domenica, Luglio 5

ATTACCO USA AL BRASILE E ALL’AMERICA LATINA IN GENERALE

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Il capo del Pentagono annuncia una nuova “Guerra al Terrore”, con il Brasile fra i bersagli

Pete Hegseth, segretario alla Guerra degli Stati Uniti, il 10 giugno 2026, in tenuta di esercizio, ha annunciato alle truppe nella base navale della Baia di Guantanamo che Washington si sta “riprendendo il nostro emisfero” e che, a tal fine, sta già mobilitando in America Latina la stessa intelligence, le stesse reti e la stessa forza militare utilizzate contro Al-Qaeda e ISIS in Medio Oriente. Egli ha richiamato la Dottrina Monroe del XIX secolo e quello che ha definito il nuovo “corollario Trump”, una attualizzazione della Dottrina Roosevelt che tratta l’emisfero occidentale come “terreno chiave” della sicurezza nazionale americana.

In Brasile questa nuova architettura ha cessato di essere un’astrazione il 5 giugno. Il Primo Comando della Capitale (PCC) e il Comando Vermiglio (CV) [le due maggiori organizzazioni criminali mafiose del Brasile. NdT] sono stati designati dagli Stati Uniti come “Organizzazioni Terroristiche Straniere” (FTO) e “Terroristi Globali Specialmente Designati” (SDGT), categorie giuridiche applicate anche ad Al-Qaeda e all’ISIS.

L’OFAC, l’Ufficio per il Controllo dei Beni Esteri del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, responsabile dell’applicazione delle sanzioni economiche e del blocco dei beni di individui ed entità sanzionati, ha aggiornato l’elenco delle sanzioni. Dal momento che la designazione criminalizza l’entità stessa come organizzazione terroristica, l’allerta implica che qualsiasi individuo, banca, azienda o istituzione – all’interno o all’esterno degli Stati Uniti – con qualsiasi tipo di collegamento con le organizzazioni designate diventi soggetto a sanzioni secondarie e persecuzione penale. Questo strumento garantisce l’isolamento finanziario globale di qualsiasi entità designata, estendendo la portata della dottrina ben oltre i confini degli Stati Uniti.

Con ciò, il Brasile è ora incluso nella stessa architettura giudiziaria di controterrorismo applicata ai gruppi mediorientali, in uno scenario di espansine della presenza militare statunitense in ambito regionale, inclusi Paraguay e Argentina. E le aziende, le agenzie e i singoli cittadini brasiliani diventano potenzialmente bersaglio di sanzioni OFAC anche al di fuori degli Stati Uniti e soggetti quindi a leggi arbitrarie in materia di immigrazione e sicurezza nazionale all’interno del paese.

Non si tratta di un’improvvisazione retorica, dato che la famiglia Bolsonaro ha cercato di associare Lula e il PT al PCC fin dal 2022 – un’affermazione falsa che ha portato il Tribunale Superiore Elettorale brasiliano (TSE) a ordinare la cancellazione dei messaggi pubblicati e a multare l’ex-presidente detenuto Jair Bolsonaro. Il figlio Flávio Bolsonaro sta ora riattivando la stessa strategia in scala internazionale, per trasformare la sua opposizione ideologica in sospetto di reato e spianare la strada alla criminalizzazione internazionale dell’avversario, incluso Lula personalmente.

La Nuova Guerra al Terrore

Hegseth non ha fatto questa dichiarazione nella Baia di Guantanamo nel suo ruolo di ex conduttore del programma Fox & Friends Weekend, ma come capo civile del Pentagono, la più grande macchina da guerra del mondo e responsabile dell’intero apparato militare americano. Egli è di fatto la seconda carica nella catena di comando militare, dopo il presidente. Ciò che Hegseth descrive non è una metafora. È il trasferimento letterale di dottrina, metodo e infrastrutture della guerra al terrore dell’11 settembre alla nuova guerra al terrore di Trump contro l'”estremismo violento di sinistra” transnazionale.

Questa nuova architettura è stata inaugurata dalla Strategia Nazionale di Controterrorismo del 2026, firmata da Trump il 6 maggio. Questo documento ha unificato, per la prima volta nella storia americana, tre categorie ufficiali di minaccia terrorista in un’unico bersaglio: “narcoterroristi e bande transnazionali”, “terroristi islamisti” e, inedito, “estremisti violenti di sinistra, inclusi anarchici e antifascisti”.

Hegseth ha definito questa strategia la magna carta dottrinale dell’offensiva per “riprendere il nostro emisfero”, affermando che i presidenti precedenti “hanno ignorato la Dottrina Monroe per troppo tempo” e “hanno fatto finta che il nostro cortile non contasse”.

