giovedì, Settembre 3

DAL GAS DEL LEVANTE AI. RESORT IN SALENTO: LA STRATEGIA ISRAELIANA NEL MEDITERRANEO CHE UE E ITALIA NON VOGLIONO VEDERE

Mondo

Nel seguente contesto l’Europa appare soltanto spettatrice senza voce in capitolo

di Samuele Lucia

Nel Mediterraneo orientale si consuma una riorganizzazione strategica di portata continentale che i governi europei, e in particolare quello italiano, preferiscono liquidare con formule di circostanza. Non parliamo soltanto di giacimenti di gas o di esercitazioni navali; è il chiaro tentativo da parte di Israele di consolidare un corridoio di influenza energetica, militare e immobiliare che dal Levante arriva fino alle coste pugliesi e siciliane.

Chi oggi parla di stabilità mediterranea senza collocare al centro questo processo omette il nodo più rilevante. Israele ha edificato in pochi anni un asse operativo con Grecia e Cipro che trascende la diplomazia energetica. Vertici trilaterali, programmi di cooperazione militare, esercitazioni congiunte e condivisione di intelligence proteggono le piattaforme di Leviathan e Tamar e assicurano rotte alternative verso l’Europa.

Il gas israeliano alimenta già gli impianti di liquefazione egiziani. Progetti come l’EastMed e il corridoio Imec delineano una geografia costruita deliberatamente per escludere la Turchia. Quasi l’intero commercio estero e i cavi sottomarini vitali di Tel Aviv transitano da queste acque: la proiezione non è più soltanto difensiva, ma strutturale.

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