

11 Settembre 2026
di Ennio Remondino
Dopo quell’11 settembre, la brusca sterzata verso un regime di sorveglianza che sta raggiungendo il suo culmine nella rappresentazione di una società tecno-autoritaria di Trump. Da 25 anni, nel nome della lotta al terrorismo, dispositivi di sorveglianza sempre più pervasivi vengono autorizzati anche in evidente violazione di leggi di democrazia
‘Patriot Act’ a convenienza
Allora, assieme ai poteri speciali del presidente per perseguire i «nemici esterni», nacquero nuove regole di cooperazione fra le agenzie di intelligence ma anche poteri di sorveglianza senza precedenti. Alcuni importanti dettagli da Luca Celada sul Manifesto. Nel 2001, la National security agency dà il via alle intercettazioni di telefoni statunitensi in collegamento con numeri esteri in paesi dove «esistono note organizzazioni terroriste». L’operazione, nome in codice di ‘Stellar Wind’, continuerà da allora a crescere sotto le amministrazioni Bush ed in seguito Obama, sempre nel nome della guerra al «terrore islamico». «Una dozzina di anni dopo, le rivelazioni di Edward Snowden, esporranno l’estensione dei programmi di sorveglianza di massa che erano continuati a crescere per oltre 10 anni in una gigantesca rete a strascico di dati e metadati personali.
Dall’11 settembre ad oggi, il Boom
Ma l’anti Al Qaeda di allora impallidisce al confronto con il «sodalizio tecno-securitario fra gli odierni regimi autoritari ed il complesso data-industriale». Se nel 2001 il dibattito su privacy e diritti era stato bypassato con la scusa dell’antiterrorismo, l’attuale accelerazione sembra averlo interamente rimosso dalla sfera pubblica sottraendolo alla politica per consegnarlo in mano ai signori della tecnologia, con la semplice preghiera di non esagerare o almeno di non farsene accorgere troppo. Ma i ‘neoreazionari’ di Silicon Valley, arroganti e vanitosi, ora pienamente coperti dal regime Trump, proclamano apertamente, come Peter Thiel, che la democrazia è «incompatibile con la libertà». E nel vuoto normativo, formulano politiche sulla privacy come fossero loro legittime strategie aziendali.
Futura guerra mondiale aziendale
Alex Karp, attuale Ceo di Palantir, dichiara che «una guerra su larga scala tra alcune delle grandi potenze mondiali sembra ormai solo questione di tempo», ricorda ancora Celada. «La nostra azienda è qui per servire il popolo americano. E la mia idea di servizio è che i soldati siano più felici, che i nemici abbiano paura e che gli americani conservino la certezza del nostro dominio tecnologico. E vinceremo su tutti i fronti». L’anno scorso al World summit di Dubai un altro oligarca Maga, Larry Ellison, padrone di Oracle, ha fatto l’elogio del «panopticon tecno-autoritario». «Con le telecamere registreremo costantemente tutto ciò che accade e la polizia si comporterà al meglio». Garrett Langley, di Flock Safety, ha sostenuto la necessità per gli americani di «accettare un compromesso fra privacy e sicurezza».
Complesso di ‘sorveglianza e controllo’
Dettagli su come il complesso industriale di sorveglianza usa i dati. Appalti pubblici, senza supervisione o dibattito parlamentare, a società ideologicamente allineate alle destre securitarie. Alla Palantir di Thiel e Karp, ad esempio, è stato affidato il sistema di raccolte e analisi incrociate di dati sui «clandestini» da rimuovere, un sistema capace di integrare database di tutte le agenzie di immigrazione più quelle dell’agenzia delle entrate (Irs), motorizzazione (Dmv) e sanità (Hhs), in un sistema operativo per la «remigrazione». «Palantir sarà una delle aziende in prima linea nella difesa della civiltà occidentale», ha affermato ancora Karp. «Non possiamo permettere che vi sia parità. I nostri avversari non hanno i nostri scrupoli morali».
Esportazione di democrazia
L’apparato è estendibile anche alle operazioni di voto. L’Ice sta per indire un bando a fornitori privati per una banca dati nazionale di elettori. Nel mondo di Karp, da Vance, Rubio e Trump, «l’intelligenza artificiale e la capacità di applicarla ai teatri di guerra determinerà valori, norme, leggi e lo spirito in cui queste saranno imposte attorno al globo». Tutti, noi compresi. L’azione contro il collettivo ‘Autistici/Inventati’ prova che il regime Usa ha adottato i sistemi di guerra asimmetrica prima attribuiti all’«interferenza russa». «In questo contesto ogni protezione di privacy e autonomia di dati personali è da ritenersi illusoria. Lo stato di eccezione nel nome della guerra ai nemici esterni è stato usato per la sospensione dei diritti dei migranti, e non può che preludere a passi successivi».
Sempre e solo caccia al dissenso
Lo hanno appreso dolorosamente i cittadini di Minneapolis e altre città Usa, di cui gli avanguardisti fascisti dell’ICE conoscevano nomi, indirizzi e connotati biometrici, lo hanno ugualmente imparato i richiedenti asilo e i turisti con visto interdetto dopo l’analisi di opinioni postate sui social. (Addio America messo nel conto da chi scrive). «Il maccartismo potenziato dalla Ai oggi negli Usa Maga è una realtà», avverte Celada. «L’attuale attacco coordinato a militanti, Ong, ‘Antifa’ e ‘internazionale comunista’, è opera di una ‘parteneship’ pubblico-privata in cui spariscono le delimitazioni fra intelligence governativa, propaganda, e diffamazione, come quelle fra commercianti di dati, influencer e regime».
Un regime ‘proto-autoritario’ che non si manifesta con parate militari o slogan brutali, ma opera attraverso la burocrazia invisibile della prevenzione permanente del post 11 settembre.