Non è un caso che Hegseth esalti nella Baia di Guantanamo, centro di tortura e occupazione illegale americana del territorio cubano, l’operazione militare che ha catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro. Egli, in 45 minuti, descrive tale “successo” come il grande banco di prova per il rafforzamento pratico di questa dottrina: il Venezuela.

La nuova guerra al terrore sotto Trump si allontana dalla dottrina del terrorismo “arabo-religioso” per spostare la lotta contro l’Jihādismo nel cuore della disputa ideologica contemporanea del dopo 7 ottobre all’interno della società civile mondo, includendo anche l’estremismo di sinistra. Diversi documenti e atti ufficiali dell’amministrazione Trump illustrano una dottrina chiara, ben documentata e opportunista contro un nuovo terrorismo ideologico: l’“estremismo violento di sinistra”.

La strategia è globale. Mentre a livello nazionale, negli Stati Uniti e in Europa, questa dottrina si traduce in campagne di sicurezza e criminalizzazione della società civile – in particolare della solidarietà palestinese e dell’immigrazione – in America Latina si esprime in una rottura ancora più radicale.

L’architettura legale e militare per invadere l’America Latina

Dal punto di vista giuridico, la strategia per l’America Latina consiste nel fondere “narcoterrorismo” ed “estremismo di sinistra” in un’unica categoria da attribuire a governi e governanti eletti considerati ostili a Washington, aprendo la strada persino ad un intervento militare. La designazione dei cartelli criminali nella stessa categoria giuridica di Al-Qaeda, come nel caso del PCC e del CV, legittima gli stessi poteri di azione militare extraterritoriale utilizzati nel dopo 11 settembre.

L’America Latina è apparsa come priorità politica per l’amministrazione Trump fin dal primo giorno del suo mandato. Il 20 gennaio 2025, giorno del suo insediamento, Trump ha marchiato Cuba come Patrocinatore Statale del Terrorismo (SST), escludendo deliberatamente il Venezuela da tale lista.
Deliberatamente perché, nello stesso giorno, Trump ha firmato un ordine esecutivo che ha inaugurato un’altra strategia da sperimentare in Venezuela: un processo formale per designare, con un linguaggio generico ed estensivo, “alcuni cartelli” e “altre organizzazioni” come Organizzazioni Terroriste Straniere o Terroristi Globali Specialmente Designati. Più importante: il documento ha modificato la definizione stessa di cartelli criminali, stabilendo che essi vanno oltre la criminalità organizzata tradizionale a causa della loro convergenza con attori extraemisferici, inclusi governi ostili.

A novembre 2025, Hegseth ha definito il “Cartel de los Soles” come Organizzazione Terrorista Straniera e ha pubblicamente insistito che Maduro era “il capo di questo cartello”, esattamente secondo i termini della muova definizione dell’ordine esecutivo. Il “Cartello dei Soli” di fatto non è mai esistito. Il termine è un’espressione gergale venezuelana degli anni ’90 usata per indicare genericamente i leader corrotti del narcotraffico. Lo stesso Dipartimento di Giustizia (DOJ) ammetterà in tribunale che l’organizzazione non esiste e gli organi tecnici del governo americano – DEA, Dipartimento di Stato, Servizio di Ricerca del Congresso e Rapporto Mondiale sulla Droga dell’UNODC – contraddicono la menzogna che ha giustificato l’invasione, non avendo individuato alcuna rete di produzione o distribuzione di fentanil in Venezuela.

Né le armi di distruzione di massa – una menzogna raccontata da Bush e Tony Blair nei rispettivi parlamenti – erano necessarie per l’invasione e la distruzione dell’Iraq. La designazione è stata sufficiente ad aprire la strada legale all’invasione di uno stato sovrano. Come lo stesso Hegseth ha ammesso in un’intervista a One America News Network, dichiarare il Cartello dei Soli un’organizzazione terroristica radicata nello stato venezuelano avrebbe aperto “molte nuove opzioni” per il modo in cui gli Stati Uniti affrontano i narcotrafficanti nella regione.

Reti di intelligence e coalizioni di paesi alleati

Nel suo discorso, Hegseth ha anche annunciato l’espansione dello “Scudo delle Americhe”, la coalizione antinarcoterrorismo, come meccanismo per operare all’interno dei paesi alleati e “individuare i luoghi in cui operano questi terroristi designati e dove producono la droga”, replicando il modello delle operazioni speciali utilizzato in Afghanistan e Iraq.

