lunedì, Giugno 8

GRAN BRETAGNA, LA SOSTITUZIONE DELLA TEORIA DELLE CLASSI CON QUELLA NAZISTA DELLE MOLTITUDINI

di Redazione

È sempre più evidente che la società capitalista sta trasformando il pianeta in una landa desolata, anche se nonostante enormi difficoltà si fa strada tra queste rovine il bisogno di un mondo più giusto ed egualitario, il bisogno di andare oltre il capitalismo e i suoi valori. Ma queste aspirazioni vengono deviate dagli uomini del grande capitale, aggregati gerarchicamente in strutture ai più sconosciute, e inseriti nel mondo della cultura e dei media con lo scopo di diffondere i germi di quella cultura reazionaria e nichilista che va sotto il nome di rivoluzione conservatrice, madre di tutta la destra europea.

Sono almeno cinquant’anni che il grande capitale finanziario ha messo in atto una pressante operazione culturale con lo scopo di smantellare il pensiero e la critica marxista: si è servito della sua ragnatela massonica e dei filosofi pensiero-debolisti, dei maître à penser soggettivisti operaisti; il tentativo è stato sostenuto dai loro organi di stampa, dalle loro riviste, dal pseudo-riformismo. Il sistema mediatico dei poteri forti ha teso a introdurre nelle classi subalterne filosofie e modelli di pensiero conservatori e reazionari come quelli di Nietzsche, Heidegger, Schmitt, Junger e Keynes.

Questo pensiero della destra radicale nazional-rivoluzionaria ha lo scopo di eliminare ogni analisi di tipo economico e identità di classe e diffondere concetti indistinti come moltitudine, folla, comunità di destino per portare larghi strati di popolazione a comportamenti nichilisti-individualisti funzionali allo sviluppo di un progetto che vede l’utilizzo dell’irrazionalità nella politica come elemento portante delle nuove dinamiche consenso/dissenso, tutte interne alle varie ipotesi che il sistema capitalistico è in grado di offrire. 

Queste ipotesi sono molteplici: dall’anarchia al fascismo, al nazismo, al leghismo, al riformismo senza riforme. Ma lo scopo sul lungo periodo è quello di costruire, in sintonia con l’acuirsi delle contraddizioni tra Europa, Usa e Asia, le condizioni culturali e psicologiche per l’accettazione da parte degli strati sociali subalterni della necessità della guerra.

Il capitalismo sta ridefinendo le proprie gerarchie e la guerra accentuerà questo processo, il suo potere distruttivo creerà le basi della ricostruzione che allontanerà la crisi del sistema.

Al capitalismo imperialista per realizzare i suoi scopi serve un tipo di umanità infantile, incapace di progettare un vero cambiamento in quanto preoccupata solo del soddisfacimento dei suoi bisogni indotti e primari.

In ogni realtà nascono movimenti che non pongono la questione di fondo: è riformabile il sistema capitalistico? Il modello sociale esistente che mercifica gli uomini è sostituibile? E con cosa? Oggi più si vede che il sistema capitalistico fa schifo e meno si parla di comunismo, non vi sembra strano? Addirittura non si trovano più case editrici che parlano di questi argomenti, Marx è bandito, mentre fioriscono e vengono rimessi in circolazione pensatori della destra radicale, accreditati come appertenenti alla sinistra, con lo scopo di costruire quell’humus culturale e quel senso comune nazionalnichilistico, funzionale ai bisogni dei vari imperialismi.

Per fare la guerra ci vuole l’incultura adeguata.

Rilanciamo l’ottimo articolo di REMOCONTRO sugli scontri razzisti in Gran Bretagna per capire cosa e chi li ha determinati.

‘Riots’, tumulti violenti anti migranti nelle periferie britanniche

Un’altra estate di ‘riots’ nella sempre meno Grande Bretagna. Nel 2011 fu il proletariato urbano nero che gridava la propria emarginazione, in questi giorni è la povertà bianca di provincia, razzista e fascista a urlare contro l’«altro» rappresentato dal migrante, soprattutto quello musulmano. ‘Riots’ islamofobici favoriti da una falsa notizia ‘online’ secondo cui il sospettato accoltellatore che ha ucciso tre ragazze a una lezione di danza per bambini a Southport lunedì scorso, era un migrante musulmano.

L’estrema destra fascista e razzista britannica

Sei giorni ormai di violente proteste anti immigrazione in diverse parti del Regno Unito con centinaia di partecipanti, con più di 420 arresti, di cui oltre 150 solo durante gli scontri con la polizia dello scorso fine settimana. I principali gruppi di estrema destra britannici hanno usato come pretesto l’uccisione di tre bambine lunedì scorso a Southport per condurre una campagna di disinformazione online – sostenendo falsamente che il diciassettenne accusato del pluriomicidio fosse arrivato nel paese con un barcone (invece è nato in Galles) – e far degenerare eventi pacifici, come le veglie funebri organizzati in molte città.

Un problema per il governo

«Quelli che hanno partecipato a queste violenze sentiranno tutta la forza della legge». «Tutte le persone di buon senso dovrebbero condannare questo tipo di violenza». Sono alcune delle dichiarazioni del primo ministro laburista Keir Starmer, alla prima seria crisi interna affrontata da un mese è al potere. I disordini, oltre Londra, hanno coinvolto tutta la provincia: a Belfast, nell’Irlanda del Nord, a Bristol nel sud-ovest dell’Inghilterra, e in numerose città delle Midlands e del nord. Peggio domenica a Rotherham, città afflitta da tensioni razziali a seguito di un brutto scandalo di sfruttamento sessuale di minori e di insabbiamento che ha coinvolto un gruppo di britannico-pakistani negli anni Duemila, Una storiaccia su cui i media di destra hanno soffiato oggi, annota Leonardo Clausi sul Manifesto.

