

01 Ottobre 2026
Remocontro
Ancora Israele-Iran a far slittare le elezioni israeliane del 27 ottobre difficili per Netanyahu? Forse è pensar male. Forse è temere ragionato. In Italia intanto, criticare Israele diventa antisemitismo. Rissa elettorale su chi sarebbe antisemita, mentre a danno della credibilità morale e politica dell’ebraismo continua ad operare il premier uscente, in bilico tra potere e carcere.
Antisemitismo italiano
Il voto sul ddl antisemitismo è stato rinviato, per una corretta definizione di antisemitismo. Ma di fatto quell’accusa la sta già colpendo, senza nessuna legge. Esempi. Jonathan Glazer, premio Oscar per “La zona d’interesse”, ebreo. Accusato di aver rinnegato la propria ebraicità perché ha criticato il governo israeliano. Anna Foa, storica, ebrea. Definita antisemita per i suoi scritti. Gad Lerner, giornalista di origine ebraica. “Ebreo antisemita”, per le sue critiche a Netanyahu. E Moni Ovadia e altri intellettuali noti.
Assaggio d’Europa per capire
Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband, ebreo, 14 familiari sterminati dai nazisti. Annuncia le sanzioni sugli insediamenti illegali in Cisgiordania. E l’ambasciata israeliana a Londra lo accusa di «creare un’atmosfera di violenza contro gli ebrei». Ebrei accusati di antisemitismo. Perché hanno criticato un governo. Tutti antisemiti? Israeliani antisemiti? Ebrei antisemiti? La legge proposta non vieta di criticare il governo israeliano. Sulla carta, no. Ma adotta una definizione così vaga che l’accusa la puoi appiccicare a chiunque.
Questione ebraica in Israele al voto
Il governo guidato da Netanyahu, che, secondo un’inchiesta del giornale israeliano Haaretz, dieci giorni prima del 7 ottobre era stato avvertito di un attacco imminente di Hamas. Netanyahu ha taciuto lasciando che 1.200 israeliani venissero massacrati, e poi ha scatenato il genocidio a Gaza a cui assistiamo da quasi tre anni? Netanyahu nega e minaccia querele. Ma a scriverlo sono i giornali israeliani. A chiedere verità sono le famiglie degli ostaggi. Anche loro antisemiti? Ottant’anni fa, troppi in Europa e nel mondo, hanno taciuto di fronte allo sterminio nazista degli ebrei. Ora un altro governo che “non si può criticare”?
Netanyahu tra governo e carcere
Intanto Netanyahu sta combattendo una guerra per la sopravvivenza, la sua, ché se perde le elezioni di ottobre rischia di finire in prigione. E si è esibisce nell’esercizio in cui eccelle -sottolinea Piccolenote.it-: scatenare tempeste per accreditarsi come l’unico che può gestirle. Un possibile attacco di un nemico imprecisato prima delle elezioni. Allarme che va letto tenendo presente un articolo pubblicato ieri da Haaretz, dedicato al viaggio di Netanyahu ad Abu Dhabi, per ottenere una smentita della famosa telefonata di avvertimento sul 7 ottobre.
Trump Midterm ma Netanyahu ha fretta
Possibilità da incubo: «Se il premier non riuscirà a imporsi sulla narrazione del 7 ottobre, potrà soppiantarla con un’altra crisi nazionale: la ripresa della guerra con l’Iran». Vedremo presto. Il presidente americano minaccia di ‘annientare l’Iran’, ma dopo le elezioni di medio termine, ma per Netanyahu è troppo tardi, dato che il suo obiettivo è solo il 27 ottobre.
Il primo ministro sta cercando di cancellare l’appellativo che gli è stato affibbiato dall’opposizione – il ‘Primo Ministro del Massacro del 7 ottobre’ – con una sua trovata: il Terminator di Teheran”. Lo stato di emergenza nazionale, che sospenderebbe la campagna elettorale e le stesse elezioni.