giovedì, Aprile 9

AMERICA INCUBO: BUONI ALIMENTARI TAGLIATI E +1000 MILIARDI A MUSK

America strapotente

08 Novembre 2025

di Ennio Remondino

Lo shutdown punisce i più poveri. Sette settimane di blocco di governo: saltano le tutele a 42 milioni di persone. Un giudice ordina di riattivarle, ma la Casa Bianca lo ignora. Mentre gli azionisti di Tesla hanno approvato un piano da mille miliardi di dollari in azioni per Elon Musk. La cifra più alta riconosciuta ad un amministratore nella storia nota del capitalismo.

‘Shutdown’, paralisi del governo contro chi?

«Con aeroporti rallentati e buoni alimentari sospesi, lo shutdown – il blocco dei lavori del governo – è entrato nella sua settima settimana e continua a mettere a dura prova la macchina federale e a colpire le fasce più fragili», denuncia Marina Catucci sul manifesto. Per gli incredibili 1000 miliardi per Musk, segno tangibile di un sistema che premia la finanza e penalizza il lavoro. Il mercato azionario cresce ma la base industriale si restringe. Con conseguenze sociali devastanti: l’indebitamento delle famiglie oltre i 18 mila miliardi, il debito studentesco è sopra quota 1.800 miliardi e il numero di senza dimora a 771mila, il dato più alto dal 2007 (+18% dal 2023).

Basta sussidi e per molti è la fame

Ma per l’amministrazione Trump ora il passaggio politico chiave sono quei ‘quattro soldi’ di aiuti alimentari ai più disgraziati. Facendo di tutto per fare ricadere la colpa di questo shutdown sulle spalle dei democratici, ha chiesto a una corte d’appello di bloccare la sentenza di un giudice federale che giovedì notte ha ordinato al governo di pagare per intero i ‘sussidi alimentari Snap’, il programma alimentare che aiuta le famiglie a basso reddito ad acquistare cibo tramite un sussidio mensile che copre il costo dei generi alimentari e di altri beni di prima necessità, come il latte in polvere per i neonati.

Trump vuole tagliare i sussidi di novembre grazie ai quali 42 milioni di persone riescono a fare la spesa. Versione Casa Bianca: il governo non è tenuto a coprirli per intero durante uno shutdown, anche se più corti federali hanno ordinato di farlo.

Le ragioni giuridiche

La vicenda da un punto di vista legale. I cittadini che beneficiano del programma «hanno sofferto troppo a lungo. Le prove dimostrano che le persone soffrirebbero la fame». E il giudice ha ordinato al dipartimento dell’Agricoltura di effettuare il pagamento completo e non decurtato di alcuna percentuale (giovedì l’agenzia aveva ridotto il taglio: dal 50 al 35%). Mentre si aspetta la decisione sul ricorso Trump, la Coalizione delle organizzazioni no profit ha ribadito l’urgenza della situazione: «Il governo rifiuta il suo aiuto ai bambini e alle famiglie, che ora patiranno la fame. Il tempismo è essenziale».

L’America raccontata da Trump

Prezzi dell’elettricità scesi del 40%, inflazione scomparsa, uova tornate al loro prezzo, un ‘Thanksgiving’, la festa del Ringraziamento del 25% più economico dell’anno scorso (ma la fonte è una promozione della catena Walmart). L’unico problema «sono le fake news» -denuncia ancora la Casa Bianca- che si ostinano a raccontare di un paese in difficoltà e la «ruffa della sostenibilità economica».

Fatti oltre la propaganda

La Federal Aviation Administration che supervisiona il traffico aereo, annuncia che nei principali hub del paese il volume dei voli commerciali sarà ridotto fino al 10%. I 40 aeroporti selezionati dalla Faa coprono più di 24 Stati, inclusi New York, Atlanta, Dallas, Denver, Los Angeles e Charlotte. In alcune aree metropolitane, tra cui New York, Houston, Chicago e Washington, saranno interessati più aeroporti, e gli effetti a catena potrebbero causare problemi anche agli aeroporti più piccoli. Per dare un’idea delle dimensioni del problema, sono già stati cancellati più di 780 voli in tutto il paese. Delta Air Lines ha annunciato la cancellazione di circa 170 voli, e American Airlines parla di 220 voli in meno al giorno.

L’agenzia ha spiegato che i tagli sono necessari per alleviare la pressione sui controllori di volo che lavorano senza stipendio da oltre un mese, con orari impossibili.

Crisi politica ed elezioni di ‘midterm’

Trump, per uscire dalla crisi e salvarsi in futuro politico che si sta facendo tempestoso, dal canto suo, continua a esortare i senatori all’abolizione della norma per cui servono 60 voti e non 51 per approvare alcune misure. «Se lo eliminiamo – ha detto durante la conferenza stampa con il premier ungherese Orbán – non perderemo mai più un midterm o un’elezione generale». ‘Non perderemo’ inteso chi governa.

Il primo uomo da 1000 miliardi

Il contrario beffa. Gli azionisti di Tesla 8auto elettriche), hanno approvato un piano da mille miliardi in azioni per Elon Musk. È la cifra più alta mai riconosciuta ad un amministratore delegato nella storia americana. Ha votato a favore il 75% dei soci. Tra i contrari, il fondo norvegese Norges Bank Investment Management, e il maggiore fondo pensione americano Calpers, che gestisce la previdenza dei dipendenti pubblici della California. A fare la differenza, col loro voto, sono stati i colossi Vanguard, BlackRock e State Street, i «Big Three» della finanza a stelle e strisce, che, con la loro presenza capillare nel capitale delle principali multinazionali, si confermano i veri arbitri del capitalismo globale.

Democrazia delle diseguaglianze

Ora l’ex ministro di Trump, a parte i guadagni per sé, avrà il controllo di quasi il 30% del capitale aziendale. «Un’operazione grossolanamente immorale», l’ha definita i Bernie Sanders: «Viviamo in un’economia truccata». Il pacchetto è legato più ad obiettivi finanziari che a risultati produttivi, occupazionali o ambientali, ci avverte Luigi Pandolfi. «Ci sono anche gli umanoidi, i robot-taxi, ma quel che conta di più è la quotazione delle azioni. Musk dice che tra 10 anni l’azienda dovrà valere almeno 8.500 miliardi, cinque volte e mezzo il valore attuale. Oggi nessuna azienda al mondo (tranne Nvidia) si avvicina nemmeno alla metà di quella quotazione, ma non importa che l’obiettivo sia realistico. L’importante è che l’aspettativa di mercato crei ricchezza aggiuntiva per gli investitori.

Sistema economico post imperiale

E scopriamo assieme che il patrimonio personale di Musk ha raggiunto quest’anno i 460 miliardi di dollari. In un solo anno la sua ricchezza è cresciuta di 100 miliardi, mentre il salario medio di un operaio americano è rimasto fermo a 59 mila dollari, con l’inflazione che continua ad eroderne il potere d’acquisto. Secondo l’ultimo rapporto Oxfam, i dieci miliardari più ricchi del paese hanno aumentato la loro ricchezza complessiva di 698 miliardi di dollari proprio negli ultimi dodici mesi. Sono loro i veri vincitori, in un paese dove l’1% delle famiglie più ricche ha accumulato un patrimonio 101 volte superiore a quello della classe media e 987 volte a quello delle famiglie dei ceti popolari (il 50% più povero detiene appena il 2,5% della ricchezza nazionale. Viva l’America e il suo sistema politico e di potere!

Piccola Italia e piccoli Elon Musk

Ancora Luigi Pandolfi: «Nel Belpaese i manager delle principali aziende quotate a Piazza Affari guadagnano in media 4,2 milioni di euro. Poi ci sono amministratori come Carlos Tavares, Ceo di Stellantis, che ha ricevuto 36,5 milioni di euro nel 2023. O come Andrea Orcel, Ceo di UniCredit, con 13,2 milioni nel 2024. Ciò mentre il salario medio di un lavoratore dipendente resta poco sopra i 30 mila euro lordi l’anno. Significa che il rapporto fra certi compensi dei top manager e il salario medio di un operaio è di 500 a uno».

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