giovedì, Aprile 9

DALLE UNIVERSITA’ SPAGNOLE UN SEGNALE FORTE CONTRO IL GENOCIDIO DEI PALESTINESI: BASTA COLLABORARE CON LE UNIVERSITA’ D’ISRAELE

di Redazione

La lotta contro il genocidio dei palestinesi comincia a far vedere i suoi frutti, le settantasette università spagnole hanno deciso di chiudere la collaborazione con le universitè d’Israele. Questa importante decisione ha fatto smuovere altre università come l’irlandese del Trinity College di Dublino, le cinque università della Norvegia, l’Università di Cambridge in Inghilterra ha visto l’adesione di ben millesettecento tra professori e studenti ad una petizione per porre fine a qualsiasi complicità nella guerra d’Israele a Gaza. Alla iniziativa hanno aderito il gruppo studentesco Ebrei di Cambridge per la Palestina.

Stessa adesione alla lotta contro il genocidio negli Stati Uniti dove l’Università della California Riverside ha deciso di rimuovere i suoi fondi dalle aziende produttrici di armi e i suoi programmi di studio con Israele. Una posizione tesa a disinvestire i loro fondi con università israeliane l’hanno tenuta la Northwestern University e l’Evergreen State College.

Anche dall’Italia il segnale politico di porre fine al genocidio dei palestinesi è raccolto dalle nostre università, da Torino e Milano, passando per Padova, Pavia, Bologna, Pisa e Firenze. Ma anche al Sud le proteste degli studenti si fanno sentire come a Bari e Napoli.

Cosa chiedono studenti e ricercatori delle università italiane: di vietare la partecipazione al bando MAECI e ispirare le attività di ricerca e insegnamento al rispetto dell’articolo 11 della Costituzione che «ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali»

A marzo il senato accademico dell’università di Torino ha approvato una mozione che vieta la partecipazione al bando MAECI, accogliendo in parte le richieste fatte da alcuni collettivi e associazioni studentesche che chiedevano di sospendere tutti i 9 accordi di collaborazione tra l’università di Torino e le università israeliane. Sottolineando la necessità di ispirare le attività di ricerca e insegnamento al rispetto dell’articolo 11 della Costituzione che «ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Anche il senato accademico della Scuola Normale Superiore ha approvato una mozione simile a quella di Torino e nella quale chiedeva di riconsiderare il bando.

A Bari, a seguito delle proteste degli studenteschi, il rettore ha annunciato le dimissioni dal comitato scientifico della Fondazione Med-Or, una società produttrice di armi legata al gruppo Leonardo Spa. A seguito delle dimissioni del rettore è prevista una seduta straordinaria del senato accademico per discutere di quell’accordo.

Come si vede Gaza e i palestinesi non sono soli nonostante i governi filosionisti, in particolare quelli occidentali, facciano di tutto per far continuare il genocidio.

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