di Redazione

Il Belgio, tramite il suo primo ministro Bart De Wever, ha chiesto spiegazioni e garanzie solide all’Unione Europea riguardo al piano di utilizzare i beni russi congelati per finanziare l’Ucraina, bloccando l’accordo in attesa di una strategia condivisa e di una gestione del rischio a livello di tutti gli Stati membri. La richiesta del Belgio è che, in caso di risarcimenti futuri, il rischio finanziario non ricada solo sul Belgio, ma che ci sia un’assunzione di responsabilità collettiva da parte di tutti i Paesi coinvolti.
Punti chiave della richiesta belga
- Garanzie legali e finanziarie: il Belgio chiede garanzie concrete che la proposta rispetti il diritto internazionale e che, in caso di futuri contenziosi, tutti gli Stati membri condividano il rischio e le conseguenze.
- Solidarietà europea: il Belgiosottolinea che l’iniziativa deve essere collettiva, non riguardare un singolo Stato membro, e che tutti i Paesi che detengono beni russi congelati dovrebbero muoversi insieme, come evidenziato dal fatto che Euroclear è l’unica istituzione finanziaria europea che genera extra-profitti da questi fondi.
- Rischi di ritorsioni: il premier belga ha anche espresso preoccupazione per le possibili ritorsioni russe, citando minacce di Mosca riguardo a possibili ripercussioni a lungo termine.
- Il piano dell’UE e le difficoltà
- L’UE stava cercando di raggiungere un accordo per garantire che l’Ucraina continuasse a ricevere fondi dalla primavera, attraverso un prestito finanziato dai proventi degli asset russi congelati, una costruzione giuridica complessa per evitare la confisca diretta.
- La posizione del Belgio ha innescato delusione tra i sostenitori dell’iniziativa, che temono di perdere parte della credibilità dell’Unione Europea.