
Mondo
11 Settembre 2026
Un colpo durissimo per l’Arabia Saudita, che dopo la chiusura di Hormuz aveva dirottato proprio su quel tratto gran parte del trasporto del suo petrolio. L’offensiva lampo dei ribelli è durata 18 ore. Attacchi di Riyad su Mocha. Onu: “Preoccupati per la libertà di navigazione”

Lo stretto di Bab al-Mandeb finisce nelle mani degli Houthi, che puntano così a strozzare uno dei corridoi più importanti per l’economia mondiale, insieme a quello di Hormuz. Un colpo durissimo per l’Arabia Saudita, che dopo la chiusura di Hormuz aveva dirottato proprio su quel tratto gran parte del trasporto del suo greggio. I corrispondenti di Al Jazeera presenti sul posto riferiscono che la milizia yemenita sostenuta dall’Iran è riuscita a conquistare l’ultimo tratto della costa sul Mar Rosso, al termine di un’offensiva lampo durata 18 ore, e ora detengono il pieno controllo dell’intero litorale del Mar Rosso. In risposta le forze militari saudite hanno effettuato due raid aerei sull’aeroporto di Mocha.
Con le forze governative già ritiratesi da Mocha, scrive al Jazeera, i combattenti Houthi hanno incontrato scarsa resistenza nell’avanzata verso sud, “conquistando Dhubab e poi Murad, l’ultima città costiera ancora nelle mani del governo”. Le forze navali hanno poi proseguito l’avanzata in mare aperto, conquistando l’isola di Mayyun nello stretto di Bab el-Mandeb e aprendo la strada verso l’isola di Zuqar, dove gli scontri sono ancora in corso. Anche la France Presse conferma che i ribelli yemeniti sostenuti dall’Iran hanno completato il controllo dell’area di Bab al-Mandeb. Le forze navali hanno poi proseguito “l’offensiva in mare, conquistando l’isola di Mayyun nello stretto di Bab al-Mandeb e aprendo la strada con la forza verso l’isola di Zuqar, dove gli scontri sono ancora in corso”. Secondo testimoni citati dalla Afp, lungo la costa si nota “il dispiegamento di mezzi e forze militari”. Inoltre, secondo i media israeliani, immagini satellitari mostrano del fumo nelle vicinanze dell’oleodotto Est-Ovest dell’Arabia Saudita. Al momento però né la monarchia, né il colosso petrolifero Aramco hanno dato conferma di incidenti.
Bab el Mandem non è una via marittima secondaria: collega il Mar Rosso al Golfo di Adene e prima della crisi da lì transitavano il 12% del commercio mondiale e il 5% del mercato petrolifero globale. E dopo l’attacco congiunto Usa-Israele contro l’Iran e la battaglia per il controllo di Hormuz, lo stretto ha moltiplicato il valore strategico. La preoccupazione a Riyad e nel golfo è alta. Secondo alcuni retroscena pubblicati da Axios, nelle scorse ore il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha chiamato due volte il presidente americano Donald Trump, esortandolo a lanciare attacchi contro gli Houthi, nelle stesse ore in cui il gruppo stava conquistando la città portuale di Mocha sul Mar Rosso. Trump, riferiscono due funzionari Usa ascoltati dalla testata, ha detto no e si è rifiutatodi intraprendere azioni militari sul Mar Rosso, alimentando così anche quel fronte. L’amministrazione non avrebbe in programma di intervenire direttamente contro gli Houthi, ma uno di loro ha aggiunto che l’amministrazione fornirà all’Arabia Saudita informazioni di intelligence sugli Houthi e dati per l’individuazione degli obiettivi.
L’inviato speciale delle Nazioni Unite, Hans Grundberg ha detto che l’offensiva degli Houthi solleva “serie preoccupazioni” circa i rischi per la libertà di navigazione. Grundberg ha riferito inoltre che i combattimenti sono sempre più intensi. Dall’inizio del mese, gli scontri tra gli Houthi e le forze governative si sono estesi da Taiz e Hodeidah a Marib, Al-Jawf e Al-Bayda e civili sarebbero rimasti uccisi in diverse province, mentre i bombardamenti contro i campi profughi di Marib avrebbero causato la morte di bambini e distrutto i rifugi. “La questione che ora si pone alla comunità internazionale non è più se la guerra in Yemen riprenderà, ma come rispondere a una nuova fase, più pericolosa”, ha avvertito Grundberg che ha esortato il Consiglio di Sicurezza a impegnarsi per impedire che il conflitto si estenda oltre i confini dello Yemen.
Il controllo dello Stretto è una carta formidabile per la milizia sciita e per Teheran che ha giocato un ruolo fondamentale nell’avanzata di questi giorni e che ora può utilizzare la leva del Mar Rosso contro il blocco Usa su Hormuz. Non a caso Mohammad Mokhber, consigliere della Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, ha elogiato gli Houthi per la “vittoria schiacciante” nel Mar Rosso. “La potenza dell’Iran nello Stretto di Hormuz e la determinazione della resistenza locale hanno spinto gli Stati Uniti e i loro alleati in una situazione di stallo tattico e strategico”, ha scritto su X. Intanto l’Ufficio politico degli Houthi ha voluto mandare rassicurazioni alla comunità internazionale, garantendo che il commercio e la libertà di navigazione nel Mar Rosso e nello stretto di Bab al-Mandeb non saaranno ostacolati, a eccezione delle navi saudite a cui è già stato imposto il divieto di transito. Secondo il portavoce Hazam al-Assad “non c’è motivo di preoccupazione internazionale per la libertà di navigazione a Bab al-Mandeb. Non sono previsti piani per imporre dazi di transito”.