Le stesse strutture di sorveglianza, fusione di dati e operazioni speciali costruite in Medio Oriente vengono replicate nei Caraibi, in Amazzonia e nel Pacifico Sud, con lo Scudo delle Americhe come equivalente della coalizione dopo 2001 della “guerra al terrore”, e con Bukele e Milei nel ruolo che Musharraf [presidente pakistano 2001-2008. NdT] e re Abdullah [di Giordania. NdT] ricoprirono in Medio Oriente.

Due mesi dopo l’invasione del Venezuela e il sequestro del Presidente Nicolás Maduro e sua moglie Cília Flores il 7 marzo 2026, Trump ha riunito i capi di Stato di 12 nazioni latinoamericane nel suo club di golf a Doral in Florida per una riunione. I leader delle maggiori economie indipendenti della regione – Brasile, Messico e Colombia — non sono stati invitati, ma l’autocrate Nayib Bukele di El Salvador e Javier Milei dell’Argentina erano nella lista. Il tema del discorso ufficiale era la lotta contro i cartelli criminali, ma il proclama insisteva nella necessità di respingere le “influenze straniere” e le “interferenze nell’emisfero” – un messaggio diretto alla Cina, i cui scambi commerciali con la regione sono balzati da 12 miliardi di dollari nel 2000 a 515 miliardi di dollari nel 2024. La coalizione riunisce 18 paesi con l’obiettivo di ampliare la condivisione di informazioni e l’interdizione marittima nei Caraibi e nel Pacifico.

Basi avanzate

Guantánamo a Cuba, le basi argentine del Decreto 264/2026 [approvato ad aprile che autorizza l’ingresso di mezzi e personale delle Forze Armate degli Stati Uniti. NdT], l’FBI in Ecuador e il SOFA paraguaiano [“Acordo do Estatuto das Forças” sanzionato in marzo dal presidente paraguaiano Santiago Peña che autorizza la presenza temporanea di personale militare e civili statunitensi in Paraguay.NdT] sono diventate di fatto le equivalenti delle basi americane in Kuwait, Qatar e Bahrein. Cuba continua a resistere.

Nei giorni successivi all’incontro, l’architettura regionale dello “Scudo delle Americhe” ha iniziato a concretizzarsi. Il 10 marzo, in un accordo negoziato tra Marco Rubio e il ministro degli Esteri paraguaiano Rubén Ramírez Lezcano, la Camera dei Deputati paraguaiana ha apptovato un accordo dell’Unione delle Forze Armate (SOFA) che consente la presenza di personale militare e civile statunitense nel paese, con immunità penale equivalente a quella del personale diplomatico. Il presidente Lula ha espresso preoccupazione per la possibilità di un dispiegamento di soldati americani al confine tra Paraguay e Brasile.

Il giorno successivo, l’11 marzo, gli Stati Uniti hanno inaugurato il loro primo ufficio permanente dell’FBI in Ecuador, coronando una serie di accordi di sicurezza firmati in sole due settimane tra Washington e Quito, tra cui, il 3 marzo, la prima operazione militare congiunta antidroga in territorio latinoamericano, guidata dal Comando Sud statunitense. Gli analisti osservano che la posizione strategica dell’Ecuador, con accesso diretto al Pacifico e alle isole Galapagos rende il paese un punto privilegiato per l’intelligende americana nella regione.

Nel processo di sostituzione di ciò che restava della diplomazia con la militarizzazione, Milei si è dimostrato un alleato obbediente e strutturalmente indispensabile per gli USA nell’architettura dello Scudo delle Americhe. Il Decreto di Necessità e Urgenza 264/2026, firmato da Milei il 17 aprile e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, ha autorizzato l’ingresso di personale e mezzi delle Forze Armate statunitensi per l’esercitazione “Pugnale Atlantico”, effettuata tra il 21 aprile e il 12 giugno 2026, presso le strutture della Base Navale di Puerto Belgrano, della Guarnigione Militare di Córdoba e della VII Brigata Aerea di Moreno, a Buenos Aires, in parallelo con il dispiegamento della portaerei a propulsione nucleare USS Nimitz nelle acque dell’Atlantico meridionale.