Le responsabilità di Nigel Farange

I gruppi dei violenti sono stati istigati anche dalle dichiarazioni di alcuni politici di Reform UK, l’ultimo partito sovranista di Nigel Farage che ha fatto eleggere cinque deputati alle elezioni di un mese fa. Gli esperti di estremismo politico britannico hanno concluso che l’estrema destra, che ha un numero di militanti poco consistente, non ha organizzato direttamente le proteste, ma si è infiltrata in quelle nate a livello locale. Le proteste hanno inoltre mostrato qual è l’attuale struttura dell’estrema destra, documenta con attenzione il Post. Destra para fascista dispersa in una serie di fazioni, ma aggregata attorno ad alcuni leader che comunicano come ‘influencer’ e fanno attivismo politico sui social network.

‘English Defence League ‘

Il poco che resta dell’English Defence League (EDL), il gruppo di estrema destra a cui la polizia ha attribuito un ruolo decisivo negli scontri nella zona della drammatica vicenda. La vice prima ministra dei Laburisti, Angela Rayner, aveva ipotizzato di mettere fuori legge l’EDL, ma il gruppo -almeno nella sua forma iniziale-, non esiste più da anni. Fondata nel 2009, l’EDL ha raggiunto i maggiori consensi tra il 2010 e il 2013 prima di sparire, di fatto, dopo una serie di episodi gravissimi: nel 2011 due suoi sostenitori furono condannati perché stavano pianificando un attentato in una moschea, ed emerse che il gruppo aveva legami con Anders Behring Breivik, il responsabile della strage di Utøya, in Norvegia, che uccise 77 persone.

Fascismo Online via X di Musk

Nel 2017 a una marcia dell’EDL si presentarono solo sei persone e il gruppo venne considerato finito. Da allora il suo leader, Stephen Yaxley-Lennon, anche noto come Tommy Robinson, si è dato all’attivismo online: oggi ha 800mila followers su X, dopo che la piattaforma passata a Musk, gli ha riattivato il profilo, che nel 2018 Twitter aveva sospeso per incitamento all’odio. BBC News ha scritto che, anche se l’EDL non esiste più formalmente, «le sue idee di base – in particolare l’opposizione all’immigrazione illegale, mescolata a un odio prevalentemente diretto ai musulmani – sono ancora vive e vegete, e diffuse largamente tra i simpatizzanti online».

Falsità a incitare alla violenza

Dopo l’accoltellamento di Southport, Yaxley-Lennon ha pubblicato un video in cui diffondeva falsità sul diciassettenne accusato del pluriomicidio: la principale era che fosse arrivato nel Regno Unito con un barcone. Il video di Yaxley-Lennon, che la settimana scorsa ha lasciato il Regno Unito per non presentarsi all’udienza di un processo in cui è coinvolto, è stato visto più di un milione di volte. Le stesse teorie sono state amplificate su internet dagli altri attivisti di estrema destra britannici. Tra loro Matthew Hankinson, un ex membro del gruppo neonazista National Action, sciolto dopo essere stato dichiarato organizzazione terroristica nel 2016.

National Actions e Patriotic Alternative

Hankinson, che ha scontato sei anni di carcere per la sua militanza in National Action, è andato a Southport e ha iniziato a pubblicare sui social dei video in cui denunciava la presunta «oppressione della polizia ai danni dei manifestanti pacifici preoccupati per l’assassinio di bambine bianche». Altro gruppo minoritario – Patriotic Alternative, il cui leader è David Miles – ha invocato proteste nazionali. Nonostante il gruppo sia meno noto, il suo slogan Enough is Enough (“quando è troppo è troppo”) è stato citato più di 60mila volte solo su X. Poche ore dopo l’accoltellamento, poi, su Telegram è stato creato un canale: inizialmente era rivolto alla comunità di Southport, poi gli attivisti di estrema destra l’hanno riempito di falsità e messaggi polarizzanti.

Centro di ricerca antirazzista britannico

Secondo Hope not Hate, centro di ricerca antirazzista britannico, le proteste hanno mostrato la struttura dell’estrema destra: «Non c’è un organizzatore centrale. […] Se i fatti di Southport sono stati l’innesco, molti degli eventi esprimono una ostilità al multiculturalismo, un pregiudizio anti-islamico e anti-migranti, e viscerali sentimenti populisti anti-establishment». L’estrema destra britannica è cambiata durante gli anni della pandemia, spiega una ricerca della London School of Economics and Political Science. Gruppi come quello di Yaxley-Lennon si sono spostati su teorie cospirazioniste. Dalla “Grande sostituzione” (Great Replacement), secondo cui gli immigranti prenderanno il posto degli europei bianchi, al ‘Grande Reset’, in cui una fantomatica “élite globalista” controllerebbe il mondo.

Conservatori a perdersi

Discorsi xenofobi come quelli della prima EDL hanno nel tempo trovato un certo spazio nelle istituzioni. Per esempio l’ex ministra dell’interno dei Conservatori, Suella Braverman, parlò degli sbarchi attraverso il canale della Manica come di un’«invasione». La settimana scorsa, Farage aveva rilanciato sui social le teorie complottiste sull’accoltellamento di Southport, chiedendosi se la polizia «stesse nascondendo qualcosa» sull’identità. Negli anni del Covid-19, l’estrema destra britannica ha sposato posizioni no-vax e oggi accusa il governo Laburista di reprimere le manifestazioni in modo autoritario.

Rispondi

Scopri di più da l'Unità2

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere