venerdì, Ottobre 2

GUERRE, PER L’ITALIA CONTO DA 140 MILIARDI IN 4 ANNI

Politica

1 Ottobre 2026

di Nicola Borzi

Il Golfo costa 30 mld, altri 110 impatto di Kiev

Più cannoni, meno burro. Più armi, meno condizionatori. Se si sommano i costi dei due conflitti in Ucraina e Iran, da febbraio 2022 alla fine di quest’anno l’Italia avrà sborsato 140 miliardi, un prezzo sempre più insostenibile.

L’esplosione della guerra nel Golfo Persico, scatenata il 28 febbraio dagli attacchi di Israele e Stati Uniti contro Teheran, ha aperto un nuovo drammatico fronte economico per l’Europa e l’Italia che ha finito per pesare sulle famiglie, spesso già in ginocchio. Tra marzo e agosto a causa del conflitto la Ue ha dovuto sostenere costi netti aggiuntivi per 54 miliardi di dollari solo per le importazioni di gas e petrolio. In questo scenario, il conto per l’Italia ha già raggiunto i 10 miliardi di dollari, mentre l’ufficio studi della Cgia di Mestre stima che entro fine anno l’impatto complessivo su famiglie e imprese italiane toccherà quasi 29 miliardi tra rincari di elettricità, gas e carburanti.

Gli impatti diretti della crisi si scaricano sulle forniture energetiche primarie. A causa delle restrizioni nel passaggio delle navi dallo Stretto di Hormuz, il costo dell’energia elettrica in Italia è balzato del 51,2%, passando da 106,7 euro a 161,2 euro al megawattora (MWh), mentre il prezzo del gas naturale all’ingrosso sulla piazza europea è schizzato fino a 77 euro al MWh. Per le famiglie, le ricadute sono evidenti: il gas naturale distribuito in rete registra un aumento del 27,8%, con milioni di utenti in uscita dal mercato tutelato e nella prospettiva di nuovi aumenti a due cifre, e la benzina e il diesel alla pompa hanno toccato record assoluti, con il gasolio sulla rete autostradale arrivato a sfiorare anche i 3 euro al litro prima degli interventi degli ultimi giorni. Tradotto in termini di bollette degli italiani, questo significa un aggravio medio diretto di 153 euro all’anno per l’elettricità e di 477 euro all’anno per il gas.

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L’ondata d’urto dell’energia si trasmette all’inflazione generale (come spiega l’articolo in alto), colpendo duramente anche il carrello della spesa. L’aumento dei costi di produzione e trasporto ha provocato rincari a doppia cifra su molti beni alimentari di largo consumo, in particolare per gli ortaggi e la frutta. Complessivamente, le analisi di Assoutenti indicano per ogni famiglia italiana un maggior costo potenziale di 926 euro all’anno, mentre a livello europeo le stime indicano rincari medi familiari compresi tra 375 e 1.750 euro annui. In Italia, nei casi peggiori, il rincaro complessivo per nucleo familiare potrebbe però sfiorare addirittura i 2.270 euro.

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Questi aumenti si abbattono su un tessuto sociale già fortemente indebolito. Da decenni, infatti, i salari e gli stipendi delle famiglie italiane continuano a ristagnare. Secondo i dati forniti dall’Ocse, in Italia all’inizio del 2026 le retribuzioni reali (cioè al netto dell’inflazione) risultavano inferiori del 6,1% rispetto a quelle del primo trimestre del 2021, segnando il calo più ampio e significativo tra tutte le principali economie dei Paesi aderenti all’organizzazione. Un’emergenza strutturale confermata dal bilancio di lungo periodo: dal 1990 al 2024 le retribuzioni reali dei dipendenti italiani sono diminuite dell’1,6%, mentre nello stesso arco temporale quelle medie dei Paesi Ocse sono salite del 35%.

A questa nuova emergenza si sommano poi i costi mai riassorbiti della guerra in Ucraina. Per sostenere Kiev, dal 2022 la Ua tra aiuti finanziari, militari e accoglienza dei profughi ha stanziato in totale circa 330 miliardi, di cui oltre 220 in aiuti diretti e 77,9 in stanziamenti per la difesa di Kiev. Per l’Italia, l’impatto finanziario ed energetico della guerra in Ucraina è stato stimato tra gli 85 e i 110 miliardi, dei quali 76,3 miliardi spesi in più in tre anni per la sola bolletta energetica sul fronte del gas, dopo lo stop al metano russo. Rispetto a prima dell’attacco di Mosca contro Kiev, le famiglie italiane hanno dovuto farsi carico di rincari medi pari a circa mille euro l’anno tra energia e spese correlate.

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