giovedì, Agosto 27

GLI OLIGARCHI USA METTONO DAZI ALLA CINA DEL 104%

di Redazione

Il fascismo angloamericano getta la maschera, vuole la guerra mondiale per la terza volta. Cosa faranno le pedine dell’imperialismo Usa nei governi e nelle opposizioni europee, davanti ai dazi al 104% nei confronti della Cina? Faranno gli interessi dei popoli europei? Acquisteranno armi e prodotti statunitensi?

Bisogna cacciare dai governi e dalle finte opposizioni tutti i filo oligarchi Usa e ridisegnare il profilo democratico dell’Europa che va dal Portogallo a Vladivostok e aiutare il popolo degli Stati Uniti a liberarsi dei propri sfruttatori. Bisogna rilanciare l’internazionalismo proletario contro le disumane politiche massocapitaliste che stanno annientando il popolo palestinese.

La guerra alla Cina dimostra che il libero mercato è una balla spaziale. Che il mercato capitalistico si basa solo sulla forza e i ricatti. Che la democrazia liberale, di cui gli Usa dicono di essere i principali sostenitori, è la maschera che serve a nascondere la vera natura del capitalismo che ha nei momenti di crisi il nazifascismo e la guerra come unici obiettivi per risolvere le sue contraddizioni. La forza dei massocapitalisti deriva dall’esistenza del lavoro salariato e dalla conseguente circolazione monetaria. Ci sembra giunto il momento, visti i pericoli che stiamo correndo, di pensare ad un mondo, come diceva Karl Marx in Salario prezzo e profitto, senza lavoro salariato, mettedo al posto del valore di scambio, che genera la mercificazione degli esseri umani, il valore d’uso, tramite l’utilizzo dell’ora di lavoro come parametro universale per avere beni e servizi. Togliere dalla circolazione il dio dei massocapitalisti, il denaro, crea le condizioni materiali per una vera eguaglianza tra esseri umani, qualsiasi lavoro si svolga e genera solo politiche sociali positive, compatibili con la natura e di pace.

La Cina, che da quando è governata dai comunisti non ha mai invaso e dichiarato guerra a nessuno e si è solo difesa, ha fatto bene a rispondere con determinazione alla provocazione statunitense dei dazi al 104% che scatteranno da oggi 9 aprile, quando entreranno in vigore per tutti gli altri paesi, i criminali dazi aggiuntivi. Pechino ha già pronte diverse e adeguate risposte all’attacco Usa. Il ministero del Commercio ha avvisato che “la Cina non accetterà mai la natura ricattatoria dei dazi Usa e considera le minacce una scelta politica piena di continui errori”. Il ministro ha poi rincarato le critiche: “Se gli Stati Uniti continueranno sulla loro strada, allora Pechino lotterà fino alla fine”. Seguito da un altro duro attacco da parte del dirigente Li Qiang: Si tratta di un tipico atto di unilateralismo, protezionismo e prepotenza economica””, che in una telefonata con la presidente del Consiglio Ue Ursula von der Leyen ha anche assicurato che Pechino “”ha sufficienti strumenti di politica economica di riserva per tutelarsi del tutto da influenze esterne avverse””.

 

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