lunedì, Settembre 28

CHI E’ KAJA KALLAS, PROSSIMA ALTA RAPPRESENTATE PER LA POLTICA ESTERA UE

di Redazione

Kaja Kallas nel settembre 2022 prova un lanciamissili Javelin, l’arma diventata un simbolo in Ucraina del sostegno statunitense al paese

Il Consiglio europeo tenutosi a Bruxelles la settimana scorsa ha ufficializzato la nomina della prima ministra estone Kaja Kallas come Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue. Per insediarsi dovrà essere solo confermata dalla maggioranza di popolari, socialisti e liberali del Parlamento europeo.

Una foto vale più di mille parole a volte: questa del settembre 2022 ci sembra qualificante per definire le idee belliciste di Kaja Kallas, che la Russia ha inserito nello scorso febbraio nella ‘black list’ dei ricercati internazionali. E’ il primo capo di un governo che entra a far parte di questa lista, perché secondo Mosca è colpevole di aver compiuto “atti ostili” contro la memoria sovietica, facendo rimuovere centinaia di monumenti dopo l’invasione dell’Ucraina, come riportato in questo articolo.

https://www.eunews.it/2024/02/13/kaja-kallas-ricercati-russia-ue-ucraina/

Si è fatto il nome di Kallas anche come sostituita del falco Stoltenberg, segretario generale della Nato, ruolo che dal 1° di ottobre andrà al premier olandese Mark Rutte, un altro portatore di guerra.

Kallas fa parte di una delle famiglie più importanti della storia dell’Estonia. Suo bisnonno è Eduard Alver, uno dei fondatori della Estonian Defence League, nata in funzione antisovietica nel 1918, che si oppone nel 1924 al tentativo di presa del potere da parte dei comunisti. Il nipote, Siim Kallas, oltre a essere il padre di Kaja Kallas è stato il primo ministro del Paese tra il 2002 e il 2003, oltre a essere stato il primo commissario europeo in rappresentanza dell’Estonia dal 2004 al 2014 (prima all’Economia, poi all’Anticorruzione e infine ai Trasporti).

L’Estonia durante la seconda guerra mondiale, dopo aver tentato di restare neutrale, si schiera nella quasi totalità a fianco dei nazisti per combattere l’Unione sovietica.

La nomina di Kaja Kallas non è un segnale distensivo nei confronti della Russia, anzi è un’ennesima provocazione che spinge in direzione contraria rispetto alla necessaria mediazione diplomatica.

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