Mentre il quadro giuridico veniva formalizzato, Washington aveva già schierato navi da guerra, posizionato caccia F-35 a Porto Rico e inviato la portaerei USS Gerald Ford nei Caraibi: un armamento chiaramente sproporzionato per combattere i cartelli criminali che sono privi di una forza aerea. Dal 2 settembre 2025, gli Stati Uniti hanno condotto almeno 44 attacchi contro imbarcazioni nei Caraibi e nel Pacifico Orientale, in quelle che le Nazioni Unite hanno classificato come esecuzioni extragiudiziali. A marzo 2026, un ufficiale della difesa ha confermato al Congresso che 47 imbarcazioni erano state attaccate e almeno 157 persone sono state uccise, tra cui pescatori di Trinidad e Tobago e Colombia. Le Nazioni Unite hanno classificato qualsiasi azione militare, diretta o occulta, contro un altro Stato sovrano come una “violazione ancora più grave della Carta delle Nazioni Unite”.

In nquesto quadro, il capo del Comando Sud (SOUTHCOM), la struttura militare responsabile delle operazioni statunitensi in America Latina e nei Caraibi, l’ammiraglio Alvin Holsey, ha sollevato internamente dubbi sulla legalità delle operazioni e ha offerto le sue dimissioni durante un teso incontro con Hegseth il 6 ottobre.

Tecnologia di supersorveglianza di massa in territorio straniero

La dimensione tecnologica di questa architettura, peraltro, è arrivata con un’altra figura del mondo aziendale con radici ben piantate nei servizi segreti degli Stati Uniti e di Israele. Il 12 aprile 2026, esattamente quando le truppe americane iniziavano a insediarsi nelle basi argentine, Peter Thiel è atterrato a Buenos Aires accompagnato da famiglia, consiglieri e scorta personale. Il 23 aprile, veniva ricevuto alla Casa Rosada da Milei e dal Ministro degli Esteri Pablo Quirno. Milei ha descritto l’incontro come una “meravigliosa” conversazione tra “anarco-capitalisti”.

Thiel, ex socio di Jeffrey Epstein, è co-fondatore e presidente di Palantir Technologies, un’azienda specializzata in integrazione di dati, analisi dell’intelligence e contratti governativi. È la stessa azienda che, negli Stati Uniti, ha accumulato contratti con l’ICE valutati 287 milioni di dollari tra il 2011 e il 2025, fornendo il sistema che consente a ogni agente dell’immigrazione di accedere a una rete di database pubblici e privati su qualsiasi persona.

Palantir si infiltra in Brasile attraverso Luciano Huck [famoso presentatore della TV brasiliana, produttore cinematografico, candidato di destra alle scorse elezioni presidenziali poi rinunciatario per aver comprato un jet privato con prestito concesso per progetti sociali, condannato anche per irregolarità ambientali. NdT] e l’ex giudice del Supremo Tribunale Federale Roberto Barroso.

Gli Stati Uniti stanno inaugurando sotto i nostri occhi una dottrina di sicurezza emisferica e globale, pericolosamente fraintesa come una semplice continuazione – più esplicita e aggressiva – del tradizionale espansionismo americano. L’amministrazione Trump e i suoi partner internazionali, in particolare il cartello sionista, stanno progettando una vasta architettura legale, politica e militare per la cosiddetta Nuova Guerra al Terrore contro l'”estremismo di sinistra transnazionale” del mondo post-7 ottobre.

Nell’era post-7 ottobre si assiste a un cambio di paradigma, espresso come politica di Stato dalla stessa amministrazione Trump, che equipara sistematicamente le proteste filo-palestinesi a terrorismo e antisemitismo. Un esempio innegabile è il Progetto Esther, ideato dalla Heritage Foundation – lo stesso gruppo che appare dietro il Progetto 2025, una sorta di manuale ideologico del trumpismo – che ha consolidato questa retorica in politiche istituzionali e l’ha resa esplicita nei campus universitari. Azioni come la partecipazione a proteste pro-palestinesi sono stati inquadrati come antisemitismo e fornitura di appogio materiale al terrorimo, in modo tale che i manifestati potessero essere deportati, colpiti da detenzioni, penalità civili o altre gravi conseguenze.

Un tentativo di riorganizzare l’egemonia americana e del Nord globale ampliando il vocabolario antiterrorismo all’”estremismo di sinistra” e al dissenso nella società civile, aprendo quelli che la legge definisce “stati di eccezione” transnazionali, screditando le garanzie democratiche e spianando la strada all’ascesa dell’estrema destra e alla sua intersezione con il libertariamismo americano: una corrente che propugna la dissoluzione dello Stato e la sovranità assoluta dell’individuo come principio politico.

Il Brasile sembra illudersi sulla gravità che si profila o come dice il detto inglese, crede di essere “too big to fail”, troppo grande per essere messo fuori uso.

Sara Vivacqua, 12 giugno 2026

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