basi aeree in Kuwait e Bahrein e installazioni legate alla Quinta Flotta americana. L’Iran ha inoltre annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, anche se Washington sostiene che il traffico commerciale continui a transitare regolarmente. Altra favola. Mentre le autorità iraniane accusano gli Stati Uniti di aver colpito infrastrutture civili. «Non si tratta di danni collaterali, ma di un crimine di guerra calcolato», la denuncia.

Sceriffi planetari della legge del più forte

Recuperato anche l’ultimo corpo dei tre marinai indiani della petroliera colpita nei giorni scorsi dagli Stati Uniti nel Golfo di Oman. Washington ha accusato la nave di trasportare greggio iraniano, dichiarando che l’equipaggio non ha rispettato le istruzioni imposte dai militari americani. In Libano, dove Israele prosegue i bombardamenti, Netanyahu ha chiesto ai libanesi di «unirsi a Israele contro Hezbollah», mentre interi quartieri del sud vengono evacuati e migliaia di persone sono costrette a fuggire sotto le bombe.

La disumanità assoluta che segna un Paese

«L’area meridionale del Libano attaccata con armi chimiche, l’esercito di Tel Aviv rade al suolo abitazioni e infrastrutture civili e la razzia è tollerata e incoraggiata. Mentre il presidente israeliano Herzog sogna di ‘arrivare in automobile a Beirut’, i carri armati avanzano tra la distruzione e i morti civili, dichiarati da diversi ministri del governo Netanyahu solo una fase di preparazione all’occupazione permanente del Paese».

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