martedì, Settembre 29

I FASCISTI DI CASAPOUND A BOLOGNA 100 ANNI DOPO FANNO PROVE DI SQUADRISMO

“Faccia abbassare gli scudi” dice il dirigente di CasaPound. La trattativa, oltre che con la mafia, lo Stato la fa con il fascismo?

di Redazione

Ieri 10 novembre a Bologna prove di squadrismo in stile 1920 da parte di CasaPound. Ovviamente con il Ministero dell’Interno che, come allora, non vede e non sente e picchia solo a sinistra, prendendo gli ordini da destra.

Bologna è la città medaglia d’oro della Resistenza, ma è anche la città che ha subito la strage per mano fascista più violenta di tutto il periodo ricordato come Strategia della tensione, la strage alla Stazione di Bologna, che fece 85 morti e oltre 200 feriti. Una strage massonico-piduista e atlantico-fascista compiuta in funzione anticomunista. Un preciso segnale che in Italia si doveva cambiare rotta, mandato prima con la strage di Milano alla Banca nazionale dell’agricoltura in piazza Fontana il 12 dicembre 1969 e continuato con l’assassinio di Aldo Moro.

Quello di ieri è un segnale come quello dato alla città di Bologna il 21 novembre 1920 con la strage fascista di Palazzo d’Accursio. Un episodio di inaudita violenza squadrista che si scatenò in Piazza Maggiore quando un nutrito gruppo di squadristi fascisti attaccò la folla riunitasi in occasione dell’insediamento della nuova giunta comunale presieduta dal socialista Enio Gnudi. L’azione squadrista portò alla morte di dieci socialisti e del consigliere comunale liberale Giulio Giordani, oltre che al ferimento di circa sessanta persone.

Il questore Luigi Poli – che aveva incoraggiato e aiutato l’assalto fascista, mentre il prefetto e il comandante dei carabinieri si erano dichiarati contrari – addossò la responsabilità della sparatoria al Partito Socialista e fece arrestare 331 dirigenti e militanti socialisti presenti nel palazzo o nelle piazze.
In serata furono rilasciati quasi tutti, meno una quindicina.
Non un solo fascista fu arrestato, a cominciare da Leandro Arpinati che aveva guidato l’assalto.
Il prefetto – dal momento che Gnudi non aveva avuto la sensibilità né il coraggio di riconvocare il consiglio, per completare la nomina della giunta – nominò un commissario straordinario.
Nelle settimane seguenti – mentre la violenza fascista dilagava nella provincia – il questore fece arrestare decine di dirigenti e militanti socialisti con le accuse più incredibili e inconsistenti. La montatura poliziesca fu sgonfiata dalla magistratura, dalla quale furono prosciolti in istruttoria e liberati, sia pure dopo una lunga detenzione, quasi tutti gli arrestati.

L’inadeguata risposta politica e sociale dei liberali e dei socialisti che seguì, portò nel giro di quattro anni alla fine di quella parziale democrazia esistente in quel periodo in Italia.

Oggi in Italia si stenta, per complicità politica di tutti i partiti della seconda piduista Repubblica, PD compreso, a far rispettare la Costituzione e si permette a criminali fascisti di governare e di manifestare impunemente con la complicità ideologica di personaggi come Giorgio Mulè, politico di Forza Italia, che ha affermato a La7: “Una democrazia deve consentire anche a Casapound di manifestare”.

No! Signor Mulè la Costituzione afferma che: «È vietata la riorganizzazione, SOTTO QUALSIASI FORMA, del disciolto partito fascista». Altro che lasciarli manifestare. Queste sono organizzazioni criminali che oltre a fare le stragi e gli omicidi selettivi fanno anche politica, ma non bisogna dimenticare mai che sono legati a tutte le mafie e le organizzazioni criminali nazionali e internazionali, compresi i trafficanti di esseri umani. In Africa e Medio Oriente organizzano la compravendita di esseri umani e di droga, come le guerre contro i palestinesi, i siriani, gli iracheni. Poi qui da noi organizzano le proteste contro gli immigrati.

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