domenica, Ottobre 11

ACCORDO TRUMP-PUTIN: FINE DELLE SANZIONI ALLA RUSSIA IN CAMBIO DI MILIONI DI BARILI DI GASOLIO

di Redazione

Lo abbiamo sempre detto che l’obiettivo di questa guerra NATO/Zelensky contro la Russia serve gli interessi degli Stati Uniti che vogliono indebolire economicamente e politicamente l’Europa. E con questo accordo Trump-Putin si deve prendere atto che gli Stati Uniti d’America se ne fottono degli impegni presi con l’Europa e fanno solo quello che conviene ai loro massocapitalisti.

I partiti imbecilli d’Europa che dicono tramite i loro rappresentanti: “Sospendere le sanzioni sul gasolio russo offre a Mosca maggiori entrate per portare avanti la guerra” parole della guerrafondaia Kaja Kallas – che tra l’altro, non sapeva che l’URSS era nostra alleata nella seconda guerra mondiale – ma fanno chiedere che atteggiamento avrà ora l’Europa? Continuerà a svenarsi per conto degli interessi Usa o finalmente prenderà la via della diplomazia, della pace e della salvaguardia degli intreressi generali dei propri cittadini?

Ed ecco l’ennesima giravolta trumpiana: trovato l’accordo, sicuramente rinnovabile, con il “cattivone” Putin: la Russia fornirà immediatamente oltre 300mila tonnellate di gasolio al mercato americano e globale, altre 500mila tonnellate nel mese di novembre e 1 milione di tonnellate subito dopo per 300.000 tonnellate di gasolio in cambio della fine delle sanzioni.

Dopo questa bastonata sulla groppa dei politici d’Europa nessun ravvedimento da parte di lor signori sulle sanzioni alla Federazione Russa? L’ultimo pacchetto di sanzioni è del 23 luglio 2026.

Andiamo avanti a far del male ai proletari d’Europa, come sta facendo la fascista Meloni che non tocca gli interessi delle grandi compagnie perolifere, non avendo una politica statale sull’energia, con i prezzi dei carburanti alle stelle e l’introduzione del sistema elettorale che sancisce il passaggio al regime fascista. O come fanno quasi tutti i paesi d’Europa come la Polonia che è il paese che in proporzione al PIL investe di più nella difesa (avendo superato il 4,5% del PIL) e ha ampliato rapidamente il proprio esercito e i propri arsenali a causa della vicinanza con il confine russo-ucraino; o come la Germania che ha avviato una pericolosissima svolta (la Zeitenwende) per trasformare il Bundeswehr in uno degli eserciti convenzionali più forti d’Europa, con piani di spesa colossali per la ricostituzione delle capacità militari e dell’industria degli armamenti; o della Francia che spinge per un rafforzamento dell’autonomia strategica e della base industriale militare europea, assumendo spesso un ruolo di guida politica insieme a Germania e Polonia; ai Paesi Baltici e Nordici (Estonia, Lettonia, Lituania, Finlandia, Svezia) che sono fortemente favorevoli a un rapido e massiccio potenziamento militare per motivi di sicurezza geografica legati alla “minaccia russa”.

Insomma tutti uniti, tutti insieme a farci del male riportando, dopo quella nella ex Jugoslavia, la guerra in Europa grazie al servo Zelensky, che ha sacrificato il popolo Ucraino agli interessi dei vertici del massocapitalismo USA e della loro industria delle armi e del petrolio che comperiamo da loro a prezzi stratosferici, mentre loro lo acquistano dal “cattivone” russo a prezzi scontati.

Noi siamo convinti che serve una bella e democratica Rivoluzione comunista che pulisca i vari paesi dall’onda nazifascista e renda di nuovo respirabile l’aria malsana che ristagna nei palazzi dei governi d’Europa.

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