di European Legal Support Center https://mailchi.mp/elsc/september-updates-on-the-defence-of-palestinian-rights-advocacy-in-europe-17855765?e=e846407713

Il Corriere della Sera, uno dei più importanti quotidiani italiani è stato condannato a pagare circa 15mila euro di danni a Shawan Jabarin, direttore generale di Al-Haq, per averlo falsamente accusato nel 2021 di esere un terrorista e un assassino. Un’accusa infondata basata sulla propaganda israeliana e su campagne diffamatorie.
I fatti
Il 20 dicembre 2021, Laura Boldrini, membro del Parlamento italiano, ha invitato due rappresentanti di organizzazioni per i diritti umani, Al-Haq e Addameer, a un’audizione in videoconferenza presso la Camera dei deputati del Parlamento italiano. Questa audizione è stata organizzata in risposta alla illegale criminalizzazione da parte di Israele, nell’ottobre 2021, di sei ONG palestinesi, tra le quali Al-Haq e Addameer. La designazione delle ONG come “organizzazioni terroristiche” èstata ampiamente respinta e condannata dagli Stati e dalle istituzioni della Ue, tra cui l’Italia, nonché dalle Nazioni Unite e da varie organizzazioni internazionali.
Tuttavia, due giorni dopo l’audizione, il Corriere della Sera, Libero Quotidiano e il Tempo, hanno pubblicato articoli contenenti dichiarazioni false e diffamatorie su Addameer, Al-Haq e il suo direttore generale, Shawan Jabarin, etichettandolo come “terrorista”. Inotre i giornali hanno omesso informazioni contestuali essenziali sulla designazione mirata di sei organizzazioni della società civile palestinese come “organizzazioni terroristiche” da parte di Israele, violando così il diritto dei lettori ad accedere a notizie libere e imparziali. Riteniamo che i giornali abbiano basato le loro informazioni su fonti inaffidanìbili e su tattiche diffamatorie, frequentemente utilizzate da Israele per criminalizzare, mettere a tacere e controllare le voci dei diritti dei palestinesi, inclusa la circolazione di false accuse da parte di funzionari israeliani.
Responsabilità
Dopo esser stato convocato in tribunale, il Corriere della Sera, ha accettato un accordo transattivo, che includeva il risarcimento di Shawan Jabarin per il danno reputazionale subito e la pubblicazione di un articolo che ritrattava le affermazioni diffamatorie. Nonostante avesse riportato l’incidente e ritrattato l’affermazione terroristica, il giornale non ha riconosciuto che era stata la propria pubblicazione a diffamare il signor Jabarin.
Questo caso evidenzia la necessità di un giornalismo responsabile, non solo sulla situazione in Palestina e sulle violazioni a cui è sottoposto il popolo palestinese, ma anche sulla propaganda razzista e sulla disinformazione. Già a dicembre 2022, European Legal Support Center (ELSC) aveva inviato un reclamo all’Ordine dei giornalisti del Lazio e della Lombardia, segnalando violazioni degli obblighi deontologici di veridicità e accuratezza a cui sono tenuti i giornalisti professionisti.
A novembre 2022, il primo aveva condannato l’operato di Il Tempo e chiesto la rettifica dell’articolo riguardante il caso di Shawan Jabarin. A due anni di distanza, e considerando le due decisioni in essere, l’Ordine dei giornalisti della Lombardia non ha ancora emesso una sentenza, un atto indicativo della scarsa attenzione dei media italiani alle proprie responsabilità di divulgazione.
Cosa vogliamo
Questa battaglia legale mira a ritenere responsabili i media e a sostenere le voci palestinesi. Non solo alcuni media hanno diffamato i palestinesi, ma anche la stampa mainstream italiana è stata accusata di aver riportato informazioni inaccurate sul genocidio in corso a Gaza, sul regime di apartheid coloniale di insediamento di Israele e sulla commissione di crimini internazionali contro il popolo palestinese nel suo complesso. C’è un’urgente necessità di esporre e discutere la qualità delle informazioni in Italia e il diritto di accedere a informazioni imparziali attraverso fonti verificate, affidabili e imparziali.
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