

27 Settembre 2026
di Antonio Cipriani
Il problema paradossalmente non è rappresentato dalla fascisteria capitalista genocidaria internazionale, con diramazioni nazionali. Loro ce l’hanno nell’indole la sopraffazione, la rapina, l’ingiustizia sociale, la devastazione ambientale, il non rispetto dei diritti, la soppressione fisica dell’avversario (chi a partire dalla culla, chi invece si accontenta di reprimere chi si oppone).
Ovviamente il problema non è neanche nella popolazione di tutto il mondo che quotidianamente e attivamente si batte contro il genocidio, per porre un argine alla distruzione della natura a causa del profitto efferato, al razzismo dilagante, alle guerre massima espressione di potere di un sistema ricchissimo, potentissimo, ottuso e arrogante che ci sta conducendo alla distruzione.
Il problema risiede in quella zona grigia che potremmo definire genericamente “degli indifferenti”, che sono divisi in due categorie.
La prima categoria è vastissima e drammatica. Quelli che ignorano, che seguono le tv e i social, che non sanno, non conoscono, sono stati da decenni privati di strumenti critici; quelli che non sanno decifrare un testo scritto in italiano più complesso di uno slogan scemotto, quelli che non sono più in grado di capire ciò che è giusto e ciò che non lo è, neanche in relazione ai propri interessi spiccioli. Quelli che festeggiano se i ricchi non pagano le tasse, e loro non hanno i soldi per arrivare a fine mese; che si sbigottiscono di fronte al moltiplicare della potenza economica di farabutti in combutta con i peggiori criminali, e per avere una Tac aspettano un anno.
La seconda categoria, penosa, riguarda quell’area popolata da persone di cultura (per così dire…), da intellettuali e giornalisti, da politici e da quelli che tendenzialmente, e per piccoli interessi di bottega, non vedono, non ascoltano, non parlano, rifugiandosi in mille moine di giustificata efferatezza per appoggiare nei fatti, senza farlo ufficialmente, la fascisteria. Quelli che indossano, volenti o nolenti, la camicia nera culturale e che con una certa fierezza mediatica si fingono oppositori non essendolo. Eleganti, stanno dalla parte di chi conta, fosse anche un genocida o un criminale di guerra. E se proprio non stanno da quella parte, fingono che il problema sia il traffico.
Notizieguerra Ucraina
Guardatevi intorno. Qualcosa dovremo pur fare prima che ritengano giusto metterci un chip per comandare a bacchetta anche i nostri sogni.
Prendetevi del tempo, distogliete lo sguardo dagli schermi. Decifrate ciò che accade senza abboccare agli ami mediatici. Questi i primi passi, complicatissimi, visto che il sistema informativo e comunicativo è in buona parte padronale. E si vede.
Disertare, il primo passo. E resistere. La storia ce lo insegna.