

- Stati Uniti
- 23 Maggio 2026
- di Vittorio Da Rold
Kevin Warsh, il 22 maggio ha giurato come governatore della Fed, ma per la prima volta dal 1948, ľex governatore in carica, Jerome Powell, nominato da Trump nel suo primo mandato presidenziale, non farà le valigie come consuetudine ma resterà nel board dei sette governatori fissi della banca centrale americana.
Fed di Jerome Powell anti Trump
Jerome Powell resta nel board come anti-Kevin Warsh ma soprattutto come garante. Per evitare che l’inquilino della Casa Bianca straripi e nomini un suo uomo nel consiglio prima del gennaio 2028, quando Powell dovrà lasciare definitivamente l’incarico perché il suo mandato sarà giunto al termine. Un segnale pesante che significa che la contesa con l’esecutivo su chi decide i tassi di interesse e soprattutto sul ruolo di indipendenza della politica monetaria americana non è affatto finita. Anzi, si profilano nuovi scontri.
Minaccia all’indipendenza della Banca centrale
Così Powell resta nel board dei sette governatori, che si aggiungono ai cinque scelti a rotazione dalle banche statali, perché teme che ľindipendenza della banca centrale americana sia in pericolo con Trump alla Casa Bianca. Warsh, finanziere 56enne ed ex enfant prodige della finanza di New York, succederà a Jerome Powell, seguace di Paul Volcker, il cui mandato di otto anni alla guida della Fed è formalmente scaduto il 22 maggio anche se, come dicevamo, Powell intende rimanere membro del Consiglio dei governatori per impedire a Trump di nominare un altro suo rappresentante fidato ad aumentare i sostenitori in consiglio a favore del taglio dei tassi di interesse anche con il rischio di far partire l’inflazione.
La scuola BCE
Kevin Warsh era già stato banchiere nella Fed ma poi si era dimesso per protesta nel 2011 perché non condivideva la politica espansiva dell’acquisto di bond del Tesoro americano da parte dell’istituto centrale per tenere bassi i tassi a lungo, il “quantitative easing”, politica poco ortodossa secondo i monetaristi di Chicago e seguaci di Milton Friedman ma efficace. Una politica portata avanti in Europa anche dalla Bce di Mario Draghi nonostante l’opposizione della Bundesbank e del falco Jens Weidmann.
‘Tassi d’interesse’ e inflazione
La prima riunione di Warsh per la fissazione dei tassi è prevista a metà giugno. Probilità di cambiamento zero. Per ora. Ma la partita si giocherà nei prossimi mesi quando le pressioni della Casa Bianca si faranno pressanti. Sarà allora che Powell potrà fare la differenza tra i 12 voti del consiglio della banca centrale per bloccare manovre avventate.
Warsh ha già fatto sapere di essere favorevole al taglio dei tassi perché ritiene che l’introduzione dell’intelligenza artificiale faccia aumentare la produttività negli Usa e che si possano tagliare i tassi di interesse anche in presenza di una inflazione sostenuta. Ma si tratta di una scommessa rischiosa e Powell, l’ex governatore, sarà lì a verificarne la consistenza sul terreno della credibilità.