
Il fatto
Nelle motivazioni dell’ordinanza, il giudice evidenzia come «la scritta è stata vergata su una torre evaporativa in disuso e priva di particolare valore estetico»


Si chiude con l’archiviazione il procedimento nei confronti di 22 attivisti di Extinction Rebellion denunciati dopo il blitz organizzato nella sede di Leonardo a Torino. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto l’archiviazione delle accuse, escludendo la responsabilità penale dei manifestanti. Diversa la posizione delle quattro persone contestate per l’accusa di imbrattamento. Per due di loro il gip ha disposto l’archiviazione per particolare tenuità del fatto, mentre per le altre due il procedimento è stato archiviato perché il fatto non sussiste. Nelle motivazioni dell’ordinanza, il giudice evidenzia come «la scritta è stata vergata su una torre evaporativa in disuso e priva di particolare valore estetico». Inoltre, sottolinea che «il messaggio veicolato fosse positivo e volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della pace e del disarmo: se tale dato non incide sulla configurabilità del reato, tuttavia, deve essere valutato ai fini del disvalore complessivo del fatto». Soddisfazione è stata espressa dai legali degli attivisti, gli avvocati Marino Careglio e Gianluca Vitale. «Ancora una volta la magistratura ha preso le distanze dal tentativo di silenziare il dissenso pacifico, che rientra nei diritti costituzionalmente garantiti di libertà di riunione e di libera manifestazione del pensiero», hanno dichiarato in una nota.