

17 Settembre 2025
A Gaza, dal 7 ottobre 2023, Israele ha commesso un genocidio contro i palestinesi: è ciò che stabilisce la Commissione d’Inchiesta Internazionale Indipendente delle Nazioni Unite.
Insieme alle maggiori Organizzazioni umanitarie attive a Gaza, assistiamo quotidianamente agli orrori, alle morti orribili e alle sofferenze inflitte alla popolazione. Una situazione drammatica che si collega alle conclusioni dell’ONU per cui nell’area è in corso un genocidio. I leader dei Governi adesso devono agire per prevenire la distruzione della vita nella Striscia di Gaza e porre fine alle violenze e all’occupazione.
Dichiarazione ONU: a Gaza è genocidio
Quello a cui stiamo assistendo a Gaza non è solo una catastrofe umanitaria senza precedenti, ma ciò che la Commissione d’Inchiesta dell’ONU ha ora definito un genocidio.
- 65.000 palestinesi hanno perso la vita, tra cui oltre 20.000 bambini. Migliaia risultano ancora dispersi, intrappolati sotto le macerie che hanno sostituito le vivaci strade cittadine.
- Su una popolazione di 2,1 milioni, 9 persone su 10 sono state costrette ad abbandonare le proprie case, più di una volta, verso aree sempre più ristrette, inadatte a sostenere condizioni di vita umane.
- Dopo che il governo israeliano ha imposto lo sfollamento di massa da Gaza City, senza interventi immediati e concreti, la tragedia di Gaza rischia di entrare in una fase ancora più catastrofica. L’intera Striscia è stata intenzionalmente resa invivibile.
- Più di mezzo milione di persone sta morendo di fame. La carestia, già dichiarata, continua a estendersi. La combinazione di malnutrizione e privazioni fisiche sta causando morte quotidiana di individui. In tutta Gaza, intere città sono state rase al suolo, insieme a infrastrutture fondamentali come ospedali e impianti per la depurazione dell’acqua. Anche le terre coltivabili sono state distrutte sistematicamente.
E se i dati e i numeri non fossero ancora sufficienti, vi sono innumerevoli testimonianze personali che raccontano questa tragedia con straziante chiarezza.
La disumanità della situazione a Gaza è inimmaginabile. Eppure, i leader mondiali restano inerti. I fatti vengono ignorati. Le testimonianze vengono accantonate e, come conseguenza diretta, altre persone vengono uccise. I nostri appelli sono stati ignorati e migliaia di vite sono ancora in pericolo.
Non possiamo più accettare l’inazione
In vista del vertice dei leader mondiali a New York per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite previsto la prossima settimana, insieme alle Organizzazioni umanitarie che operano a Gaza, abbiamo pubblicato una dichiarazione congiunta:
“I leader mondiali si riuniranno la prossima settimana alle Nazioni Unite (ONU) e per questo chiediamo a tutti gli Stati membri di agire in conformità con il mandato affidato all’ONU 80 anni fa. [..] Da quando l’esercito israeliano ha intensificato l’assedio, sei mesi fa, bloccando cibo, carburante e medicine, abbiamo visto bambini e famiglie consumate dalla fame mentre la carestia si espandeva. Anche i nostri colleghi ne hanno sofferto. Molti di noi sono stati a Gaza. Abbiamo incontrato un numero incalcolabile di palestinesi che ha perso arti a causa dei bombardamenti israeliani, bambini così traumatizzati dai continui bombardamenti che non riescono più a dormire o a parlare o altri che ci hanno detto che vorrebbero morire per raggiungere i loro genitori in paradiso. Abbiamo incontrato famiglie che mangiano cibo per animali per sopravvivere e cucinano foglie come pasto per i propri figli.
Le nostre Organizzazioni, insieme a gruppi della società civile palestinese, all’ONU e alle Organizzazioni israeliane per i diritti umani, possono agire solo fino a un certo punto. Abbiamo cercato instancabilmente di difendere i diritti del popolo di Gaza e di sostenere l’assistenza umanitaria, ma veniamo ostacolati in ogni fase del nostro operato. Ci è stato negato l’accesso e la militarizzazione del sistema di aiuti si è rivelata fatale. Migliaia di persone sono state raggiunte da colpi d’arma da fuoco mentre cercavano di arrivare ai pochi siti dove il cibo viene distribuito sotto scorta armata.
L’ONU ha sancito il diritto internazionale come fondamento della pace e della sicurezza globale. Se gli Stati membri continueranno a trattare questi obblighi legali come opzionali, non saranno solo complici, ma stabiliranno un pericoloso precedente per il futuro. La storia giudicherà senza dubbio questo momento come una prova di umanità. E stiamo fallendo. Fallendo con il popolo di Gaza, fallendo con gli ostaggi con la nostra responsabilità etica collettiva.”
I governi devono agire ora
I governi devono agire ora per prevenire la distruzione della vita nella Striscia di Gaza e per porre fine alle brutalità e all’occupazione.
Ancor di più dopo la dichiarazione della Commissione ONU, il Governo Italiano non può continuare ad ignorare le palesi violazioni dell’Articolo 2, che impone il rispetto dei diritti umani come condizione fondamentale e per questo deve votare a favore della revisione dell’Accordo di Associazione tra l’Unione Europea e Israele.
Tutte le parti devono rinunciare alla violenza, rispettare il diritto umanitario internazionale e perseguire la pace. Gli Stati devono utilizzare tutti gli strumenti politici, economici e legali a loro disposizione per intervenire. La retorica e le mezze misure non bastano più. Questo drammatico momento richiede un’azione definitiva.
Per approfondire, leggi il comunicato stampa.