
di Redazione
Come sempre le presidenziali Usa sono un affare per miliardari. Il popolo non conta un tubo e va al voto fasullo e antidemocratico come i bovini agli anabolizzanti vanno al macello. Sono o non sono il paese di sesso, droga e rock and roll?
Vediamo come si schierano i miliardari americani rispetto ai due candidati in corsa. Secondo gli “esperti” assieme ad Elon Musk ci sarebbero 52 super ricchi, mentre per Kamala Harris ce ne sarebbero 82, ma Trump raccoglierebbe più fondi: 568 milioni di dollari, contro i 127 di Harris, ha sottolineato il Financial Times.
Tra gli amici di Trump c’è Timothy Mellon, il miliardario banchiere, che ha donato ben 125 milioni di dollari al biondo candidato. Una cifra che supera la somma dei 3 milioni di americani che hanno donato 40 dollari a testa. Tra i pro Trump troviamo Miriam Adelson, la vedova del magnate dei casinò Sheldon, che ha contribuito con 100 milioni di dollari.
Tra i pro Harris troviamo i miliardari più tirchi, quelli legati alla finanza, come Dustin Moskovitz, co-fondatore di Facebook, che ha sborsato solo 38 milioni al Pac Future Forward e il collega di LinkedIn, Reid Hoffman, in campo con soli 10 milioni. Con la Harris si è schierato Michael Bloomberg, un ex repubblicano, che è stato sindaco di New York.
Insomma con un uso sapiente e continuato nel tempo della guerra psicologica tramite Tv, cinema, social e una narrazione della storia e della democrazia senza sostanza e verità, si ottiene nella testa di ogni statunitense quella necessaria confusione, utile ai massocapitalisti, per perpetuare la loro fasulla verità di classe e sventolare lo spauracchio del Comunismo, tanto utile per sfruttarli nelle fabbriche e mandarli a combattere in nome del capitalismo, al posto loro, le infinite guerre imperialiste.
Un modello, quello americano, fatto di disvalori e uomini/donne dediti alla guerra, alla corruzione e ad ogni tipo di prostituzione, al razzismo, all’usura, alla protervia, ad ogni tipo di traffici illegali, che con la seconda e piduista Repubblica si è affermato anche in Italia. Il recente voto regionale in Liguria ha premiato i mafiosi, i ladri e i corrotti. Ma dov’era l’alternativa? Nel non voto… Una protesta pur giusta ma che non risolve il problema.
Bisogna riflettere su cosa abbiamo perso nel passaggio tra prima e seconda Repubblica.
Noi crediamo che abbiamo perso la democrazia nata con il proporzionale puro e i partiti di massa. Democrazia contenuta negli articoli della nostra Costituzione, il più grande lascito politico e sociale dei partigiani, soprattutto comunisti, socialisti e cattolici, che la elaborarono.
La nostra Costituzione va esportata in tutta Europa e deve diventare la Costituzione europea. La Meloni non è adatta a questo compito per il semplice motivo che la vuole distruggere, essendo parte del progetto massonico piduista, quindi fascista.
Prima di parlare a sproposito di democrazia negli USA, Gran Bretagna, Francia, Germania, ecc. consigliamo la lettura del libro La democrazia dei signori, presentato nel video dall’autore, Luciano Canfora.