

24 Agosto 2026
di Remocontro
Un No a nuove elezioni chieste del suo ex ministro della Difesa Fedorov, che aveva licenziato a luglio, che alla fine svela più di qualsiasi dichiarazione sulla situazione di un Paese semidistrutto dalla guerra e segnato da insanabili divisioni interne e dalla corruzione che ormai coinvolge i suoi stessi vertici.
Elezioni pericolose?
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha risposto per la prima volta al suo ex ministro della Difesa, Mychajlo Fedorov, che aveva chiesto di organizzare nuove elezioni nel paese, escludendo questa possibilità in modo categorico. Zelensky ha detto che organizzare elezioni durante la guerra in corso porterebbe «alla distruzione dell’Ucraina». Ha aggiunto che la sua priorità è di far finire la guerra in corso e preservare l’indipendenza dell’Ucraina, e che le elezioni sarebbero «uno tsunami per lo stato, che spaccherebbe l’Ucraina».
Guerra continua e lui presidente
Le ultime elezioni furono nel 2019, e vinse per l’appunto Zelensky: normalmente avrebbero dovuto essere organizzate nel 2024, ma l’invasione russa del 2022 e l’imposizione della legge marziale le hanno rese impossibili –dice la presidenza-, sino ad oggi. Fedorov, che è stato rimosso dal suo incarico a luglio da Zelensky, aveva chiesto di organizzare nuove elezioni poco dopo essere stato rimosso, sostenendo che siano necessarie per «ristabilire un processo pienamente democratico anche nel mezzo di una lunga guerra». Richiesta sostenuta da larga parte della popolazione in piazza.
Difficili elezioni di guerra
È estremamente raro che un paese in guerra organizzi elezioni. Zelensky ha detto che organizzare elezioni in questo momento non sarebbe fattibile, dal momento che – tra le altre cose – milioni di cittadini ucraini sono fuori dal paese, bisognerebbe cercare un modo di far votare le centinaia di migliaia di soldati ucraini che si trovano al fronte, e che poi ci sarebbe il rischio di bombardamenti e attacchi russi durante il voto. Ha anche criticato Fedorov, sostenendo che «si stia muovendo o stia venendo spinto verso cose sbagliate». Ogni parte sospetta l’altra d’essere burattino di qualcuno, tra Europa e Stati Uniti.
Fedorov presidente in pectore
Fedorov è molto popolare. È abbastanza giovane (ha 35 anni), e come ministro aveva iniziato a modernizzare il modo in cui l’esercito ucraino combatte: un cambiamento che aveva portato a colpi importanti contro Mosca. Zelensky aveva deciso di rimuoverlo come parte di un più ampio rimpasto di governo, dopo che Fedorov e il capo delle forze armate, Oleksandr Syrskyi, avevano iniziato a scontrarsi sulla conduzione della guerra che rimaneva nei fatti, perdente. Migliaia di persone avevano manifestato contro la sua rimozione. Zelensky aveva poi deciso di rimuovere anche il generale Syrskyi.
Droni senza missili intercettori
Lo scontro tra Zelensky e Fedorov sta avvenendo in un momento in cui la Russia ha intensificato gli attacchi contro l’Ucraina, riuscendo a fare più danni anche per il fatto che l’Ucraina ha quasi finito i missili intercettori che le servono per difendersi. Da qui la richiesta reiterata di Zelensky soprattutto verso gli Stati Uniti di nuovi missili Patriot che Washington ha usata abbondantemente in Medio Oriente e Iran e che ora scarseggiano per la sua stessa difesa. Resta l’Unione Europea che cerca un ruolo. Von der Leyen: “Dall’Ue 6,1 miliardi a Kiev per la difesa aerea, missili e radar”.
Oggi indipendenza e Volenterosi a Kyiv
Intanto oggi, diversi politici europei saranno a Kyiv per partecipare ai festeggiamenti per il trentacinquesimo anniversario dell’indipendenza. È anche previsto che i leader di diversi paesi occidentali che sostengono l’Ucraina partecipino a un incontro da remoto, presieduto dal presidente francese Emmanuel Macron, dal cancelliere tedesco Friedrich Merz e dal primo ministro britannico Andy Burnham, per discutere di come continuare ad aiutare il paese. Volenterosi con soldati d’altri in trincea a farsi uccidere.